Il filo a piombo è la rappresentazione di una linea verticale idealmente infinita, il peso del piombino, in uno stato di quiete, ne assicura la verticalità, la quale permette al muratore di erigere i muri delle costruzioni e molto altro.
Come trasporre questo strumento nelle realtà interiori?
Innanzitutto guardandone l’utilità e lo scopo; la perfetta verticalità può simboleggiare l’equilibrio interiore e la susseguente possibilità di costruire “pareti” psichiche solide e perfette in grado di fungere da “casa” per il Sé, per quella parte essenziale di noi stessi a cui tanto aspiriamo, la quale necessita e soprattutto merita di vivere in “un’abitazione” degna e decorosa; è ovvio che questo tipo di lavoro può essere fatto solamente dopo aver conosciuto la nostra personalità profana, ovvero la nostra “casa” più o meno latente, storta, non pulita e dopo averla, totalmente od in parte, demolita sotto il fuoco del “solve” della Colonna del Sole.
Come costruirsi questo simbolo interiore?
Potrebbe essere d’aiuto paragonare la parte alta del filo a piombo con qualcosa di superiore a noi, qualcosa di spirituale, di divino, di perfetto, come il Supremo Artefice dei Mondi oppure qualsiasi altro Nome col quale si identifica.
Ciò che sta in alto; forse lo stesso atto del “pregare” potrebbe essere il filo teso dello strumento in questione.
Mancano però due elementi ovvero il piombino, cioè qualcosa di solido da ancorare al filo e lo stato di quiete necessario alla verticalità.
Il piombino è forse la nostra capacità di concentrazione, di solidificazione della mente, solidificazione operata da noi, dalla nostra volontà ovviamente, non dalla volontà delle nostre passioni; mentre lo stato di quiete, certo non facile da raggiungere, ha poco bisogno di spiegazioni: è l’armonia interiore, il Silenzio, lo Spazio Sacro che riusciamo a sviluppare, uno Spazio protetto dai venti, a volte veri e propri uragani, che renderebbero imperfetta la verticalità da noi tanto cercata.
Un altro strumento presente sull’Ara è la Livella, utilizzata per determinare la pendenza di una superficie rispetto ad un piano orizzontale di riferimento.
Se il Filo a Piombo rappresenta la verticalità, la Livella rappresenta la linea orizzontale ideale; nuovamente è necessario interrogarsi: come interiorizzare tale strumento? Come farne buon uso una volta raggiunta la propria “interiora terrae”?
Se con la verticale si guarda verso l’alto, verso il Cielo, la Livella direziona la nostra attenzione verso ciò che ci sta attorno, ovvero, verso ciò che pensiamo, proviamo, diciamo e facciamo. Se e ribadisco se, riusciamo a “guardare” il nostro orizzonte (cioè la nostra terra) ci potremmo rendere conto della possibilità di fare un lavoro, di poter rettificare, perlomeno tentare di rettificare ciò che riteniamo necessario, forti della Livella interiore.
Nei confronti dei pensieri, delle passioni che ci attraversano, che ci assalgono ed ai quali diamo prezioso nutrimento, dovremmo tentare di esercitare un filtro, una sorta di dogana, anche solo per guardarli e per studiarli un po’; trovare la forza di bloccarne il flusso, la corrente e decidere cosa far passare o meglio cosa nutrire con le forze del nostro essere e cosa no.
Ulteriormente potremmo utilizzare la Livella non solo con le passioni ed i pensieri del presente, ma anche con tutto il tessuto psicologico ed emotivo che rappresenta la nostra personalità, ovvero quelle emozioni e quei pensieri del passato che, sedimentati in noi durante l’arco di molto tempo, hanno formato le convinzioni profonde che dirigono grandemente la nostra vita.
In questo modo potremmo “livellare” non solo il presente, ma anche il passato che, purtroppo o per fortuna, non è mai morto ed esercita sempre un’influenza, più o meno luminosa, sui nostri stati di coscienza.
Luca
L’articolo è contenuto nel numero di giugno 2016 della nostra rivista Alla Ricerca del Sé. Scarica tutto il numero.
Il filo a piombo e la livella, strumenti muratori, diventano simboli interiori di verticalità e orizzontalità. Il primo richiama l’equilibrio del Sé: il filo teso verso l’Alto rappresenta la connessione col divino, il piombino la concentrazione che dà stabilità, e la quiete il silenzio interiore che rende possibile la costruzione della “casa” spirituale. La livella, invece, invita a misurare e rettificare l’orizzonte delle passioni, dei pensieri e delle emozioni, filtrando ciò che nutre o appesantisce l’anima. Usata anche sul passato sedimentato in noi, consente di livellare memorie e convinzioni, per armonizzare presente e coscienza.
Attorno all’Ara dei Giuramenti, nel cuore del Tempio, sono disposti strumenti simbolici che rappresentano tappe e funzioni del lavoro interiore. Ogni attrezzo muratorio richiama un’azione da compiere su sé stessi, nel percorso di trasformazione spirituale.
• Il Filo a Piombo orienta verso l’equilibrio interiore: invita a calarsi nel proprio asse verticale per discernere ciò che è saldo da ciò che è instabile, essenziale per ogni cammino iniziatico.
• Il Mazzuolo rappresenta la forza volontaria, la spinta risoluta che segue una scelta consapevole e virtuosa.
• Lo Scalpello simboleggia il discernimento e la precisione: senza di esso, ogni colpo rischia di essere cieco, danneggiando invece di perfezionare.
• La Livella esorta a costruire con misura, portando armonia tra le parti, sia interiori che esteriori. È lo strumento dell’equilibrio raggiunto.
• Il Regolo permette di valutare proporzioni, coerenza, giustizia. Invita a confrontare la propria opera con un modello superiore di ordine.
• La Leva allude all’azione ponderata: forza che muove ciò che è pesante, ma solo se guidata dalla coscienza e da un punto di appoggio ben compreso.
• La Cazzuola è simbolo della volontà costruttiva in chiave altruistica: unisce, armonizza, cementa legami su basi spirituali.
• La Pietra Grezza, posata a terra, rappresenta l’uomo nella sua condizione naturale, ancora da lavorare, dominato da istinti e automatismi (Nefesh).
• La Pietra Cubica a punta, scolpita e orientata, simboleggia l’iniziato che ha compiuto un cammino reale, innalzando la propria anima verso Neshamah, la coscienza superiore.
L’Ara del Giuramento, al centro del Tempio, ha forma quadrata, simboleggiando la stabilità e il mondo manifestato. Il rivestimento in tessuto azzurro, proprio del Grado di Apprendista, evoca il cielo originario e lo stato potenziale della Creazione.
Su di essa si compiono gli atti fondanti del Lavoro rituale: si prestano i giuramenti, si depone il Libro della Legge Sacra, sovrapposto dalla Squadra incrociata al Compasso, e si accendono le Luci della Menorah, il candelabro a sette bracci della Tradizione ebraica. Le sue fiamme possono essere lette in chiave cabalistica come le sette Sephirot inferiori, oppure associate ai sette giorni della Creazione, ai sette chakra o alle scale armoniche.
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