Nel mese di marzo, spesso si è disquisito su argomenti equinoziali.
Colgo quindi l’occasione per fissare, di seguito, qualche appunto personale che seppur molto semplice e sintetico, forse potrebbe risultare una sorta di promemoria con qualche utilità per chi ne abbia bisogno.
Comincio col ricordare che per equinozio si intende un fenomeno astrale, pronto a ripetersi due volte l’anno, causato dal movimento della rivoluzione terrestre attorno al Sole.
In tali situazioni, quest’ultimo si trova nel suo punto di zenit rispetto all’Equatore, determinando una perfetta suddivisione tra il giorno e la notte nell’arco delle 24 ore. Non a caso, la parola equinozio deriva da “aequa-nox”, in riferimento al bilanciamento tra le ore di luce e quelle di buio. Ci sono molte tradizioni legate al festeggiamento degli equinozi, sia per quel che riguarda la Primavera che per quello d’Autunno.
L’evento primaverile rappresenta un fenomeno sentito e celebrato, riconosciuto nell’intera storia dell’uomo del nostro emisfero. L’arrivo della primavera, infatti, è sempre stato collegato a forti significati simbolici: ad esempio, è il trionfo, la rinascita gioiosa che segue la mestizia del periodo invernale, la vittoria della luce sul buio.
Sottolinea quindi l’abbandono della povertà di ogni risorsa, tipica dei mesi più freddi, per ammirare la natura rigenerarsi, assaporarne i suoi primi frutti, approfittare di maggiori ore d’illuminazione solare, rinvigorire la mente ed il fisico.
Proprio per questa ragione, sempre in questo ambito geografico, quasi tutte le civiltà della storia hanno rapportato il fenomeno astronomico alle divinità, con feste, canti e preziosi omaggi.
L’Equinozio di primavera ricorda quindi la fertilità della terra, la rinascita e segna il momento dell’unione in un simbolismo cosmico legato al risveglio della Natura. In questo giorno, nelle civiltà contadine era diffusa l’usanza di accendere fuochi rituali sulle colline. Si riteneva infatti che quanto più a lungo la fiamma riuscisse ad ardere, tanto più fruttifera sarebbe stata la terra. Pianta sacra all’Equinozio di Primavera è il trifoglio, associato al triskell, la ruota sacra a tre braccia.
Ma parlando di equinozio, la prima associazione a cui penso è sicuramente l’equilibrio. Cosa significa equilibrio per me, e cosa significa equilibrio per coloro che affrontano un percorso iniziatico?
Pico della Mirandola, modenese, filosofo, umanista, kabbalista, ecc. accusato di eresia e poi assolto, ebbe il l’ardire, in “Oratio de hominis dignitate”, di far pronunciare al Creatore: “non ti ho fatto Adamo, né celeste, né terrestre perché da te stesso, quasi libero ti plasmasti. Tu potrai rigenerarti, secondo il tuo volere nelle cose superiori che sono divine.” Secondo il suo pensiero, l’uomo sarebbe quindi figlio dei propri atti, e potrebbe decidere di ascendere al divino o di abbassarsi nella condizione bestiale.
Noi nasciamo nel mondo materiale ed essendo noi stessi materia siamo soggetti alle sue leggi.
Esistiamo però in una condizione di equilibrio, poiché essendo dotati di libero arbitrio, possiamo decidere di rimanere soggetti alle leggi della materia e di rimanere quindi proiettati verso il basso in una condizione animale, oppure, se in noi si accende la scintilla del desiderio di conoscenza, decidiamo di affrontare un percorso anche iniziatico e possiamo provare ad elevare noi stessi verso un piano più alto rispetto alla condizione materiale.
Nelle filosofie orientali, il simbolo per eccellenza che rappresenta l’equilibrio è il Tao, che in cinese vuol dire “via” (concetto di base del pensiero filosofico e religioso cinese per indicare la legge secondo cui si attua l’universo).
Il simbolo del Tao, altrimenti detto anche dello “yin e yang”, rappresenta il cammino, il divenire di tutte le cose, che si realizza con un movimento che oscilla tra due estremi: ogni volta che uno dei due viene raggiunto, una forza spinge in direzione contraria e così via. La teoria è stata suggerita probabilmente dai movimenti del sole e della luna, dall’alternarsi delle stagioni, dallo scorrere ciclico del tempo.
Le due metà in cui è diviso il simbolo circolare rappresentano dunque due principi opposti e complementari al tempo stesso: per esempio, il femminile e il maschile, il freddo e il caldo, l’oscurità e la luce.
Rimanendo nel nostro ambito, anche all’interno del Tempio, questo compenetrarsi di forze opposte ma complementari lo troviamo nelle colonne della Luna e del Sole, nel cammino dei serpi delle due Sibille, nel caduceo, nel pavimento a scacchi, ecc.
Se poi vogliamo prendere in considerazione anche il punto di vista astrologico, forse molto importante per chi desideri veramente conoscersi, è indispensabile ricordare i quattro portali energetici costituiti da Equinozi e Solstizi.
Infatti, ad esempio, si potrebbero immaginare anche quattro nascite cosmiche con caratteristiche planetarie fissate dalla data e dall’ora esatta di ognuno di quegli eventi (magari con la sola variabile dello zenit di riferimento per l’osservazione); poi, ognuno potrebbe dedurre quali predisposizioni interagirebbero per circa tre mesi, collegando i personali cieli natali con il flusso che deriva da quelli delle nascite di ogni portale.
