Principio Femminile e Principio Maschile: Iside e Osiride

Il principio cardine della massoneria è quella di “conoscere” percorrendo una strada che ci permetta di individuare le nostre energie maschili e femminili allo scopo di imparare a bilanciarle per riuscire a diventare esseri umani rigenerati, completi e reintegrati.

Un simbolo che vediamo costantemente nel tempio è la stella fiammeggiante, Sirio (secondo alcune ipotesi interpretative). chiamata anche il Sole Dietro il Sole, cioè la vera fonte della potenza del nostro Sole associata alla dea Iside “La Madre”, quindi la componente femminile che da forza al potere maschile.

Il Sole mantiene in vita il mondo fisico, mentre Sirio mantiene in vita il mondo spirituale ed è considerata la “luce vera” che risplende ad Oriente. Sirio sarebbe il “luogo sacro” verso cui sarebbero diretti tutti i ricercatori di verità: sarebbe la fonte del potere divino e la destinazione delle persone divine.

Iside veniva associata a Sirio, la stella più luminosa nella volta celeste, chiamata anche la Grande Fornitrice. Un calendario egizio si basava sull’osservazione e lo studio dei movimenti di Sirio nel cielo.

Gli Egizi utilizzavano un termine emblematico che identificava la totalità del suo principio femminile cosmico: Auset. composto dalla radice Aus e dal suffisso et. Aus significa sorgente, potenza “et” è una desinenza femminile.

Aus, però, non significa solo sorgente e potenza, ma anche origine, causa è quindi la sorgente, forza e causa dell’universo creato, e di tutto ciò che si trova nell’universo.

Iside è la Signora del Cielo e della Terra e rappresenta il principio femminile nell’universo.

Iside è la dispensatrice della forza universale della vita, ovvero Osiride.

Iside e Osiride sono immagini speculari l’una dall’altro: la femmina e il maschio sono tra loro speculari.

Conosciamo il principio che si basa sulla duplice ed equilibrata natura di tutte le cose (interi, unità) quindi nell’ambito delle coppie contrapposte, ovvero polarizzate, troviamo: negativo e positivo, maschio e femmina, pari e dispari, attivo e passivo, luce e oscurità.

Ogni coppia rappresenta un aspetto diverso dello stesso principio fondamentale di polarità. Ogni aspetto partecipa alla natura dell’unità e a quella della dualità.

La leggenda di Iside e Osiride con tutte le variabili spesso contrastanti in oltre un millennio di adattamenti funzionali ai tempi ed alle dinastie regnanti, sembrerebbe spiegare tutti gli aspetti della vita.

Ne riporterò le brevi sintesi di alcune versioni.

Il dio autogenerato Atam/Atum generò i due gemelli Shu e Tefnut che, a loro volta, diedero alla luce Nut (il cielo/lo spirito) e Geb (la terra/la materia).

L’unione di Nut (spirito) e Geb (materia) generò quattro figli: Osiride, Iside, Seth, e Nefti.

Osiride simboleggerebbe il divino in forma mortale, che comprende spirito (Nut) e corpo (Geb).

Osiride sposò Iside, e Seth sposò Nefti.

Osiride divenne il re della terra (Egitto); dopo il matrimonio con Iside e portò alle genti la civiltà e la spiritualità, consentendo loro di prosperare. Diede loro una serie di leggi per regolamentarne la condotta, risolse equamente le dispute, e le istruì nella scienza dello sviluppo spirituale.

Dopo aver civilizzato l’Egitto, viaggiò in tutto il mondo per diffondere le stesse idee. Ovunque andava, Osiride portava pace e cultura.

Osiride, che rappresenta l’anima universale, è sempre in movimento. Egli viaggia, mentre Iside, il principio femminile, è simbolo di stabilità. Osiride diffuse i pensieri di Iside in tutto il mondo.

Secondo una delle molteplici versioni del mito, quando Osiride tornò dalla sua missione venne accolto con una festa. In una situazione di debolezza, fu raggirato da Seth e dai suoi complici, che lo fecero distendere in una bara costruita con le sue esatte misure. Il malefico gruppo rapidamente la chiuse, la sigillò e la gettò nel Nilo.

Seth divenne il nuovo faraone, mentre la bara contenente il corpo senza vita di Osiride fluiva nel Mar Mediterraneo.

