Le Fasi Lunari e il Femminile

LE FASI LUNARI E IL FEMMINILE

Quante volte come donne ci siamo sentite apostrofare come “lunatiche” … magari con un tono negativo, quanto meno di esasperazione, come se fosse qualcosa di spregevole? Ad indicare stati umorali intensi e incontrollabili?

Noi donne siamo proprio così, abbiamo un’emotività ricca e mutevole, non siamo mai “statiche”, siamo ricche di continui cambiamenti.

La verità è che noi donne siamo, probabilmente, collegate intimamente alla luna:

siamo, di conseguenza, la rappresentazione di una capacità sottile, cosmica, universale, misteriosa e mutevole, dalla grande forza creativa, in qualche modo interagente con quel corpo celeste e con tutto ciò che la Tradizione gli attribuisce. Diventiamo lunatiche quando non siamo sincronizzate con cosciente consapevolezza all’essenza della luna (che così ci limitiamo a subire passivamente), soprattutto ai suoi cicli, nel grande gioco della vita retto dalle leggi della natura, finendo spesso per essere in balìa di sbalzi di umore intensi, imprevedibili, con forti cambiamenti psichici inconsci, ma anche fisici.   

Riscoprire il nostro essere lunare diventa una strada importantissima per un possibile rinnovamento della personalità di ognuna di noi donne, per poter esprimere coscientemente, al meglio la ricchezza di un ciclo di trasformazione continuo e creativo che è così profondamente parte di noi.

A scandire il tempo femminile sembrerebbe essere proprio la luna con le sue quattro fasi; comprendere cos’è l’interazione con la luna diventa quindi indispensabile: piena, calante, nera, crescente.

Per lo più, nel corso del mese, la tendenza ciclica delle energie femminili si direbbe dapprima estroversa, cioè rivolta verso il coinvolgimento personale con il mondo esterno, poi introversa per rivolgersi verso l’introspezione.

Quindi con maggiore possibilità di indagare e ricercare il Sé.

Si dice che la donna non solo segua la luna, ma ella “sia come la luna”: la donna cosiddetta regolare e in armonia con le forze cosmiche, avrebbe un ciclo mestruale che corrisponderebbe pienamente alle fasi lunari: è sterile (mestruata) in luna nuova-nera ed è fertile in luna piena.

Per provare a comprendere queste pulsioni e gli eventuali collegamenti con il nostro satellite, si potrebbe iniziare a osservare dov’è la luna e come agisce in relazione alla terra e al sole.

Quando nel cielo possiamo osservarla come un bel disco lucente è nella fase che chiamiamo di “luna piena”.

Quando comincia a ridursi creando una falce rivolta verso EST diventa “luna calante”.

Quando non è più visibile è la “luna nera o nuova”.

Quando torna a ricrescere formando presto un’altra falce, questa volta rivolta a OVEST, è la “luna crescente”.

Ciascuna fase è di sette giorni per un totale di ventotto, poi ricomincia la sequenza e il legame luna-donna appare evidente soprattutto in relazione al ciclo mestruale: il sangue che sgorga da nessuna ferita, che si manifesta e si ripresenta ogni ventotto giorni, esattamente come la luna.

Sin dai tempi più antichi, in ogni dove, anche dalla ciclicità del mestruo femminile affiorò la coscienza dello scorrere del tempo: di mese in mese le mestruazioni ricomparivano, accompagnate dalle fasi lunari; collegamento che fu chiaramente stabilito fin dalle epoche più remote.

Il primo calendario fu quindi lunare anziché solare: un anno era composto da 13 mesi invece che dai nostri 12, così come le donne avevano 13 cicli mestruali all’anno.

A testimonianza di questa concezione del tempo, alcuni dei più antichi calendari ritrovati sono oggetti a forma di bastone con 13 tacche che rappresentavano i mesi lunari di 28 giorni.

La connessione sembrerebbe ancora più manifesta nella gestazione e nel parto dove la donna, (esattamente come la luna), si ingrossa e genera una nuova vita umana.

Se poi si osservano le quattro fasi che la luna percorre nell’arco di un mese, si possono individuare possibili corrispondenze con le quattro fasi del ciclo femminile:

  • mestruazioni,
  • pre-ovulazione,
  • ovulazione,
  • fase premestruale.

Dalla saggezza antica viene riportato che se la donna fosse in sintonia con la natura, le mestruazioni tenderebbero a manifestarsi verso la luna piena o la luna nuova; queste rifletterebbero in modo importante il percorso di vita, morte e rinascita che ogni donna sperimenta mensilmente non solo nel corpo, anche con la variazione delle concentrazioni ormonali, ma nella psiche, in strati molto profondi del suo essere. Ogni fase lunare ha, in piena sintonia con un programma naturale, un potere che agisce su tutti questi livelli.

In ognuno dei quattro archetipi femminili: la vergine, la madre, l’incantatrice e la strega, sembrerebbero rispecchiarsi i quattro volti della luna. 

Nel tempo si è capito che ogni fase porta con sé determinati influssi, che vengono maggiormente caratterizzati e definiti dall’abbinamento del ciclo lunare e il ciclo mestruale. Così, a seconda delle tradizioni, si sono create iconografie e simbolismi particolari.

Si possono sintetizzare alcuni esempi.

