Osservando i presupposti suggeriti dall’Astrologia, seguendo i punti di vista di alcuni ricercatori, ci si potrebbe immaginare che le costellazioni attraversate dal Sole nel suo moto apparente sull’eclittica od i pianeti con cui sembrerebbe interagire, posizionandosi in rapporto angolare sulla stessa, abbiano automaticamente un’influenza forse diretta, fisica, sull’uomo e sulla natura.
Probabilmente per molti, questa potrebbe costituire una supposizione errata, perché posta solo in modo semplicistico. Infatti, generalmente è difficile pensare che i pianeti, pur con il loro immenso campo magnetico, distanti centinaia di migliaia di chilometri, e le stelle distanti anni–luce, interferiscano in semplice rapporto di causa–effetto grossolanamente fisico, sulla nostra vita, sui nostri comportamenti e sulla nostra psiche.
Gli antichi Egizi, Babilonesi, Greci, Arabi, e poi gli alchimisti, ecc. però, hanno introdotto un punto di vista metafisico trasferendo i punti di vista anche su altri livelli. Per questo, hanno immaginato una sorta di identificazione con “Spiriti planetari” e/o con Archetipi. Questi non sarebbero individuabili sul piano del sensibile e del visibile come gli astri nella loro fisicità. Si troverebbero su quello sovrasensibile e come tali, avrebbero una manifestazione sulla nostra coscienza; forse non solo come simboli di cui occorre però comprenderne il significato (non sempre semplice).
Secondo un mio punto di vista astrologico, i pianeti, quindi, non sarebbero Archetipi, ovvero vere cause della manifestazione, ma l’indicatore di come questi siano disposti e come si esprimono.
Se, ad esempio, volessi conoscere come l’Archetipo Giove abbia influenza in questo momento sul mio corpo, sulla mia anima e sul mio spirito, andrei a vedere come è disposto il pianeta nel cielo e come si manifesta in rapporto al cielo stellato, agli altri pianeti e quindi, sulla Terra, in base alla Domificazione delle Case.
In altre parole, con questo punto di vista (molto differente da quello banale utilizzato per lo più dai rotocalchi, dai media, tramite sintesi grossolane ed assurde) cercherei di cogliere le condizioni archetipali o energetiche presenti in un determinato momento e in un determinato luogo, creando un contatto con la sfera subliminale associata agli Archetipi che si sintetizzano in simboli, forse unico mezzo di trasmissione di essi al nostro mentale non lunare. Ciò vale specialmente quando stendiamo un tema natale al momento della nascita, nelle Rivoluzioni Solari, nei Transiti, in Astro–logia oraria, e così via.
Esaminiamo i simboli della Luna: ○
Questo è un cerchio, di solito emblema tradizionale di ciò che non ha inizio né fine, del vuoto infinito dello spazio cosmico, ma anche del Caos da cui tutto esce e dove tutto ritorna, del Nulla che è Tutto. Corrisponde pure al Simbolo della Luna Piena, ossia a quando essa, per un breve periodo, è in esatta opposizione al Sole, mentre l’esatta congiunzione (Luna Nuova) è rappresentata dal cerchio riempito e colorato di nero ●.
Se proviamo ad inserire un punto nel cerchio ʘ nell’indefinito, nel caos, avremo un punto di riferimento, un centro di aggregazione, un “fuoco” ed allora dal concetto di “tutto” si passerebbe al concetto di coscienza individuale. Questo è anche il simbolo del Sole da cui si irradia la luce, il calore e la vita.
La Luna crescente ha come simbolo ☾ (gobba a ponente guardando il nord), la Luna calante ☽ (gobba a levante). Si trovano anche rappresentazioni opposte, invertite.
Questi due simboli sono porzioni di cerchio con la particolarità che il “fuoco” (il punto) presente nel simbolo del sole è fuori dalla figura geometrica, ossia il punto di Coscienza è esterno. Infatti la Luna come “pianeta” (in astrologia è considerato tale) ha una capacità meramente ed esclusivamente riflettente, come uno specchio; non corporifica, non incarna lo Spirito del Sole, ma si limita a rifletterlo sulla Terra. In altre parole, Sole e Luna potrebbero intendersi come i due Archetipi maschili e femminili celesti, i due luminari del cielo che emanano la stessa luce ma in due stati diversi: una diretta, l’altra riflessa e polarizzata; l’uno principio attivo fecondante, l’altro principio ricettivo fecondato.
︶ Questo simbolo indica la Luna che accoglie e immagazzina le energie celesti mentre con il simbolo ︵ le invia sulla terra.
