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L’ARTE DELL’APPRENDISTA cenni sui simboli del primo grado.

L’arte massonica, quando compresa nella sua dimensione spirituale (che costituisce il fulcro del nostro venerabile rito), non consiste unicamente in suggerimenti intellettuali mediante simboli, miti e allegorie, poiché concepiamo l’iniziazione come qualcosa che oltrepassa la semplice ammissione in un’istituzione filosofica. L’arte massonica, così c…

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Iconografie, elementi allegorici, simbolici, strumenti e modalità tecniche, presenti nel nostro metodo

A partire dal 1945, la legittima fusione dei due Riti egizi, presentati in alcune forme particolari alcuni secoli addietro, ha portato ad evidenziare vari elementi che fanno parte dell’odierno metodo di ricerca spirituale da noi proposto; questi, da quel periodo, sono stati scelti unitamente a determinati strumenti che troviamo collocati sull’Ara d…

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Reminiscenze leggendarie e personali ipotesi solstiziali

Renée Guenon, il grande esoterista del secolo scorso, affermava che, in analogia con la tradizione induista dei Solstizi (la fase «ascendente» è messa in rapporto con il deva-yana, e la fase «discendente» con il pitri-yana), al Solstizio d’ Inverno si aprisse la porta degli Dei dalla quale, questi, scendevano sulla Terra per combattere, secondo le …

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Operaio o artefice

Qualche anno fa, commentando il lavoro di una Sorella, ho scritto all’autrice che avrei preferito avesse usato l’espressione “umile artigiano” invece che “umile operaio”. Si tratta davvero di una sottigliezza e di un fatto di sensibilità piuttosto che di significato. Tuttavia, è interessante sviluppare questo pensiero.Naturalmente, per “opera” e “o…

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Lettera sulla via del silenzio, dell’ascolto e della testimonianza

Vi sono momenti nel cammino di ogni uomo in cui il rumore della quotidianità sembra improvvisamente arretrare. Non scompare, poiché continua a esistere come sfondo della nostra esperienza, ma perde per un istante la propria capacità di assorbire completamente la nostra attenzione. È allora che si apre uno scenario diverso, quasi un’uscita dal teatr…

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Lo specchio

Se si dovesse fare una sintesi degli innumerevoli percorsi da intraprendere per una maggiore coscienza di Sé (in quanto ognuno è un essere a sé stante con la conseguente indole), il denominatore comune nelle tradizioni spirituali pervenuteci, anche se sembra che siano indicati termini e metodi diversi, riporta sempre al suggerimento: “conosci te st…

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Attorno all’Ara dei Giuramenti, nel cuore del Tempio, sono disposti strumenti simbolici che rappresentano tappe e funzioni del lavoro interiore. Ogni attrezzo muratorio richiama un’azione da compiere su sé stessi, nel percorso di trasformazione spirituale.
• Il Filo a Piombo orienta verso l’equilibrio interiore: invita a calarsi nel proprio asse verticale per discernere ciò che è saldo da ciò che è instabile, essenziale per ogni cammino iniziatico.
• Il Mazzuolo rappresenta la forza volontaria, la spinta risoluta che segue una scelta consapevole e virtuosa.
• Lo Scalpello simboleggia il discernimento e la precisione: senza di esso, ogni colpo rischia di essere cieco, danneggiando invece di perfezionare.
• La Livella esorta a costruire con misura, portando armonia tra le parti, sia interiori che esteriori. È lo strumento dell’equilibrio raggiunto.
• Il Regolo permette di valutare proporzioni, coerenza, giustizia. Invita a confrontare la propria opera con un modello superiore di ordine.
• La Leva allude all’azione ponderata: forza che muove ciò che è pesante, ma solo se guidata dalla coscienza e da un punto di appoggio ben compreso.
• La Cazzuola è simbolo della volontà costruttiva in chiave altruistica: unisce, armonizza, cementa legami su basi spirituali.
• La Pietra Grezza, posata a terra, rappresenta l’uomo nella sua condizione naturale, ancora da lavorare, dominato da istinti e automatismi (Nefesh).
• La Pietra Cubica a punta, scolpita e orientata, simboleggia l’iniziato che ha compiuto un cammino reale, innalzando la propria anima verso Neshamah, la coscienza superiore.

Al centro dell’Ara dei Giuramenti viene deposto il Libro della Legge Sacra, aperto sul Vangelo di San Giovanni. È il punto focale della cerimonia in cui si compie il Mistero del Rito Sacrificale: rappresenta il Verbo Divino e le leggi ineffabili della Creazione, che l’iniziato è chiamato a intuire e, per quanto possibile, comprendere.
Sopra di esso si collocano, incrociati, la Squadra e il Compasso: strumenti fondamentali del Lavoro interiore.
La Squadra indica la necessità di precisione etica e coerenza: invita a misurare ogni pensiero, scelta, parola e azione, avviando l’immersione cosciente nella Nigredo, prima fase dell’Opera alchemica.
Il Compasso, simbolo della coscienza attiva, orienta la connessione tra cuore e mente. Serve a purificare la parte ricettiva dell’anima, rendendola degna di ricevere la Luce e permettendo allo Spirito di prevalere sull’Io materiale.

L’Ara del Giuramento, al centro del Tempio, ha forma quadrata, simboleggiando la stabilità e il mondo manifestato. Il rivestimento in tessuto azzurro, proprio del Grado di Apprendista, evoca il cielo originario e lo stato potenziale della Creazione.
Su di essa si compiono gli atti fondanti del Lavoro rituale: si prestano i giuramenti, si depone il Libro della Legge Sacra, sovrapposto dalla Squadra incrociata al Compasso, e si accendono le Luci della Menorah, il candelabro a sette bracci della Tradizione ebraica. Le sue fiamme possono essere lette in chiave cabalistica come le sette Sephirot inferiori, oppure associate ai sette giorni della Creazione, ai sette chakra o alle scale armoniche.

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