Proseguendo con la dissertazione equinoziale, possiamo osservare che l’altro momento corrispondente all’inizio della stagione autunnale, oscilla tra il 21 e il 23 di settembre, quando (da un’osservazione geocentrica) il movimento del Sole sull’eclittica entra nella costellazione della Bilancia, che secondo alcune interpretazioni di questa disciplina, sembrerebbe proprio il simbolo di equilibrio per eccellenza. Bilancia viene da bis (due) e lanx (piatto, vassoio); la bilancia è uno strumento che serve a pesare, ma significa anche equilibrare due cose.
La Bilancia è però anche il simbolo dell’applicazione equa della legge, quindi della giustizia che secondo una immagine consueta, è tenuta in mano dalla Dea bendata.
A proposito di bilance e di pesature, va pure rammentato che nell’antico Egitto veniva utilizzata una particolare bilancia per “la pesatura del cuore”. In tale contesto, un vaso che conteneva il cuore del defunto era posto su un piatto, mentre una piuma di Maat si situava sull’altro. Solo se il cuore risultava più “leggero” della piuma (ovvero non appesantito eccessivamente da malefatte), veniva permesso da Osiride un passaggio felice per l’oltre tomba.
In astrologia, la Bilancia corrisponde al settimo segno e per analogia alla settima casa; di solito, il senso del numero 7, include l’idea di completamento, di compiuto, plenitudine ricorrente, ultimazione delle cose. Questo si applica al rinnovamento ciclico della Vita che si compie prima con la rottura, poi con la restaurazione dell’equilibrio, per dissociazione e associazione delle energie.
L’influenza astrologica della Bilancia si traduce tradizionalmente con l’energia del suo interprete, il pianeta Venere. Il principio venusiano è quello che separa, combina ed unisce, secondo la Legge dell’equilibrio e dell’estetica, tutti i modi della manifestazione (le forme, fisiche od intellettuali, le idee, i sentimenti, ecc.); per esempio, l’arte architetturale è basata, come si sa, sull’equilibrio e sulla proporzione degli elementi.
Concludendo, l’equilibrio potrebbe essere definito il giusto peso e l’esatta misura di ogni forma di pensiero, azione ed opera ma è anche la forza essenziale della purezza magica, finalizzata al controllo degli elementi della natura, che nell’equilibrio degli opposti principi, determina, sul piano dell’eterno divenire, la potenza realizzatrice della volontà.
Sara
L’articolo è contenuto nel numero di aprile 2018 della nostra rivista Alla Ricerca del Sé. Scarica tutto il numero.
L’equinozio è il punto in cui giorno e notte si equivalgono: soglia ciclica (primavera/autunno) che le tradizioni celebrano come rinascita e misura. In chiave iniziatica richiama l’equilibrio: fra materia e ascesa (Pico: l’uomo si plasma liberamente), fra poli complementari (Tao: yin/yang), e nelle immagini del Tempio (colonne di Sole e Luna, caduceo, pavimento a scacchi). I quattro portali dell’anno — due equinozi e due solstizi — strutturano il ritmo interiore; l’equinozio d’autunno entra in Bilancia: giustizia e “pesatura del cuore” (Maat). Bilancia, settimo segno/casa, compie il ciclo e, sotto Venere, ordina e unisce secondo proporzione. In sintesi, equilibrio è “giusto peso ed esatta misura” di pensieri e opere: la forza che armonizza gli opposti, rende pura l’azione e orienta la volontà.
Attorno all’Ara dei Giuramenti, nel cuore del Tempio, sono disposti strumenti simbolici che rappresentano tappe e funzioni del lavoro interiore. Ogni attrezzo muratorio richiama un’azione da compiere su sé stessi, nel percorso di trasformazione spirituale.
• Il Filo a Piombo orienta verso l’equilibrio interiore: invita a calarsi nel proprio asse verticale per discernere ciò che è saldo da ciò che è instabile, essenziale per ogni cammino iniziatico.
• Il Mazzuolo rappresenta la forza volontaria, la spinta risoluta che segue una scelta consapevole e virtuosa.
• Lo Scalpello simboleggia il discernimento e la precisione: senza di esso, ogni colpo rischia di essere cieco, danneggiando invece di perfezionare.
• La Livella esorta a costruire con misura, portando armonia tra le parti, sia interiori che esteriori. È lo strumento dell’equilibrio raggiunto.
• Il Regolo permette di valutare proporzioni, coerenza, giustizia. Invita a confrontare la propria opera con un modello superiore di ordine.
• La Leva allude all’azione ponderata: forza che muove ciò che è pesante, ma solo se guidata dalla coscienza e da un punto di appoggio ben compreso.
• La Cazzuola è simbolo della volontà costruttiva in chiave altruistica: unisce, armonizza, cementa legami su basi spirituali.
• La Pietra Grezza, posata a terra, rappresenta l’uomo nella sua condizione naturale, ancora da lavorare, dominato da istinti e automatismi (Nefesh).
• La Pietra Cubica a punta, scolpita e orientata, simboleggia l’iniziato che ha compiuto un cammino reale, innalzando la propria anima verso Neshamah, la coscienza superiore.
L’Ara del Giuramento, al centro del Tempio, ha forma quadrata, simboleggiando la stabilità e il mondo manifestato. Il rivestimento in tessuto azzurro, proprio del Grado di Apprendista, evoca il cielo originario e lo stato potenziale della Creazione.
Su di essa si compiono gli atti fondanti del Lavoro rituale: si prestano i giuramenti, si depone il Libro della Legge Sacra, sovrapposto dalla Squadra incrociata al Compasso, e si accendono le Luci della Menorah, il candelabro a sette bracci della Tradizione ebraica. Le sue fiamme possono essere lette in chiave cabalistica come le sette Sephirot inferiori, oppure associate ai sette giorni della Creazione, ai sette chakra o alle scale armoniche.
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