Mentre il Sole è fonte perenne di irraggiamento costante ed immutabile, la luna riflette quel che capta il suo disco cangiante che cresce e cala incessantemente secondo le fasi lunari.
La Luna costituirebbe secondo vari punti di vista l’archetipo della Madre.
Corrisponderebbe ad un’energia, ad un fuoco che fa fermentare (luna crescente) o che blocca ogni fermento (luna calante).
Secondo alcuni, sul piano psichico e mentale potrebbe essere inteso come l’immaginazione, la sensibilità, la femminilità, la memoria, l’impressionabilità.
Sul piano emotivo, sarebbe la mutabilità e la variabilità.
Sul piano endocrino, governerebbe le Gonadi.
Come organi, governerebbe il cervello (sostanza grigia) e lo stomaco.
Nel campo degli Elementi, si materializzerebbe nel Boro, nell’Alluminio e nell’Argento.
Corrisponderebbe alla donna, alla madre e alla sorella così come il Sole corrisponderebbe all’uomo e al padre.
Costituirebbe un principio di plasmabilità e fecondità.
Nel mondo fisico si osserva da sempre, un influsso che regola le gravidanze, i parti, che stimola i cicli vegetali e le acque influenzando anche l’uomo che è costituito per il 90% da acqua. Secondo gli antichi miti, è la dea della fertilità e della riproduzione.
La Luna sarebbe il Sole nel suo riflesso immaginativo, ciò che si lascia plasmare, la nostra sensibilità, la nostra impressionabilità, l’immaginazione, la memoria, l’elemento ricettivo per eccellenza, il femminile.
La Luna è il cervello che riflette anche la solarità cardiaca, intendendosi per cervello la materia grigia, quella posta sopra l’ipotalamo.
Quando è in opposizione al Sole si ha la Luna Piena e le proprietà suddette si esprimono al massimo. Quando è congiunta al sole, la Luna non si vede poiché essa sorge e tramonta col Sole. La tradizione asserisce attraverso il mito, che essa diventa allora una dea terribile: la personificazione più complessa e temuta è quella della dea Ecate, spesso indicata come dea della stregoneria e degli incantesimi. È un’immagine di luna perversa che proviene dagli inferi apportando terrore, incubi, filatrice della tela dei destini umani e persino la morte; ma può anche proteggere a livello magico e inconscio.
Nella mitologia fu associata anche ad alcune altre dee: Selene fu la personificazione della luna piena e della maturità della donna, mentre Artemide indicò la luna crescente, la giovinezza e l’audacia dell’adolescenza. Artemide, dea della caccia, della selvaggina e dei boschi, pur essendo vergine, fu adorata anche come dea del parto e della fertilità perché si diceva avesse aiutato la madre a partorire il fratello Apollo.
Ecate fu identificata con la luna calante, la vecchiaia e la morte. Era una divinità psicopompa, ossia portatrice di anime, in grado di viaggiare liberamente tra il mondo degli uomini, quello degli Dei e nel regno dei Morti. Dea degli incantesimi e degli spettri, Ecate fu raffigurata come triplice (giovane, adulta/madre e vecchia). La natura di Ecate era bi–sessuata, in quanto possedeva in sé entrambi i principi della generazione, il maschile e il femminile. Per questo motivo fu definita la fonte della vita e le fu attribuito il potere vitale su tutti gli elementi.
Iside appartiene alla categoria delle grandi Dee madri, in quanto Dea della fertilità che insegnò alle donne d’Egitto l’agricoltura. Essa era la madre, la creatrice, la nutrice di tutto, ma anche la distruttrice. Era anche associata alla Conoscenza o Sapienza. Forte dei suoi molteplici talenti e della sua magnificenza, Iside è altresì rivelatrice della forza di una donna che ama e del potere della sofferenza che tutto trasforma.
Espressione archetipale della Grande Madre, è stata riportata da un carattere divino e astratto ad un valore terreno e antropologico di donna.
Spaziando cautamente anche in possibili connessioni con l’ambito kabbalistico (affatto monolitico nei punti di vista delle varie scuole), si potrebbe forse notare che nell’Albero Sephirotico, la terza sfera, Binah, è da alcuni descritta come la potenza femminile dell’universo, la Madre Superiore, distinta dalla 10^ Sephira Malkuth, immaginata come la Madre inferiore. Essa, unita al fluire maschile dell’Universo, Chokmah, contribuirebbe a formare la Sephira nascosta Daath o Conoscenza, ove Saggezza è combinata con Comprensione, chiave della manifestazione nella coppia di opposti e la loro riunione in un Terzo sentiero sacro. Binah, in tal modo sarebbe a sua volta associabile al concetto di Grande Madre svelandosi, in qualche modo, come la Madre di tutti gli esseri viventi, l’utero archetipale attraverso il quale la Vita entrerebbe in manifestazione.
