Risultati della ricerca

Il segno della Parola (parte seconda): la forma che evoca e la Presenza che risponde

Nel proseguire la riflessione già avviata sul valore delle parole rituali e del loro potere generativo, si riconosce un altro gesto, distinto ma complementare all’invocazione: l’atto dell’evocare. Se l’invocazione sembra innalzarsi come una chiamata rivolta verso l’Alto, indirizzata a un Principio, l’evocazione seguirebbe un’altra direzione: non si…

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La memoria che opera e Legge del ritorno: la funzione dello Hierotolista

Come noto, ogni punto del Tempio tende a riflettere un ordine superiore e la posizione di ciascun Officiante ne ripete il disegno. Lo Hierotolista, che rappresenterebbe il principio della memoria operante, siede all’Oriente, alla sinistra del Venerabile Maestro (destra da parte di guarda), non a caso, sotto il simbolo del Sole. In ambito del percor…

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Il segno della Parola: le invocazioni del Venerabile Maestro

Ogni Rito autentico si regge su un ordine interno, invisibile ma essenziale. Non è solo la successione delle azioni a conferirgli efficacia, ma soprattutto la coerenza con cui ciascun gesto risponde a una struttura invisibile.All’interno di questa architettura, le invocazioni del Venerabile Maestro (all’inizio e alla fine dei Lavori) costituiscono …

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S⸫S⸫T⸫I⸫P⸫D⸫T⸫ E R⸫A⸫O⸫ Riflessioni Personali su Possibili Chiai del Campo Sacro

Nel linguaggio essenziale del nostro cerimoniale, ogni formula potrebbe non limitarsi a sancire un passaggio formale o a garantire una coesione esteriore. Ciascuna custodisce un gesto vivo, capace di attivare un ordine silenzioso che non si spiega, ma si sperimenta attraverso la pratica e la partecipazione interiore.Così, il Saluto su tutti i punti…

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La Geometria Sacra nelle nostre Liturgie

Nel Tempio della Piramide, ciò che si dispone durante i Lavori segue una logica ordinata e visibile: orientamenti, ruoli, oggetti. Ma, se è osservata più attentamente, questa stessa disposizione lascia trasparire una geometria silenziosa, non tracciata ma presente. Alcuni possibili significati si svelano solo osservando il modo in cui i Fratelli (o…

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Il Dilemma della Luce delle Tenebre: Osiride e il Mistero della Conoscenza

Da sempre, il cammino iniziatico è apparso come un viaggio oltre i veli dell’apparenza, come un progressivo svelamento del Mistero che si cela dietro la luce visibile. La conoscenza più alta non si concederebbe all’improvviso, ma tenderebbe a svelarsi solo a chi sia pronto ad attraversare le soglie dell’ignoto e a superarle con successo ma poi, uni…

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Un Paradosso della Ricerca

Il Rituale di Iniziazione in Camera di Maestro d’Arte è per noi solo un grado al termine della serie Simbolica che è costituita dalla «Zona di Primo Lavoro», la quale è la prima di altre; infatti, si passerà a quella Filosofica per poi arrivare all’Illuministica, salendo complessivamente oltre 90 gradini.Tra i passaggi più enigmatici della liturgia…

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Pratiche comuni nel nostro ambito liturgico, per rivolgersi alla dimensione del sacro (appunti personali)

La preghiera, l’orazione, l’invocazione e l’evocazione si presentano nel nostro contesto, come quattro forme distinte di ricerca e di azione spirituale.Sono profondamente interconnesse e consentono all’Iniziato di tentare un’esplorazione significativa anche della propria essenza in relazione all’Universo. Nelle nostre liturgie, questi atti rapprese…

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Attorno all’Ara dei Giuramenti, nel cuore del Tempio, sono disposti strumenti simbolici che rappresentano tappe e funzioni del lavoro interiore. Ogni attrezzo muratorio richiama un’azione da compiere su sé stessi, nel percorso di trasformazione spirituale.
Il Filo a Piombo orienta verso l’equilibrio interiore: invita a calarsi nel proprio asse verticale per discernere ciò che è saldo da ciò che è instabile, essenziale per ogni cammino iniziatico.
Il Mazzuolo rappresenta la forza volontaria, la spinta risoluta che segue una scelta consapevole e virtuosa.
Lo Scalpello simboleggia il discernimento e la precisione: senza di esso, ogni colpo rischia di essere cieco, danneggiando invece di perfezionare.
La Livella esorta a costruire con misura, portando armonia tra le parti, sia interiori che esteriori. È lo strumento dell’equilibrio raggiunto.
Il Regolo permette di valutare proporzioni, coerenza, giustizia. Invita a confrontare la propria opera con un modello superiore di ordine.
La Leva allude all’azione ponderata: forza che muove ciò che è pesante, ma solo se guidata dalla coscienza e da un punto di appoggio ben compreso.
La Cazzuola è simbolo della volontà costruttiva in chiave altruistica: unisce, armonizza, cementa legami su basi spirituali.
La Pietra Grezza, posata a terra, rappresenta l’uomo nella sua condizione naturale, ancora da lavorare, dominato da istinti e automatismi (Nefesh).
La Pietra Cubica a punta, scolpita e orientata, simboleggia l’iniziato che ha compiuto un cammino reale, innalzando la propria anima verso Neshamah, la coscienza superiore.

Al centro dell’Ara dei Giuramenti viene deposto il Libro della Legge Sacra, aperto sul Vangelo di San Giovanni. È il punto focale della cerimonia in cui si compie il Mistero del Rito Sacrificale: rappresenta il Verbo Divino e le leggi ineffabili della Creazione, che l’iniziato è chiamato a intuire e, per quanto possibile, comprendere.
Sopra di esso si collocano, incrociati, la Squadra e il Compasso: strumenti fondamentali del Lavoro interiore.
La Squadra indica la necessità di precisione etica e coerenza: invita a misurare ogni pensiero, scelta, parola e azione, avviando l’immersione cosciente nella Nigredo, prima fase dell’Opera alchemica.
Il Compasso, simbolo della coscienza attiva, orienta la connessione tra cuore e mente. Serve a purificare la parte ricettiva dell’anima, rendendola degna di ricevere la Luce e permettendo allo Spirito di prevalere sull’Io materiale.

L’Ara del Giuramento, al centro del Tempio, ha forma quadrata, simboleggiando la stabilità e il mondo manifestato. Il rivestimento in tessuto azzurro, proprio del Grado di Apprendista, evoca il cielo originario e lo stato potenziale della Creazione.
Su di essa si compiono gli atti fondanti del Lavoro rituale: si prestano i giuramenti, si depone il Libro della Legge Sacra, sovrapposto dalla Squadra incrociata al Compasso, e si accendono le Luci della Menorah, il candelabro a sette bracci della Tradizione ebraica. Le sue fiamme possono essere lette in chiave cabalistica come le sette Sephirot inferiori, oppure associate ai sette giorni della Creazione, ai sette chakra o alle scale armoniche.

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