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Venit in tempore opportuno.

Mi appresto a scrivere il diario di questo mio scorso anno di vita in cui questa stessa è cambiata, lentamente e profondamente, da molteplici punti di vista, paralleli e separati ma allo stesso tempo convergenti in alcuni punti.E iniziamo dal primo punto, quello di partenza che sancisce l’inizio, ma anche la fine, un Uroboro dove la morte corrispon…

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La tradizione occidentale e l’idea di stato secondo il pensiero di Julius Evola (appunti personali)

Onorato di poter scrivere di Julius Evola, mi accingo a farlo dando una mia visione del suo pensiero e di quella tradizione occidentale, europea, che fin da bambino mi ha affascinato, con i suoi miti ed i suoi eroi, permettendomi di veleggiare su di un magico drakkar (dreki in norreno) nell’oceano dei miei sogni.Spesso, vista la caratura di tale pe…

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Il Sole di Mezzanotte

Può verificarsi la mancata partecipazione di alcuni fratelli a una o più tornate; la cosa dispiace e va a indebolire numericamente il lavoro, ma è molto meno grave dell’assenza della tensione partecipativa, della fedeltà e della presenza spirituale di un singolo membro della Loggia. Se si è “presenti”, nulla sfugge, nessun problema resta estraneo, …

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Promemoria Autunnale

Proviamo ancora una volta a rivisitare mentalmente alcune esperienze cerimoniali.Immagino che sarebbe un’esperienza da sperimentare ciclicamente da parte di chiunque. Potrebbe essere utile a tutti.Cogliamo così l’occasione per focalizzare l’attenzione nei riguardi di vari elementi sui quali probabilmente non ci si è soffermati a sufficienza o che a…

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Chi custodisce le chiavi dell’invisibile?

La questione dell’invisibile accompagna l’intera storia dell’umanità. Ogni civiltà ha elaborato linguaggi, simboli, riti e narrazioni per confrontarsi con ciò che eccede l’esperienza ordinaria: gli dèi, gli spiriti, gli antenati, il destino, la morte, l’aldilà, l’intuizione profetica, la visione estatica e tutto ciò che, in termini generali, potrem…

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Attorno all’Ara dei Giuramenti, nel cuore del Tempio, sono disposti strumenti simbolici che rappresentano tappe e funzioni del lavoro interiore. Ogni attrezzo muratorio richiama un’azione da compiere su sé stessi, nel percorso di trasformazione spirituale.
Il Filo a Piombo orienta verso l’equilibrio interiore: invita a calarsi nel proprio asse verticale per discernere ciò che è saldo da ciò che è instabile, essenziale per ogni cammino iniziatico.
Il Mazzuolo rappresenta la forza volontaria, la spinta risoluta che segue una scelta consapevole e virtuosa.
Lo Scalpello simboleggia il discernimento e la precisione: senza di esso, ogni colpo rischia di essere cieco, danneggiando invece di perfezionare.
La Livella esorta a costruire con misura, portando armonia tra le parti, sia interiori che esteriori. È lo strumento dell’equilibrio raggiunto.
Il Regolo permette di valutare proporzioni, coerenza, giustizia. Invita a confrontare la propria opera con un modello superiore di ordine.
La Leva allude all’azione ponderata: forza che muove ciò che è pesante, ma solo se guidata dalla coscienza e da un punto di appoggio ben compreso.
La Cazzuola è simbolo della volontà costruttiva in chiave altruistica: unisce, armonizza, cementa legami su basi spirituali.
La Pietra Grezza, posata a terra, rappresenta l’uomo nella sua condizione naturale, ancora da lavorare, dominato da istinti e automatismi (Nefesh).
La Pietra Cubica a punta, scolpita e orientata, simboleggia l’iniziato che ha compiuto un cammino reale, innalzando la propria anima verso Neshamah, la coscienza superiore.

Al centro dell’Ara dei Giuramenti viene deposto il Libro della Legge Sacra, aperto sul Vangelo di San Giovanni. È il punto focale della cerimonia in cui si compie il Mistero del Rito Sacrificale: rappresenta il Verbo Divino e le leggi ineffabili della Creazione, che l’iniziato è chiamato a intuire e, per quanto possibile, comprendere.
Sopra di esso si collocano, incrociati, la Squadra e il Compasso: strumenti fondamentali del Lavoro interiore.
La Squadra indica la necessità di precisione etica e coerenza: invita a misurare ogni pensiero, scelta, parola e azione, avviando l’immersione cosciente nella Nigredo, prima fase dell’Opera alchemica.
Il Compasso, simbolo della coscienza attiva, orienta la connessione tra cuore e mente. Serve a purificare la parte ricettiva dell’anima, rendendola degna di ricevere la Luce e permettendo allo Spirito di prevalere sull’Io materiale.

L’Ara del Giuramento, al centro del Tempio, ha forma quadrata, simboleggiando la stabilità e il mondo manifestato. Il rivestimento in tessuto azzurro, proprio del Grado di Apprendista, evoca il cielo originario e lo stato potenziale della Creazione.
Su di essa si compiono gli atti fondanti del Lavoro rituale: si prestano i giuramenti, si depone il Libro della Legge Sacra, sovrapposto dalla Squadra incrociata al Compasso, e si accendono le Luci della Menorah, il candelabro a sette bracci della Tradizione ebraica. Le sue fiamme possono essere lette in chiave cabalistica come le sette Sephirot inferiori, oppure associate ai sette giorni della Creazione, ai sette chakra o alle scale armoniche.

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