Si potrebbe definire: Comprensione, ossia idea di penetrazione nel suo significato più sottile, un potere di percepire la sua essenza, di sintesi ma anche di evoluzione; tutti questi concetti sono però impliciti anche nella Saggezza.
Si potrebbe obiettare che secondo alcuni autori, la penultima Sephira, Yesod, potrebbe intendersi come la sfera della Luna. Essa è posta sul pilastro centrale di cui le Sephirot sono espressione di vari livelli di consapevolezza. Ora Yesod potrebbe essere associata all’espressione dello psichismo astrale, così come Malkuth potrebbe rappresentare anche espressione di consapevolezza sensoriale. Ma non dimentichiamo che le Sephi-rot si immaginano su un piano metafisico.
Yesod potrebbe costituire la sfera di quella sostanza particolare partecipe della natura della mente e della materia che è l’Akasha o Luce Astrale. Malkuth sarebbe quello che si definisce corpo eterico. Nel Pilastro Centrale appare collegata a Tipharet immaginando lo stesso rapporto tra l’Io inferiore e l’Io superiore; ne riflette il Sole di Tipharet che a sua volta è collegato a Kether, il Primo Manifesto, passando per la Sephirah nascosta Daath o Conoscenza.
Sarebbe la luce della Luna ad essere il fattore stimolante delle attività eteriche e poiché Terra e Luna condividono un unico doppio eterico, queste attività sarebbero al massimo durante la Luna Piena e minime in Luna Nuova. Poiché in Yesod si immaginano nascoste le chiavi dei lavori cosiddetti “magici”, sarebbe opportuno che il lavoro occulto nell’oscurità della Luna, fosse svolto solo da veri esperti per gestire al meglio energie che possono essere squilibrate.
Secondo alcuni autori, in astrologia la Luna avrebbe il suo domicilio nel segno del Cancro e la sua esaltazione in Toro, ove insieme a Venere colorerebbe perfettamente le caratteristiche del Segno.
L’esilio sarebbe quindi in Capricorno, segno governato dall’archetipo Saturno, l’anti–Luna per eccellenza, e la caduta in Scorpione, domicilio notturno di Marte.
Appartenendo all’elemento Acqua, le si attribuirebbe la caratteristica qualitativa di Fredda–Umida; più umida che fredda e quindi benefica e passiva per eccellenza.
Si dice che l’uomo sia solare e la donna sia lunare. Forse, dovremmo lasciare cadere questo concetto perché in ogni uomo c’è una parte di donna ed in ogni donna c’è un uomo. La Luna è tale in modo universale per tutti gli esseri umani, maschio o femmina. Nelle funzioni biologiche sublunari, elementari, effettivamente vi sono delle differenze, delle condizioni diverse per il maschio e per la femmina che si riflettono anche parzialmente nell’approccio con l’anima; però, alla fine, il lavoro sarà quello di vedere il tutto da un centro di Sé, quindi di vedere secondo la direzione di tutte le proprie parti, sia della parte maschile, che della parte femminile.
Alla Luna sembrerebbe appartenere la parte del cervello in cui avviene la riflessione, cioè la polarizzazione dell’energia.
Riflettere significa indirizzare la propria consapevolezza in una direzione.
Alla Luna competerebbe la funzione sessuale, l’incrocio del maschile e del femminile ove le due energie s’incrociano e generano la vita.
Alla Luna apparterrebbe lo stomaco, funzione di trasformazione e metabolica di accogliere il cibo e di trasformarlo.
Quindi avremmo già tre elementi chiave su cui approfondire: la riflessione del piano mentale, cervello, la trasformazione o trasmutazione, stomaco, e l’incrocio sessuale.
Nel primo caso, del cervello, avverrebbe la riflessione, cioè la polarizzazione dell’energia.
Nel secondo caso, delle gonadi, trasformerebbe due funzioni sessuali in una terza energia incrociandone due.
Nel terzo caso, dello stomaco, si trasformerebbe la quantità in qualità, cioè la massa in energia: prendiamo il pane e lo trasformiamo in calore, in energia psichica, la massa e la quantità in qualità, l’oggettività in energia, la materia in energia.