Dopo aver ricevuto la notizia della sorte di Osiride e della sua scomparsa, Iside ne fu addolorata e giurò di non fermarsi fino a quando non avesse trovato il suo amato Osiride, poiché il suo cuore non poteva vivere senza la sua anima gemella.

Fu il potere dell’amore e della devozione a spingerla ad agire. Niente avrebbe potuto fermarla. Avrebbe fatto tutto il necessario per riunirsi con la sua anima, cioè Osiride. Questo potrebbe evidenziare la totale devozione e l’impegno a trovare e perseguire il cammino spirituale che la riunirà con Osiride.

La bara di Osiride fu trasportata fino al litorale di una terra straniera.

Un albero nacque e le crebbe intorno, inglobando nel tronco il suo corpo

L’albero diventò grande, bello e profumato e sue notizie giunsero al re di questa terra che ordinò di tagliarlo e di consegnargliene il tronco.

Lo utilizzò come colonna della sua casa senza sapere il grande segreto che custodiva. Questo potrebbe essere un riferimento all’Albero della vita, e a tutto ciò che esso implica.

È anche un riferimento allo zed (o djed), il pilastro di Osiride.

Iside ebbe in sogno la rivelazione che il corpo i Osiride si trovava in questa terra straniera. Quindi partì immediatamente per raggiungerla.

Quando arrivò si travestì, fece amicizia con le ancelle della regina, e riuscì a ottenere un lavoro a palazzo come ancella particolare per le necessità anche sanitarie del principino, in modo da essere vicina al pilastro di legno che conteneva il corpo del suo amato Osiride.

Questo passaggio è molto importante, perché si tratta di Iside: la regina d’Egitto… al servizio di altri senza obiezioni pur di UNIRSI con il suo amore, Osiride.

In seguito, Iside confessò alla regina la sua identità e lo scopo della sua missione. Chiese quindi al re che le venisse consegnata la colonna.

Iside ritornò in Egitto con la cassa contenente il corpo senza vita di Osiride e lo nascose nelle paludi del delta del Nilo.

Iside voleva che suo marito potesse sopravvivere. Il corpo senza vita di Osiride non poteva fermarla, forse perché volere è potere. Desiderava avere un figlio da lui, così usò i suoi poteri magici per attingere all’essenza di Osiride e concepire un figlio: Horus.

In altre parole, Iside venne fecondata dallo Spirito di Osiride.

Questo gesto potrebbe simboleggiare anche la reincarnazione e la rinascita. Nello specifico, Iside è il grembo da cui fuoriesce la nuova vita di Osiride dopo la morte.

Il concepimento di Horus da parte di Iside, senza l’ausilio di un uomo vivente, è forse la più antica versione documentata di una Immacolata Concezione.

Il ruolo di Iside nel modello storico egizio e la storia della Vergine Maria sono sorprendentemente simili, perché entrambe furono in grado di concepire senza inseminazione da parte del maschio; in tal senso Iside era venerata anche come la Vergine Madre.

Il “principio” femminile (Iside) recupera l’essenza del maschio Osiride per potere essere da lui fecondata. In altre parole, il principio femminile ha generato il principio maschile, così che potesse nascere un figlio e il processo di creazione potesse continuare.

Tornando al racconto riguardante il corpo di Osiride, si narra che in una notte di luna piena, il malvagio Seth e i suoi complici trovarono la cassa con il corpo senza vita di Osiride, e lo smembrarono in quattordici pezzi (in varie versioni questo numero cambia). Il numero quattordici corrisponde alla quantità di giorni necessari affinché la luna diventi piena.

Quando Iside venne a sapere che Seth e i suoi complici avevano fatto a pezzi Osiride, e li avevano sparsi per tutto il Paese, il suo compito divenne cercarli qua e là per rimetterli insieme.

Una persona ri-membra e ri-unifica al fine di guarire e di non dimenticare. Le azioni compiute da Iside per rimembrare e riunificare hanno lo scopo di comporre le parti per ottenere l’unità con il Divino.

La parola latina RELIGIO significa unire o legare insieme, ed è la radice della parola “religione”.

Durante la sua ricerca assistita da diverse altre dee, Iside chiese l’aiuto di Anubi, la guida divina, affinché le facesse strada e le desse protezione. Cercò anche l’aiuto di Thot, che le fornì conoscenza e saggezza nel suo cammino spirituale.

Questo indicherebbe la necessità di una guida spirituale lungo il cammino. Anubi rappresenta (come un canide) l’esploratore (spirituale).

