Il Candelabro a Sette Luci nella Camera di Mezzo (brevi cenni)

Il Settenario è rappresentato, in particolare sull’ara di diverse camere del Rito, dal tipico candelabro ebraico a sette braccia nelle quali sono inserite sette candele. L’accensione di queste luci all’interno del Tempio non dovrebbe servire solo per calarsi in una particolare atmosfera, ma permettere invece una riflessione che agisca nel nostro profondo. Ne consegue che questa azione non dovrebbe essere quindi vissuta come un semplice suggestivo atto cerimoniale, bensì come uno stimolo per determinati processi interiori che trovano nelle dinamiche esteriori la loro coerente rappresentazione simbolica, liturgica e teurgica.

Uno dei tanti compiti del V⸫M⸫ (elemento da identificare con sempre maggior chiarezza anche nelle dinamiche del Tempio interiore che si possono esplorare nelle personali meditazioni) è quello di richiedere, ordinare, guidare, con attenta supervisione, ogni azione durante le cerimonie, quindi anche l’accensione del Settenario; accensione che, ovviamente, si compie soprattutto dentro di noi e che ci fa ricordare chi siamo (contemporaneamente su più livelli) e “Chi” dovremmo prepararci a ricevere interiormente.

Le varie luci del Settenario, a seconda delle diverse culture, possono assumere molteplici significati (uscendo per un attimo dalla consueta associazione con la menorah ebraica), uno dei quali sarebbe, ad esempio, tramite un approccio orientale, la rappresentazione dei sette chakra del corpo. L’accensione delle luci avrebbe simbolicamente lo scopo dell’apertura di tutti questi sette “centri”, in modo da formare un canale attraverso cui l’influsso della Presenza Divina possa raggiungere la nostra Essenza con risposte immediate anche a livello psicofisico.

Con il Settenario la Divinità verrebbe quindi chiamata dall’Alto a scendere sull’Ara posta al centro del nostro Tempio esteriore e contemporaneamente, se non trova ostacoli, per manifestarsi nel nostro cuore/anima che è la sede del nostro Tempio interiore dove, se avremo applicato il nostro metodo con successo, dovremmo essere stati in grado di accendere le luci corrispondenti.

Nella Camera di Mezzo del percorso maschile, a differenza dei primi due gradi, le candele del Settenario sono di colore azzurro-blu. La maestria costituisce infatti il terzo e ultimo grado di quella serie simbolica della zona di primo lavoro che è più comunemente nota, in generale, come Massoneria Azzurra. Forse anche per questo motivo le candele del Settenario nella Camera di Maestro sono di questo colore.

Sul colore di queste candele si potrebbe indugiare per ulteriori riflessioni.

Infatti, il significato del colore blu potrebbe ricordare la chiarezza del cielo, le vaste distese d’acqua, la frescura dell’ombra, oppure evocare la calma, la serenità, la pace, la bellezza dei cieli azzurri ed i terrificanti abissi dell’oceano.

I popoli antichi (non solo primitivi) immaginavano che queste lontane azzurre misteriosità fossero la dimora degli dèi, degli spiriti o degli antenati, e questo modo di pensare originò probabilmente l’associazione del blu con particolari aspetti cerimoniali, religiosi; infatti, questo colore è diffuso in moltissime iconografie liturgiche, ovunque nel mondo.

Per continuare con gli esempi, nei mandala tibetani il blu potrebbe simboleggiare la condizione in cui si è superato il turbino delle passioni e la coscienza può esaminare ogni cosa con chiarezza.

Secondo Jung, il blu significherebbe altezza e profondità, il cielo infatti è lontano e si spinge fin dove lo sguardo può arrivare, similmente a come accade osservando l’oceano; infatti, nella natura, il blu sembrerebbe indurci a considerare realtà molto più grandi della nostra dimensione umana.

Sovente, i primi cristiani collegavano il blu a Dio Padre mentre oggi è più frequentemente associato alla Madonna, al simbolo del femminile ed alle qualità ad esso connesse come: la compassione, la devozione, la fedeltà; qualità materne associate, secondo la tradizione cristiana, alla Vergine Maria che incarnerebbe l’ideale della madre perfetta.

Il blu come archetipo materno potrebbe derivare dalla nostra storia biologica; prima di nascere infatti siamo creature immerse nel liquido amniotico dove si sviluppa la prima parte della nostra vita.

I possibili significati esoterici dei colori sono interessanti anche dal punto di vista cabalistico.

Secondo alcune scuole di pensiero, il blu infatti, potrebbe essere il colore associato alla Sephirah: “Hesed”, a cui alcuni collegano, oltre alle classiche schiere angeliche (però non sempre identificate nello stesso modo dalle diverse scuole), il pianeta Giove, la dea Maat, ed un coro delle Dominazioni.

Si potrebbe così intuire che quando un discepolo sia riuscito a sviluppare in sé alcune virtù come: la generosità, la larghezza di idee, la nobiltà d’animo e l’amore per l’umanità, potrebbe riuscire ad entrare nel mondo misericordioso di Hesed. Prima però avrà dovuto imparare a dominare ed a trasformare tutte le tendenze egocentriche che lo spingono a volersi imporre sugli altri, a sminuirli, a evincerli o a nuocere loro. Giunto a questo punto, potrebbe rendersi conto di riuscire ad andare ben oltre nella strada di rigenerazione e di reintegrazione spirituale. Poiché è proprio quando si annulla la vecchia personalità che si scopre veramente la “potenza” di quella nuova. Forse, riuscirebbe a percepire l’essenza di Hesed ed il “potere” di “governare”, di “regnare” dell’emanazione dello Spirito nell’ordine, nell’armonia, nello splendore e nella ricchezza Divina. Tramite questo canale (come altri similari e convergenti) probabilmente viene trasmessa l’eredità di tutti gli Iniziati, le loro scoperte più meravigliose, tutti i frutti del loro lavoro.