Alla Luna, come regno degli elementi (materiali) sarebbe associato quello della Terra, ma anche o soprattutto quello dell’Acqua, in tutti i sensi. Dell’acqua in senso fisico perché governa proprio il flusso delle acque (pensiamo alle maree per esempio); poi dell’acqua in senso traslato, perché la Luna e il sentimento sembrerebbero connessi tra di loro in maniera strettissima. Si usa anche dire che la zona dei sentimenti si troverebbe nella parte mediale del corpo, tra il sesso ed il cuore; là ci sarebbero le emozioni e i sentimenti, tra la zona del plesso solare e la zona dello stomaco.
L’acqua, poi, oltre a rappresentare il sentimento in senso stretto, ha anche altri significati più concreti: pulisce, rinfresca, scava nella terra, ma in particolar modo “purifica”.
In Astrologia, mentre il Sole nel suo percorso nei 12 Segni sull’eclittica, determina il Ciclo annuale, la Luna determina il ciclo mensile. A questo proposito bisogna distinguere tra Mese Sidereo e Mese Sinodico.
Il mese Sidereo dura 27gg. 7h. 43min. ed è determinato dal ritorno della Luna in congiunzione con una stella fissa. Il mese Lunare o Sinodico dura 29gg.12h. 44min. ed è determinato dal ritorno in congiunzione con il Sole. La differenza avviene perché durante il percorso dell’astro nei dodici Segni, il Sole, intanto ha percorso 2–3 gradi della sua orbita.
Da questi dati risulta che il mese lunare è più lungo di circa tre giorni rispetto al mese sidereo e quindi complessivamente l’anno lunare dura 354 giorni e 48 minuti; è più breve dell’anno solare di 11 giorni.
Questi giorni di differenza erano i giorni maledetti degli antichi: erano i giorni da cancellare, da non andare nei campi a lavorare, da non fare progetti perché erano considerati malefici. Durante questo periodo si celebravano dei rituali ben precisi, si bruciavano determinate erbe; i nostri contadini sapevano queste cose, non erano solo i sacerdoti a fare questi riti. Conoscenze attinenti al rispetto di determinati periodi lunari, erano state trasmesse ai nostri avi, per esempio anche dai benedettini.
Erano i giorni in cui si sosteneva che i demoni avessero il sopravvento.
La differenza di 11–12 giorni tra l’anno solare e quello lunare rappresenta anch’essa una “spaccatura”, una porta che va dal Solstizio d’inverno all’Epifania, circa. Si potrebbe dire che l’energia della Luna vada in riposo, qualunque sia la sua posizione nel ciclo lunare, e lasci massima espressione all’energia e forza Solare che comincia a crescere. Non per nulla in questo periodo, secondo varie tradizioni, vengono individuate le nascite di: Cristo, Krishna, Mithra, immaginati come Soli destinati a salvare l’umanità; quelli che vengono chiamati i grandi Avatars.
Nel popolo egizio questi giorni venivano impiegati dai Sacerdoti per mettersi in contatto con i mondi superiori.
A questo punto è necessaria una puntualizzazione. Alcuni aspetti di quella che si potrebbe definire astrologia moderna si limitano ad analizzare il significato dei pianeti nei Segni, nelle Case e gli aspetti tra di loro. Da qui nascono delle interpretazioni e soprattutto delle previsioni che spesso, vista la difficoltà di base per fornire una sintesi (sono da valutare varie migliaia di elementi in contemporanea interazione tra loro), sono grossolane e pressapochistiche. Così, rimanendo tali, vengono poi smentite dai futuri accadimenti. Non si parla quasi mai di “energie” celesti o terrestri, di Spirito, Anima e Corpo, di Archetipi e Simboli. L’astrologia classica o tradizionale tiene conto di quanto detto sopra e cerca di dare una spiegazione sull’evoluzione dell’anima umana e di avvenimenti in campo universale.
Detto questo, dobbiamo considerare che il Sole ha una “vis luminis” di 15° per cui se si trova, ad esempio nel centro di un Segno lo illumina tutto. Si dice addirittura che un pianeta che si trovi nella rappresentazione di una carta del cielo, entro 8° e 30’ dal Sole sia “combusto” (alcuni limitano questa distanza a 3° con particolare riferimento a Mercurio) e tale combustione sia più grave quando la congiunzione sia in avvicinamento, meno quando il pianeta si allontani dal Sole. Si dice che in questi casi il pianeta “è bruciato”, ossia molte sue qualità vengono meno e quindi si trovi in una condizione di debilità. Nel caso della Luna tale debilità sarebbe inferiore se si trovi nel segno che è suo domicilio, per cui una combustione in Cancro sarebbe meno grave del dovuto (ciò ovviamente potrebbe valere anche per gli altri pianeti nei loro domicili); viceversa una combustione in Capricorno, segno in cui la Luna è in esilio, sarebbe ancora più grave. Quando, poi, un pianeta si trova entro 17’ e 30” dal Sole, ossia in congiunzione stretta, si dice che sarebbe in “cazimi”, ossia nel “cuore” del Sole; qui diventerebbe forte perché l’unione è così stretta che il pianeta aggiungerebbe al suo significato, la grande forza e potere del Sole.