La conoscenza e la saggezza, rappresentate da Thot, sono necessarie durante il cammino spirituale.

Iside, con l’aiuto di altri, ritrovò tutti i pezzi tranne il fallo, che secondo alcune versioni, era stato inghiottito da un pesce del Nilo. Allora ricompose il corpo smembrato di Osiride e, sempre con l’aiuto di altri, lo avvolse in bende di lino e procedette all’imbalsamazione.

Thot, Iside e Horus celebrarono sulla mummia il rituale dell’apertura della bocca, e Osiride fu riportato in vita come giudice e re dei morti (il passato e contemporaneamente l’oltre), mentre Horus avrebbe preso il suo posto come re dei vivi (il presente).

Una delle versioni della storia riporta che quando Seth apprese del bimbo, Horus, decise di andare a ucciderlo.

Iside fu avvisata di portarlo in un luogo appartato nelle paludi del delta del Nilo, dove lo tenne al sicuro e lo allevò.

Questo potrebbe rappresentare il ciclo perpetuo del potere spirituale sulla terra: il re è morto (Osiride), lunga vita al re (Horus).

Non appena Horus divenne adulto, sfidò Seth per il diritto al trono in quello che fu definito il Grande Scontro/Lotta nel Deserto. Vi furono una serie di battaglie tra Horus e Seth.

Horus perse l’occhio sinistro che si divise in sessantatré parti.

Il dio della giustizia Thot ricreò l’occhio aggiungendone però una parte per renderlo intero arrivando a 64 considerato il numero di Dio.

La vita è una continua ricerca del divino dentro noi stessi, come simboleggiato dalla lotta interiore archetipica tra Horus e Seth. Si tratta della lotta archetipica tra forze opposte. Horus, in questo contesto, è l’uomo divino, nato grazie alla natura, che deve combattere contro Seth, un suo consanguineo, che rappresenta il potere dell’opposizione, non il male in senso stretto.

Seth rappresenta il concetto di opposizione in tutti gli aspetti della vita (fisicamente e metafisicamente).

Questo potrebbe rappresentare la lotta interiore in ogni persona, come indicato dalla dualità di Horus e Seth.

Infine, sia Horus che Seth si rivolsero al consiglio dei Neteru (dei/dee) per decidere chi dovesse governare. Entrambi esposero le proprie ragioni.

Il consiglio dei Neteru stabilì che Horus avrebbe governato le aree abitabili/popolate, mentre Seth i deserti/le terre desolate.

Dei quattro elementi della creazione, terra, acqua, aria e fuoco, quello solido e stabile è la terra ed Iside, il principio femminile della fertilità lo rappresenta, gli altri tre elementi sono rappresentazioni del principio maschile.

Ma senza acqua non esiste crescita e Osiride è l’acqua: va e viene, aumenta durante le inondazioni e l’alta marea, si ritira e riappare in un nuovo ciclo.

Horus è l’aria, in costante movimento. Sale quando si riscalda, scende quando si raffredda.

Seth è il fuoco, che si muove e provoca siccità.

Elementi che devono essere presenti per un perfetto equilibrio.

Abbiamo intuito come il benevolo cuore intellettuale di Iside concepì il piano della creazione e come la stessa lo portò successivamente in vita generando l’anima – come principio maschile divino.

Eppure, la natura della vita è ciclica, e richiede rinnovamento e rinascita.

Così Iside, la femmina, rinnova continuamente la vita dentro l’anima, in modo che la creazione possa continuare all’infinito. Il cuore di Iside non può vivere senza anima, ovvero il principio maschile Osiride.

Pertanto, Iside e Osiride sono il cuore e l’anima dell’universo.

Il cuore divino non deve essere confuso con il cuore fisico ma quello intellettuale in grado di conoscere l’essenza di tutte le cose, e quando è illuminato dalla “conoscenza”, riflette l’intero contenuto della mente divina.

Il cuore è il punto in cui ogni singolo essere umano si trova più vicino alla realtà divina e contiene l’anima, il respiro della vita.

Per raggiungere Iside, si deve raggiungere la purezza del cuore imparando a purificare il proprio Io interiore dominando, tramite l’intelletto, i vizi con comportamenti positivi che si imprimeranno nel cuore stesso facendo maturare l’anima e portandola più vicino al divino ricercato.

Eva

L’articolo è contenuto nel numero di luglio 2017 della nostra rivista Alla Ricerca del Sé. Scarica tutto il numero.