Il Settenario seppur con le candele di colore azzurro-blu continua a ricordare anche la menorah ebraica; ovvero, una delle rappresentazioni più alte dello Spirito divino.

In merito all’influenza ed alla benevolenza dello Spirito, non va per altro scordato un particolare cerimoniale che è eseguito durante la tipica festività della Hanukkah, conosciuta anche con il nome di Festa delle luci o Festa dei lumi. In ebraico la parola hanukkah può significare “inaugurazione” o “dedica” ed è infatti la festa che commemora la consacrazione di un nuovo altare nel Tempio di Gerusalemme dopo la libertà conquistata dagli ellenici i quali volevano distogliere gli ebrei dalla Torah e quindi da Dio stesso. Secondo questa festività l’accensione del candelabro (dove le luci diventano nove) simboleggia la vittoria dello Spirito sulla forza brutale che minacciava Israele nella sua vita religiosa e spirituale.

 

Alberto B.

L’articolo è contenuto nel numero di ottobre 2015 della nostra rivista Alla Ricerca del Sé. Scarica tutto il numero.

DESCRIZIONE ARTICOLO:

Il Settenario, rappresentato dal candelabro a sette braccia, non è solo ornamento rituale ma strumento di accensione interiore. Ogni luce corrisponde a un centro vitale che, se aperto, consente la discesa della Presenza Divina nell’anima. Nella Camera di Mezzo le candele blu evocano la “Massoneria Azzurra” e rimandano a significati universali: cielo e oceano, serenità e profondità, qualità materne e misericordia divina. In chiave cabalistica, il blu si lega a Hesed, sfera della generosità e della giustizia, che si raggiunge solo trasmutando l’egoismo in nobiltà d’animo. Il Settenario resta dunque simbolo dello Spirito vittorioso sulla materia, eredità degli Iniziati e ponte tra cielo e terra.

CATEGORIE:

Attorno all’Ara dei Giuramenti, nel cuore del Tempio, sono disposti strumenti simbolici che rappresentano tappe e funzioni del lavoro interiore. Ogni attrezzo muratorio richiama un’azione da compiere su sé stessi, nel percorso di trasformazione spirituale.
Il Filo a Piombo orienta verso l’equilibrio interiore: invita a calarsi nel proprio asse verticale per discernere ciò che è saldo da ciò che è instabile, essenziale per ogni cammino iniziatico.
Il Mazzuolo rappresenta la forza volontaria, la spinta risoluta che segue una scelta consapevole e virtuosa.
Lo Scalpello simboleggia il discernimento e la precisione: senza di esso, ogni colpo rischia di essere cieco, danneggiando invece di perfezionare.
La Livella esorta a costruire con misura, portando armonia tra le parti, sia interiori che esteriori. È lo strumento dell’equilibrio raggiunto.
Il Regolo permette di valutare proporzioni, coerenza, giustizia. Invita a confrontare la propria opera con un modello superiore di ordine.
La Leva allude all’azione ponderata: forza che muove ciò che è pesante, ma solo se guidata dalla coscienza e da un punto di appoggio ben compreso.
La Cazzuola è simbolo della volontà costruttiva in chiave altruistica: unisce, armonizza, cementa legami su basi spirituali.
La Pietra Grezza, posata a terra, rappresenta l’uomo nella sua condizione naturale, ancora da lavorare, dominato da istinti e automatismi (Nefesh).
La Pietra Cubica a punta, scolpita e orientata, simboleggia l’iniziato che ha compiuto un cammino reale, innalzando la propria anima verso Neshamah, la coscienza superiore.

Al centro dell’Ara dei Giuramenti viene deposto il Libro della Legge Sacra, aperto sul Vangelo di San Giovanni. È il punto focale della cerimonia in cui si compie il Mistero del Rito Sacrificale: rappresenta il Verbo Divino e le leggi ineffabili della Creazione, che l’iniziato è chiamato a intuire e, per quanto possibile, comprendere.
Sopra di esso si collocano, incrociati, la Squadra e il Compasso: strumenti fondamentali del Lavoro interiore.
La Squadra indica la necessità di precisione etica e coerenza: invita a misurare ogni pensiero, scelta, parola e azione, avviando l’immersione cosciente nella Nigredo, prima fase dell’Opera alchemica.
Il Compasso, simbolo della coscienza attiva, orienta la connessione tra cuore e mente. Serve a purificare la parte ricettiva dell’anima, rendendola degna di ricevere la Luce e permettendo allo Spirito di prevalere sull’Io materiale.

L’Ara del Giuramento, al centro del Tempio, ha forma quadrata, simboleggiando la stabilità e il mondo manifestato. Il rivestimento in tessuto azzurro, proprio del Grado di Apprendista, evoca il cielo originario e lo stato potenziale della Creazione.
Su di essa si compiono gli atti fondanti del Lavoro rituale: si prestano i giuramenti, si depone il Libro della Legge Sacra, sovrapposto dalla Squadra incrociata al Compasso, e si accendono le Luci della Menorah, il candelabro a sette bracci della Tradizione ebraica. Le sue fiamme possono essere lette in chiave cabalistica come le sette Sephirot inferiori, oppure associate ai sette giorni della Creazione, ai sette chakra o alle scale armoniche.

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