Nei due giorni di differenza tra mese Sidereo e mese Lunare, la Luna avvicinandosi alla congiunzione col Sole si troverebbe “combusta”; è come se si lasciasse aperta una porta. Secondo i punti di vista di cui sopra, la luna avrebbe molta influenza e sarebbe assimilata al corpo astrale che riceverebbe le impressioni del mondo esterno, le inciderebbe e le plasmerebbe. Similmente il corpo eterico che sarebbe la controparte del mondo fisico, non riceverebbe le impressioni in modo diretto come il corpo astrale. Ora, questi due giorni di differenza sono chiamati i giorni di Ecate, ma non la dea mitologica infernale di cui abbiamo detto sopra, ma la dea della magia la cui etimologia parrebbe derivare dalla parola egizia Heka, che significa appunto Magia. Per gli Egizi erano i due giorni in cui ci si poteva dedicare alle operazioni magiche. Tuttavia, la sua identificazione in un oroscopo, rappresenterebbe un punto virtuale delicato. Si potrebbe immaginare come una spaccatura che avviene in una persona e che la può mettere in contatto con i mondi superiori e quindi renderla sensitiva, ma sarebbe una spaccatura tra il Conscio e l’Inconscio, quindi foriera di incertezze, di sentimenti incomprensibili, di fatalità che conduce ad avvenimenti strani, talvolta banali, talvolta allucinanti, ad avversità ecc.
Secondo Agrippa, potremmo leggere: “Sono celati molti segreti della saggezza degli antichi, dal momento che essi operavano molte meraviglie su tutte le cose che esistono sotto il cielo della Luna, ed essi hanno dato ad ogni dimora i simulacri, le immagini, i caratteri e le intelligenze che presiedono ad esse e compivano le loro operazioni per mezzo delle loro virtù in maniere diverse …”.
Lilith invece, è immaginata in una mappa celeste come la Luna Nera in cui ci sarebbe l’esatta congiunzione dell’astro con il Sole. In genere, si intende con essa il subconscio o la latenza inconscia; è sempre l’immagine della femminilità, ma con qualcosa di minaccioso e oscuro. È una primordiale espressione archetipale della Madre, degli aspetti notturni dell’intimo, del represso o del rimosso nella coscienza umana. È stata chiamata “La Regina della Notte”, madre dei demoni, la natura selvaggia e oscura, la Madre Terra nei suoi aspetti più violenti. Mitologicamente, alcuni la fanno convergere in senso analogico con la dea Kali della tradizione tantrica, che danza in estasi e distrugge con una mano ciò che crea con l’altra.
Tuttavia, la Luna Nuova era tenuta anch’essa in somma considerazione, era considerata sacra perché i tre giorni in cui è invisibile erano consacrati alla purificazione mensile in analogia al corpo astrale umano che doveva rinascere puro ed immacolato.
Non bisogna confondere La Luna Nera o Lilith con l’omonimo secondo fuoco dell’ellisse disegnata dall’orbita della Luna nella sua corsa intorno alla Terra. Autorevoli astrologi moderni la tengono in gran considerazione e ne hanno dato interpretazioni della sua presenza nei Segni e nelle Case. Ma se si fa astrologia classica o tradizionale, questo punto fittizio non viene preso in considerazione.
Dopo la Luna nuova incomincia la fase crescente per 14 giorni fino ad arrivare alla Luna Piena in cui la luce e le qualità dell’astro si manifesterebbero al massimo, nel bene e nel male. In fase crescente ciò che sta crescendo, cresce più rapidamente; ciò che sta morendo, muore più rapidamente, ciò che sta marcendo o fermentando, marcisce più rapidamente ecc. I processi biologici sono accelerati ed alcune patologie, come quelle psichiche hanno un peggioramento. (Si pensi alla più o meno leggendaria licantropia che si sarebbe manifestata nelle notti di luna piena).