DESCRIZIONE ARTICOLO:

La via massonica mira a conoscere e integrare i poli maschile e femminile per una rigenerazione dell’essere. Emblema di questo equilibrio è la stella fiammeggiante, letta come Sirio—“Sole dietro il Sole” — e legata a Iside, principio femminile che alimenta la forza solare. Il mythos di Iside-Osiride racconta la ciclicità di morte e rinascita, la ricomposizione dell’unità perduta e l’inevitabile dialettica degli opposti (Horus/Seth) quale dinamica interiore. Gli elementi (terra-acqua-aria-fuoco) descrivono funzioni complementari: Iside come terra-madre e matrice, Osiride come acqua che feconda, Horus come aria che eleva, Seth come fuoco che prova e asciuga. La meta è il “cuore” purificato: un intelletto illuminato che domina i vizi, matura l’anima e la riavvicina al divino, realizzando la polarità in unità operante.

CATEGORIE:

Attorno all’Ara dei Giuramenti, nel cuore del Tempio, sono disposti strumenti simbolici che rappresentano tappe e funzioni del lavoro interiore. Ogni attrezzo muratorio richiama un’azione da compiere su sé stessi, nel percorso di trasformazione spirituale.
• Il Filo a Piombo orienta verso l’equilibrio interiore: invita a calarsi nel proprio asse verticale per discernere ciò che è saldo da ciò che è instabile, essenziale per ogni cammino iniziatico.
• Il Mazzuolo rappresenta la forza volontaria, la spinta risoluta che segue una scelta consapevole e virtuosa.
• Lo Scalpello simboleggia il discernimento e la precisione: senza di esso, ogni colpo rischia di essere cieco, danneggiando invece di perfezionare.
• La Livella esorta a costruire con misura, portando armonia tra le parti, sia interiori che esteriori. È lo strumento dell’equilibrio raggiunto.
• Il Regolo permette di valutare proporzioni, coerenza, giustizia. Invita a confrontare la propria opera con un modello superiore di ordine.
• La Leva allude all’azione ponderata: forza che muove ciò che è pesante, ma solo se guidata dalla coscienza e da un punto di appoggio ben compreso.
• La Cazzuola è simbolo della volontà costruttiva in chiave altruistica: unisce, armonizza, cementa legami su basi spirituali.
• La Pietra Grezza, posata a terra, rappresenta l’uomo nella sua condizione naturale, ancora da lavorare, dominato da istinti e automatismi (Nefesh).
• La Pietra Cubica a punta, scolpita e orientata, simboleggia l’iniziato che ha compiuto un cammino reale, innalzando la propria anima verso Neshamah, la coscienza superiore.

Al centro dell’Ara dei Giuramenti viene deposto il Libro della Legge Sacra, aperto sul Vangelo di San Giovanni. È il punto focale della cerimonia in cui si compie il Mistero del Rito Sacrificale: rappresenta il Verbo Divino e le leggi ineffabili della Creazione, che l’iniziato è chiamato a intuire e, per quanto possibile, comprendere.
Sopra di esso si collocano, incrociati, la Squadra e il Compasso: strumenti fondamentali del Lavoro interiore.
La Squadra indica la necessità di precisione etica e coerenza: invita a misurare ogni pensiero, scelta, parola e azione, avviando l’immersione cosciente nella Nigredo, prima fase dell’Opera alchemica.
Il Compasso, simbolo della coscienza attiva, orienta la connessione tra cuore e mente. Serve a purificare la parte ricettiva dell’anima, rendendola degna di ricevere la Luce e permettendo allo Spirito di prevalere sull’Io materiale.

L’Ara del Giuramento, al centro del Tempio, ha forma quadrata, simboleggiando la stabilità e il mondo manifestato. Il rivestimento in tessuto azzurro, proprio del Grado di Apprendista, evoca il cielo originario e lo stato potenziale della Creazione.
Su di essa si compiono gli atti fondanti del Lavoro rituale: si prestano i giuramenti, si depone il Libro della Legge Sacra, sovrapposto dalla Squadra incrociata al Compasso, e si accendono le Luci della Menorah, il candelabro a sette bracci della Tradizione ebraica. Le sue fiamme possono essere lette in chiave cabalistica come le sette Sephirot inferiori, oppure associate ai sette giorni della Creazione, ai sette chakra o alle scale armoniche.

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