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La questione della verità… cui prodest?

“La Verità è nel fondo di un pozzo: lei guarda in un pozzo e vede il sole o la luna; ma se si butta giù non c’è più né sole né luna, c’è la Verità.”Leonardo Sciascia I fondamenti delle dottrine esoteriche a differenza di quelle ritenute occulte (queste mirano in genere a fini personali, immediati e pratici, sottintesi di un potere sugli esseri e su…

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La gestualità nella ritualità

(Beèlle hayyadàyim)(Od lo ahavtì dai)“Con queste mani non ho ancora amato abbastanza” recita il testo di una canzone intitolata “Od lo Ahavti Dai”, che viene danzata dagli ebrei durante la festa di Purim; gli stessi ebrei che ci insegnano l’arte di ringraziare l’Eterno, ad ogni risveglio mattutino, con l’elevazione delle mani (Ya-dàym), attraverso …

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Mode e modi

Una cosa che mi ha sempre impressionato, è la capacità dimostrata da alcuni scrittori, di descrivere con simbolica preveggenza, situazioni, stati d’animo, modi di vivere, che si sarebbero sviluppati nel loro futuro, sulla base di quanto li circondava e di una ignota sensibilità.Si potrebbe obiettare, da buoni scettici, che è solo una questione di s…

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Possibilità di scelta

Non di rado, quando si parla o si scrive di Ermetismo, di Alchimia, si prende in considerazione ciò che indichiamo come natura con le sue componenti fisiche e/o spirituali e poi anche la “magia naturale” con le azioni per compiere la cosiddetta Grande Opera, ovvero l’itinerario alchemico di lavorazione e di trasformazione della materia prima, final…

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Importanti differenze ma anche analogie

Vorrei disquisire un poco in merito alle nostre vie (sia maschile, che femminile), ricordando ancora una volta come sia opportuno evitare di lasciare intendere che noi, con superficialità, si possa essere genericamente compresi in quelle ipotesi di Società dei Liberi Muratori (forse mai effettivamente esistita, per lo meno nella forma idealizzata d…

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Attorno all’Ara dei Giuramenti, nel cuore del Tempio, sono disposti strumenti simbolici che rappresentano tappe e funzioni del lavoro interiore. Ogni attrezzo muratorio richiama un’azione da compiere su sé stessi, nel percorso di trasformazione spirituale.
Il Filo a Piombo orienta verso l’equilibrio interiore: invita a calarsi nel proprio asse verticale per discernere ciò che è saldo da ciò che è instabile, essenziale per ogni cammino iniziatico.
Il Mazzuolo rappresenta la forza volontaria, la spinta risoluta che segue una scelta consapevole e virtuosa.
Lo Scalpello simboleggia il discernimento e la precisione: senza di esso, ogni colpo rischia di essere cieco, danneggiando invece di perfezionare.
La Livella esorta a costruire con misura, portando armonia tra le parti, sia interiori che esteriori. È lo strumento dell’equilibrio raggiunto.
Il Regolo permette di valutare proporzioni, coerenza, giustizia. Invita a confrontare la propria opera con un modello superiore di ordine.
La Leva allude all’azione ponderata: forza che muove ciò che è pesante, ma solo se guidata dalla coscienza e da un punto di appoggio ben compreso.
La Cazzuola è simbolo della volontà costruttiva in chiave altruistica: unisce, armonizza, cementa legami su basi spirituali.
La Pietra Grezza, posata a terra, rappresenta l’uomo nella sua condizione naturale, ancora da lavorare, dominato da istinti e automatismi (Nefesh).
La Pietra Cubica a punta, scolpita e orientata, simboleggia l’iniziato che ha compiuto un cammino reale, innalzando la propria anima verso Neshamah, la coscienza superiore.

Al centro dell’Ara dei Giuramenti viene deposto il Libro della Legge Sacra, aperto sul Vangelo di San Giovanni. È il punto focale della cerimonia in cui si compie il Mistero del Rito Sacrificale: rappresenta il Verbo Divino e le leggi ineffabili della Creazione, che l’iniziato è chiamato a intuire e, per quanto possibile, comprendere.
Sopra di esso si collocano, incrociati, la Squadra e il Compasso: strumenti fondamentali del Lavoro interiore.
La Squadra indica la necessità di precisione etica e coerenza: invita a misurare ogni pensiero, scelta, parola e azione, avviando l’immersione cosciente nella Nigredo, prima fase dell’Opera alchemica.
Il Compasso, simbolo della coscienza attiva, orienta la connessione tra cuore e mente. Serve a purificare la parte ricettiva dell’anima, rendendola degna di ricevere la Luce e permettendo allo Spirito di prevalere sull’Io materiale.

L’Ara del Giuramento, al centro del Tempio, ha forma quadrata, simboleggiando la stabilità e il mondo manifestato. Il rivestimento in tessuto azzurro, proprio del Grado di Apprendista, evoca il cielo originario e lo stato potenziale della Creazione.
Su di essa si compiono gli atti fondanti del Lavoro rituale: si prestano i giuramenti, si depone il Libro della Legge Sacra, sovrapposto dalla Squadra incrociata al Compasso, e si accendono le Luci della Menorah, il candelabro a sette bracci della Tradizione ebraica. Le sue fiamme possono essere lette in chiave cabalistica come le sette Sephirot inferiori, oppure associate ai sette giorni della Creazione, ai sette chakra o alle scale armoniche.

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