Si parla di coscienza ed inconscio, dando al Sole l’importanza che può avere il conscio e alla Luna un po’ meno importanza come se, essendo inconscio, non ne avesse così tanta.
Credo che questo punto vada rivisto, se si guarda la cosa in funzione dell’evoluzione personale, in quanto sarebbe la Luna che nei 14 giorni crescenti deve “raggiungere la pienezza della “conoscenza”, gradino per gradino.
È la coscienza che si deve espandere, sviluppare fino ad abbracciare completamente l’inconscio.
Questo avviene in Luna Piena: il lato chiaro è ben visibile e il lato oscuro è ben nascosto; quindi, c’è eguaglianza totale fra conscio ed inconscio.
È molto importante capire questo fenomeno. Per gli antichi la relazione che c’era tra il Sole e la Luna in quel momento, andava vista da tutti i punti di vista.
La Luna, qualunque sia la posizione in un oroscopo, comanderebbe il nostro mondo sublunare, sarebbe quella che filtra, scandisce i tempi che non solo sono utili per l’astrologia ma anche per l’alchimia, per l’agricoltura, per gli avveni menti della nostra vita. La stessa donna ha i ritmi cadenzati sui cicli lunari. In tutte le opere che riguardano la medicina alchimia e magia, sembrerebbe essere essenziale che la Luna non sia afflitta da Marte o da Saturno.
La Luna e le stelle hanno una relazione strettissima.
È noto che la Luna e le stelle generalmente si vedono insieme fino a quando sorge il Sole. Infatti il momento migliore per osservare la Luna è di notte e lo è anche per osservare le stelle. C’è allora una relazione tra il notturno, l’invisibile, ciò che è occulto, che sta al di là, l’Archetipo Luna e l’Archetipo stelle. Sembra che le famose occultazioni siano le stelle che visivamente, in un determinato luogo della Terra, rimangono occultate dalla luce della luna e sono usate per fare predizioni di ordine allargato. Quando la Luna occulta una certa stella, ovvero visivamente si pone tra l’osservatore ed una stella, in quel momento si caricherebbe del significato di quella stella e se lo trascina dietro fino a quando occulterà una nuova stella.
Questo processo cambia secondo il luogo dove ci si trova e il momento in cui si stia osservando il movimento della Luna; ossia, si deve tenere conto della latitudine relativamente a questo processo dell’occultazione.
Ad esempio, la Luna che si osserva in una determinata ora a Ravenna non è la stessa che si osserva a Palermo. Anche se si osservano le occultazioni della Luna in generale, ci si concentra soprattutto su cosa vada ad occultare quando è piena. Senza volerci addentrare nell’argomento “stelle”, è utile ricordare che queste non hanno sempre la gamma di caratteri mitologici, psicologici ed energetici dei pianeti; le stelle sono in una dimensione atemporale, dato il loro lentissimo movimento nella sfera celeste (per lo più, 1° grado ogni 72 anni), rappresentano il “tempo degli dei”.
Sarebbero lontanissime dalle vicende umane ma inseribili in un contesto evolutivo che interesserebbe la nostra anima e il nostro Karma. Naturalmente, occultare una stella che alcuni definisco benefica come Sirio, magari a 15° di Cancro o come Spica a 24° di Bilancia, non avrebbe lo stesso significato dell’occultazione di Algol a 27° di Toro, sempre secondo alcuni, la stella più malefica, o di Acumen a 29° di Sagittario.
Prima ho scritto di Luna e di Sole ed ho accennato a coscienza e ad inconscio attribuendo al Sole l’importanza che può avere il conscio ed alla Luna–inconscio, un po’ meno.
Una tale premessa, a questo punto, andrebbe rivista, se si guardasse la cosa dal punto di vista dell’evoluzione personale, in quanto sarebbe la Luna che nei 14 giorni crescenti dovrebbe consentire di “raggiungere la pienezza della “conoscenza”, gradino per gradino. È la coscienza che si deve espandere, svilupparsi fino ad abbracciare completamente l’inconscio.
Ciò potrebbe avvenire: in Luna piena, ovvero quando la faccia visibile dell’astro è bene illuminata ed il lato oscuro è ben nascosto; si riscontrerebbe eguaglianza totale fra conscio ed inconscio. È molto importante capire il punto di vista riguardante questo fenomeno.
La “Sorte” condizionata dalla Luna.
La distanza tra il Sole e la Luna, in qualunque tema astrologico, di nascita, di Rivoluzione, può essere osservata per vedere, come dicevano gli antichi, la sorte della Luna.
