I quattro elementi

Io sono l’Acqua, la dolce acqua da cui nasce l’eterna vita.

Io ti disseto e canto la mia verità nei ruscelli, nei torrenti, negli antri della Terra e tu mi bevi come bevessi la Luce ed io sono in te, nel tuo corpo, nel tuo spirito. Ma io sono anche: il turbine, la tempesta, io posso distruggere in un attimo il lavoro di anni. Io posso dominarti, renderti imbelle, io posso farti morire.

Cerca, se puoi, di dominarmi, cerca di dirigermi, cerca di arginarmi allora sarai, forse, un Iniziato.

Io sono il Fuoco: il mio calore ti entusiasma, ti scalda, ti rallegra, io scaldo i tuoi cibi, io scaldo il tuo corpo quando il fratello inverno domina, sulla tua terra, tu mi ami e le mie fiamme ti rallegrano… ma io sono anche la distruzione e la morte, divampo come mostro che tutto distrugge e … ti posso rendere cenere.

Cerca di possedermi con calma, con sapienza, con costanza, cerca di dominare la mia forza e la mia potenza, se lo farai, forse diventerai un Iniziato.

Io sono l’Aria, il respiro della tua vita, io vibro e palpito per animare tutti gli esseri viventi, io alimento la tua fibra, il tuo desiderio di vita, il tuo respiro costante; tu Sei perché Io sono e tu mi cerchi sempre… e tu mi vuoi sempre. Ma io sono anche ciò che è che sfugge, sono anche la lievezza di un sussurro d’amore che subito svanisce e se divento vento io distruggo, anniento e rendo sterile ciò che prima, un attimo prima era splendidamente vivo.

Dominami, usa di me secondo la tua conoscenza, fa di me un mezzo per attuare ciò che vuoi… e forse, diventerai un Iniziato.

Io sono la Terra, la dolce Madre che per le leggi della natura ha fatto sì che tu nascessi, io ti ho nutrito e ti nutro con i miei frutti, io ti allieto il cuore con i miei colori, io ti faccio sorridere con i miei profumi. Tu, da bambino, sei corso per i miei prati, hai sorriso alle stelle… hai colto i miei fiori.

Ora, adulto, tu mi ami perché sono per te come la Grande Madre e quando tu soffri io agito i miei alberi, profumo i miei fiori per consolarti perché io sono la Madre e non ti chiedo di dominarmi, ti chiedo, se vuoi, di amarmi… non temere, quando verrà il tuo tramonto Io ti accoglierò fra le mie braccia ed il tuo corpo si riposerà ed il tuo Spirito riderà, veramente riderà per il tuo ritorno al Padre.

Io, Madre Terra, ti amo anche se tu non mi ami perché è scritto che il mio grembo è immenso e la mia maternità è infinita …e se non sarai un Iniziato… sappi che, comunque, io sempre t’amerò come il migliore dei miei figli.

L’articolo è contenuto nel numero di Gennaio 2023 della nostra rivista Alla Ricerca del Sé. Scarica tutto il numero.

DESCRIZIONE ARTICOLO:

Cerca, se puoi, di dominarmi, cerca di dirigermi, cerca di arginarmi allora sarai, forse, un Iniziato.

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Attorno all’Ara dei Giuramenti, nel cuore del Tempio, sono disposti strumenti simbolici che rappresentano tappe e funzioni del lavoro interiore. Ogni attrezzo muratorio richiama un’azione da compiere su sé stessi, nel percorso di trasformazione spirituale.
• Il Filo a Piombo orienta verso l’equilibrio interiore: invita a calarsi nel proprio asse verticale per discernere ciò che è saldo da ciò che è instabile, essenziale per ogni cammino iniziatico.
• Il Mazzuolo rappresenta la forza volontaria, la spinta risoluta che segue una scelta consapevole e virtuosa.
• Lo Scalpello simboleggia il discernimento e la precisione: senza di esso, ogni colpo rischia di essere cieco, danneggiando invece di perfezionare.
• La Livella esorta a costruire con misura, portando armonia tra le parti, sia interiori che esteriori. È lo strumento dell’equilibrio raggiunto.
• Il Regolo permette di valutare proporzioni, coerenza, giustizia. Invita a confrontare la propria opera con un modello superiore di ordine.
• La Leva allude all’azione ponderata: forza che muove ciò che è pesante, ma solo se guidata dalla coscienza e da un punto di appoggio ben compreso.
• La Cazzuola è simbolo della volontà costruttiva in chiave altruistica: unisce, armonizza, cementa legami su basi spirituali.
• La Pietra Grezza, posata a terra, rappresenta l’uomo nella sua condizione naturale, ancora da lavorare, dominato da istinti e automatismi (Nefesh).
• La Pietra Cubica a punta, scolpita e orientata, simboleggia l’iniziato che ha compiuto un cammino reale, innalzando la propria anima verso Neshamah, la coscienza superiore.

Al centro dell’Ara dei Giuramenti viene deposto il Libro della Legge Sacra, aperto sul Vangelo di San Giovanni. È il punto focale della cerimonia in cui si compie il Mistero del Rito Sacrificale: rappresenta il Verbo Divino e le leggi ineffabili della Creazione, che l’iniziato è chiamato a intuire e, per quanto possibile, comprendere.
Sopra di esso si collocano, incrociati, la Squadra e il Compasso: strumenti fondamentali del Lavoro interiore.
La Squadra indica la necessità di precisione etica e coerenza: invita a misurare ogni pensiero, scelta, parola e azione, avviando l’immersione cosciente nella Nigredo, prima fase dell’Opera alchemica.
Il Compasso, simbolo della coscienza attiva, orienta la connessione tra cuore e mente. Serve a purificare la parte ricettiva dell’anima, rendendola degna di ricevere la Luce e permettendo allo Spirito di prevalere sull’Io materiale.

L’Ara del Giuramento, al centro del Tempio, ha forma quadrata, simboleggiando la stabilità e il mondo manifestato. Il rivestimento in tessuto azzurro, proprio del Grado di Apprendista, evoca il cielo originario e lo stato potenziale della Creazione.
Su di essa si compiono gli atti fondanti del Lavoro rituale: si prestano i giuramenti, si depone il Libro della Legge Sacra, sovrapposto dalla Squadra incrociata al Compasso, e si accendono le Luci della Menorah, il candelabro a sette bracci della Tradizione ebraica. Le sue fiamme possono essere lette in chiave cabalistica come le sette Sephirot inferiori, oppure associate ai sette giorni della Creazione, ai sette chakra o alle scale armoniche.

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