Preghiera

O Signore della Luce che penetri attraverso il mio chacra,

o Signore che doni vita al mio cuore,

o Luce che mi sei vicina, splendente, accecante, più forte, più viva, più terribile che posso avere, io ti invoco contro la creatura della notte, e mi piego a te.

O Signore della Luce, guidami attraverso la vera Vista, la vera Parola, il vero Amore, la vera Forza: conducimi con la tua infinita Luce, il tuo puro Amore, la tua pura Intelligenza.

Mio Protettore, che fai largo intorno a me, e mi fai vivere nel tuo cono di luce, inattaccabile, impermeabile.

Mio Benefattore, tendo a te le mie mani, riempile di quanto mi serve, dammi la più perfetta purezza per accoglierti.

Mia Luce, con gli occhi chiusi nel silenzio voglio ascoltarti e vedere la tua luce, la luce più alta del nostro Mondo Perduto.

Voglio pregarti in silenzio con la mia ingenuità da bambino per ricordare il nostro stretto ed eterno legame.

Come Essere di Luce voglio ricongiungermi a Te, mio meraviglioso Signore: con il tuo scudo difendimi contro i signori della notte che ho anche servito, perché era mio compito sondare il mondo della notte e riferire: ho visto e conosciuto ciò che dovevo e sono in grado di riferire; il mio compito è finito.

Le mie mani sono legate, scioglile e rendimi libero perché la tua Voce è la mia voce, la tua Vista è la mia vista.

Le mie mani sono legate ma tu sai come scioglierle: nella mia nebbia manifestati per guidarmi ed illuminarmi nel cammino verso la Luce.

Dionigi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’articolo è contenuto nel numero di novembre 2014 della nostra rivista Alla Ricerca del Sé. Scarica tutto il numero.

DESCRIZIONE ARTICOLO:

Invocazione intensa e personale al Signore della Luce, guida interiore e protettore spirituale. L’io orante si affida alla Luce per essere purificato, liberato e guidato fuori dalla notte dell’ignoranza e dalle forze oscure già affrontate. La preghiera intreccia devozione infantile e consapevolezza adulta, in un desiderio profondo di ritorno alla Fonte. La Luce non è solo difesa, ma anche conoscenza, forza, amore e visione: un legame eterno che rende possibile la reintegrazione dell’Essere nella sua origine divina.

CATEGORIE:

Attorno all’Ara dei Giuramenti, nel cuore del Tempio, sono disposti strumenti simbolici che rappresentano tappe e funzioni del lavoro interiore. Ogni attrezzo muratorio richiama un’azione da compiere su sé stessi, nel percorso di trasformazione spirituale.
Il Filo a Piombo orienta verso l’equilibrio interiore: invita a calarsi nel proprio asse verticale per discernere ciò che è saldo da ciò che è instabile, essenziale per ogni cammino iniziatico.
Il Mazzuolo rappresenta la forza volontaria, la spinta risoluta che segue una scelta consapevole e virtuosa.
Lo Scalpello simboleggia il discernimento e la precisione: senza di esso, ogni colpo rischia di essere cieco, danneggiando invece di perfezionare.
La Livella esorta a costruire con misura, portando armonia tra le parti, sia interiori che esteriori. È lo strumento dell’equilibrio raggiunto.
Il Regolo permette di valutare proporzioni, coerenza, giustizia. Invita a confrontare la propria opera con un modello superiore di ordine.
La Leva allude all’azione ponderata: forza che muove ciò che è pesante, ma solo se guidata dalla coscienza e da un punto di appoggio ben compreso.
La Cazzuola è simbolo della volontà costruttiva in chiave altruistica: unisce, armonizza, cementa legami su basi spirituali.
La Pietra Grezza, posata a terra, rappresenta l’uomo nella sua condizione naturale, ancora da lavorare, dominato da istinti e automatismi (Nefesh).
La Pietra Cubica a punta, scolpita e orientata, simboleggia l’iniziato che ha compiuto un cammino reale, innalzando la propria anima verso Neshamah, la coscienza superiore.

Al centro dell’Ara dei Giuramenti viene deposto il Libro della Legge Sacra, aperto sul Vangelo di San Giovanni. È il punto focale della cerimonia in cui si compie il Mistero del Rito Sacrificale: rappresenta il Verbo Divino e le leggi ineffabili della Creazione, che l’iniziato è chiamato a intuire e, per quanto possibile, comprendere.
Sopra di esso si collocano, incrociati, la Squadra e il Compasso: strumenti fondamentali del Lavoro interiore.
La Squadra indica la necessità di precisione etica e coerenza: invita a misurare ogni pensiero, scelta, parola e azione, avviando l’immersione cosciente nella Nigredo, prima fase dell’Opera alchemica.
Il Compasso, simbolo della coscienza attiva, orienta la connessione tra cuore e mente. Serve a purificare la parte ricettiva dell’anima, rendendola degna di ricevere la Luce e permettendo allo Spirito di prevalere sull’Io materiale.

L’Ara del Giuramento, al centro del Tempio, ha forma quadrata, simboleggiando la stabilità e il mondo manifestato. Il rivestimento in tessuto azzurro, proprio del Grado di Apprendista, evoca il cielo originario e lo stato potenziale della Creazione.
Su di essa si compiono gli atti fondanti del Lavoro rituale: si prestano i giuramenti, si depone il Libro della Legge Sacra, sovrapposto dalla Squadra incrociata al Compasso, e si accendono le Luci della Menorah, il candelabro a sette bracci della Tradizione ebraica. Le sue fiamme possono essere lette in chiave cabalistica come le sette Sephirot inferiori, oppure associate ai sette giorni della Creazione, ai sette chakra o alle scale armoniche.

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