Il metodo volgare per il calcolo delle sorti, secondo alcuni, sarebbe questo:
Questo è un metodo che alcuni definiscono “magico”. Ad ogni modo, di tutte le cose che ci sono in Oroscopo, si può calcolare la distanza tra i corpi e riportarla sull’AS.
Così si potrebbe immaginare la sorte dei pianeti, ma anche del Matrimonio, dei Fi–gli, dei Malanni, ecc. Sono le cosiddette Parti Arabe di cui ne parla anche Tolomeo e che venivano utilizzate dai maghi–sacerdoti perché ritenute sacre. Si hanno diversi punti di vista sul ruolo delle Sorti. Per alcuni, ad esempio, si cercherebbe di vedere quanto la proiezione di quel tipo di lunarità, o di problematica lunare avrebbe una persona, oppure le qualità pregiate, lunari, unitamente a quali influenze si riceverebbero nel proprio ambito individuale, personale. Indicherebbe anche un colore e gli eventuali cromatismi della Sorte fornirebbero suggerimenti per le possibilità di intervento in tutte le cose che hanno a che fare con la Luna e che sarebbero molto vicini al concetto di Heka, geroglifico di magia. Molti programmi computerizzati danno in automatico la posizione del Punto Fortuna. Esso è considerato l’Ascendente Lunare e avrebbe a che fare con le nostre esigenze fisico–biologiche, col sostentamento, colle vicissitudini, col destino ma non proprio con la Fortuna, malgrado il nome.
Il nome greco era Tyche che si traduce in destino, nome di una dea, figlia di Zeus che poteva decidere della sorte dei comuni mortali. È interessante conoscere la posizione della Parte di Sole che è il punto di partenza di quello che sarà espresso nel Punto Fortuna.
Esso sarà collocato in un Segno di cui bisognerebbe valutare il Governatore, ove sia collocato, che aspetti riceverebbe e quale Casa influenzerebbe.
I Nodi Lunari
Il luogo occupato dal Nodo sarebbe a sua volta un punto virtuale, molto sensibile. Èil luogo ove si incontrano le due orbite del Sole e della Luna; analogicamente sarebbe il punto di intersezione tra mente e cuore. È evidente, quindi, che in quel luogo, qualunque cosa ci sia nel bene e nel male (un pianeta benefico o un pianeta malefico), si toccherebbe l’attivo e il passivo proprio di ciascuno, il conscio e l’inconscio e quindi sarebbe un punto energeticamente molto forte, tramite cui si tenderebbe a portare in evidenza tutto ciò che ci stia vicino e ad avere un particolare rapporto con i mondi subliminali.
Normalmente abbiamo una consapevolezza, una coscienza; il luogo in cui si suppone che questa consapevolezza evolva in una zona superiore, sarebbe il Nodo Lunare Nord. Poiché i nodi sono a 180°, ne risulterebbe che il luogo della minore consapevolezza si avrebbe nel Nodo Lunare Sud.
In altri termini, i Nodi potrebbero costituire le nostre “porte”; il Nord verso il super–IO, verso le nostre risorse superiori, il Sud l’accesso all’Ombra che si frappone tra noi e il nostro “inferno”, il cuore pulsante delle pulsioni istintive. Si dice che il Nodo Nord sia di natura gioviana e il Sud di natura saturnina; ma per valutarne bene il significato (affatto univoco tra i molteplici autori di tutti i tempi) sembra che occorra vedere il segno in cui cadono, poi il governatore del segno dove è posizionato, non scordando gli aspetti con gli altri pianeti e l’Ascendente.
Il Nodo, similmente ai pianeti, percorre lo Zodiaco con un suo ciclo di 18 anni e 7 mesi (ciclo di Saros). Sarebbe quindi opportuno osservare e riflettere su cosa potrebbe essere accaduto in ognuno ogni 18–19 anni circa; quindi, anche gli eventuali cambiamenti interiori, le variazioni della visione del mondo, i mutamenti di idee e delle percezioni.
I Nodi sembrerebbero estremamente importanti nell’interpretazione di un tema natale; l’astrologia indiana li considera in alcune branche, come l’8^ pianeta.
Nel nostro mondo sublunare, la Luna rappresenterebbe il canale entro cui confluiscono tutte le influenze provenienti dal cosmo; essa le focalizzerebbe e le rinvierebbe in terra. Ecco quindi, che la posizione della Luna nello Zodiaco ma specialmente nelle Case, stabilirebbe sotto quale angolazione, distorsione o enfatizzazione le influenze cosmiche giungerebbero all’individuo, specialmente in rapporto con la Luna natale.
Cornelio Agrippa dice, a tal proposito, che non si può intraprendere alcuna operazione magica o alchemica se la Luna non è favorevole.
Forse, non è corretto volere distinguere l’Astrologia Solare da quella Lunare come se percorressero un cammino diverso. Come alcune tradizioni religiose, anche in varie scuole esoteriche, ad esempio, si compiono riti e celebrazioni in date precise, specialmente negli equinozi e nei solstizi.
Se non si tenesse conto che il Cielo cambia continuamente e che le condizioni dell’anno precedente o del mese precedente non sono uguali all’anno o al mese successivo, i risultati di qualsiasi operazione rituale potrebbero risultare insoddisfacenti e magari neppure auspicabile.
Quindi, secondo tali impostazioni, sarebbe indispensabile osservare sempre il cielo, la posizione delle stelle, del Sole e specialmente della Luna, prima di una qualsivoglia ritualità, dell’inizio di una operazione alchemica, magica o terapeutica.
La condizione lunare dovrebbe rispondere a determinati requisiti. Ad esempio, sempre per alcuni:
Concludo ricordando che tutto quanto esposto fa parte dell’immenso e variegato ambito dei punti di vista tradizionali, non sempre apparentemente armonici tra loro (infatti le diatribe, le contestazioni, le accuse di eresia, sono all’ordine del giorno), comunque riferiti ad ipotesi, tradizioni, leggende, riti, ecc. collegati all’Archetipo della Luna.
L’articolo è contenuto nel numero di Dicembre 2019 della nostra rivista Alla Ricerca del Sé. Scarica tutto il numero.
In altre parole, con un particolarepunto di vista (molto differente da quello banale utilizzato per lo più dai rotocalchi, dai media, tramite sintesi grossolane ed assurde) cercherei di cogliere le condizioni archetipali o energetiche presenti in un determinato momento e in un determinato luogo, creando un contatto con la sfera subliminale associata agli Archetipi che si sintetizzano in simboli, forse unico mezzo di trasmissione di essi al nostro mentale non lunare.
Attorno all’Ara dei Giuramenti, nel cuore del Tempio, sono disposti strumenti simbolici che rappresentano tappe e funzioni del lavoro interiore. Ogni attrezzo muratorio richiama un’azione da compiere su sé stessi, nel percorso di trasformazione spirituale.
• Il Filo a Piombo orienta verso l’equilibrio interiore: invita a calarsi nel proprio asse verticale per discernere ciò che è saldo da ciò che è instabile, essenziale per ogni cammino iniziatico.
• Il Mazzuolo rappresenta la forza volontaria, la spinta risoluta che segue una scelta consapevole e virtuosa.
• Lo Scalpello simboleggia il discernimento e la precisione: senza di esso, ogni colpo rischia di essere cieco, danneggiando invece di perfezionare.
• La Livella esorta a costruire con misura, portando armonia tra le parti, sia interiori che esteriori. È lo strumento dell’equilibrio raggiunto.
• Il Regolo permette di valutare proporzioni, coerenza, giustizia. Invita a confrontare la propria opera con un modello superiore di ordine.
• La Leva allude all’azione ponderata: forza che muove ciò che è pesante, ma solo se guidata dalla coscienza e da un punto di appoggio ben compreso.
• La Cazzuola è simbolo della volontà costruttiva in chiave altruistica: unisce, armonizza, cementa legami su basi spirituali.
• La Pietra Grezza, posata a terra, rappresenta l’uomo nella sua condizione naturale, ancora da lavorare, dominato da istinti e automatismi (Nefesh).
• La Pietra Cubica a punta, scolpita e orientata, simboleggia l’iniziato che ha compiuto un cammino reale, innalzando la propria anima verso Neshamah, la coscienza superiore.
L’Ara del Giuramento, al centro del Tempio, ha forma quadrata, simboleggiando la stabilità e il mondo manifestato. Il rivestimento in tessuto azzurro, proprio del Grado di Apprendista, evoca il cielo originario e lo stato potenziale della Creazione.
Su di essa si compiono gli atti fondanti del Lavoro rituale: si prestano i giuramenti, si depone il Libro della Legge Sacra, sovrapposto dalla Squadra incrociata al Compasso, e si accendono le Luci della Menorah, il candelabro a sette bracci della Tradizione ebraica. Le sue fiamme possono essere lette in chiave cabalistica come le sette Sephirot inferiori, oppure associate ai sette giorni della Creazione, ai sette chakra o alle scale armoniche.
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