Luna Crescente: durante questa fase la Luna era chiamata Vergine Ecate o Aglaia (una delle tre Grazie). In tale periodo, L’energia della donna si volge all’esterno, infatti, la luna è propizia per tutto ciò che rappresenta novità e inizio, progetti e attività, e tutto ciò che riguarda l’accrescimento.

Quando la donna si trova nella fase della vergine (periodo pre-ovulatorio) sperimenta la purezza e la dinamicità dei suoi anni, è ambiziosa e vive la sessualità con piacere e gioia.

In questa fase si manifesta l’aspetto estroverso del femminile, la donna è dinamica e radiante, è libera dal ciclo procreativo e appartiene solo a sé stessa.

Proprio come la donna che è nel periodo di “esuberanza positiva”, la luna crescente fa gonfiare tutti i liquidi del nostro corpo e quelli della terra.

Luna Piena: durante questa fase, gli antichi chiamavano la Luna Ecate Matura o Madre, Persefone, Talia (una delle Grazie), o Artemide/Diana.

Corrisponde alla fase della madre (fase ovulatoria) in cui manifesta la capacità di nutrire, accudire, sostenere e arricchire.

È un periodo di fertilità (non solo per la procreazione), di pienezza di energia, sia fisica, che emotiva; le energie creative della Madre aumentano e si esternano nella creazione di una nuova vita.

I desideri e le necessità egocentriche della donna sembrano perdere di importanza; appare molto ricettiva, attenta ai bisogni degli altri, è disponibile ad aiutare e sostenere. È la Luna della prosperità, della fecondità, delle conferme; se sorretta dalla Comprensione, potrebbe accogliere amorevolmente l’Intui-zione e generare Conoscenza.

Potrebbe forse rappresentare la luna migliore per intraprendere studi, confermare desideri e propositi, cogliere i frutti di lavori, di progetti e concretizzare le operazioni che hanno come oggetto o fine la prosperità, la fecondità; la donna in questa fase, percepisce istintivamente l’importanza di essere semplicemente sé stessa.

La donna con luna piena è inondata dalla pienezza della propria energia, senza esuberanza, con la massima e naturale semplicità, si mostra per quella che è, niente di più, niente di meno.

Luna Calante: Detta anche Ecate Anziana o Demetra, Eufrosina (la terza delle Grazie) è la luna dello svuotamento, del termine.

Come ogni altro, anche la “luna diventa vecchia” e ci mostra il suo lato calante, si avvia pian piano verso l’oscurità, ritirandosi lentamente (ma non ancora del tutto) nelle proprie riflessioni forse più sagge.

È la fase dell’incantatrice (fase premestruale), le energie di questo passaggio si esprimono quando l’ovulo è stato rilasciato e non viene fecondato; è una fase caratterizzata da un enorme rilascio di energia all’interno di sé.

La donna percepisce il cambiamento e impara a proprie spese cosa significa vedere il corpo, la mente e lo spirito mutare, comprende che questo cambiamento non è un male, anzi, la saggezza porta i suoi vantaggi.

Le energie creative che, se l’ovulo fosse stato fecondato, sarebbero state indirizzate nel formare un bambino, forse vengono rilasciate per creare altre cose nel mondo.

La Luna Calante è anche il momento perfetto per interrompere abitudini e situazioni che non hanno più ragione d’esistere.

Luna Nuova: detta anche Luna Nera o Ecate Infera; durante tale stadio la Luna non è visibile dalla Terra, è molto potente ed è bene fare attenzione alle operazioni che si compiono in questo periodo.

È la fase della strega (il periodo delle mestruazioni), il momento introspettivo e riflessivo: la donna prende piena coscienza delle proprie doti e dei poteri interiori, comprende l’importanza della ciclicità della vita; di come dopo una morte c’è sempre una rinascita e una nuova trasformazione nella vergine.

Sono giorni di rilascio di energie e trasformazione, questo passaggio vede le energie della donna ritirarsi dal mondo esteriore e volgersi verso il mondo interiore dello spirito; è un momento di forte introspezione, in cui è facile aprirsi ad energie, ad istinti antichi e primordiali in cui l’intuito della donna si rinforza.

Legata al momento appena precedente la rinascita, è dunque la Luna del riposo, del non agire, dell’accumulo di nuove forze per acquisire (successivamente) nuove conoscenze.

La Luna è il simbolo che ha dato significato alla donna, nel corso dei tempi, rendendola diversa dall’uomo; si potrebbe definire distintamente femminile, in opposizione alla mascolinità.

Il carattere di luce e saggezza del femminile non è, quindi, solo psichico: il mondo matriarcale significa presenza di un mistero di trasformazione del corpo e di possibile rinascita ad un livello superiore di spiritualità, se ci si sposta dal piano orizzontale a quello verticale con direzione verso l’alto; tutte opzioni che sono comunque in relazione con la notte e con la Grande Madre del cielo notturno: quindi è l’aspetto luminoso della notte, appartiene ad essa e ne esprime la sua spiritualità dalle molteplici sfaccettature.

La luce esiste anche quando il cielo è nuvoloso, quindi la luna, accogliendola e riflettendola, è simbolo di una totalità comprensiva dello sfondo, dal quale emerge.

Giovanna

L’articolo è contenuto nel numero di settembre 2018 della nostra rivista Alla Ricerca del Sé. Scarica tutto il numero.

DESCRIZIONE ARTICOLO:

“Lunatiche” svela un legame profondo: il femminile risuona con la Luna e i suoi cicli. Le quattro fasi (piena, calante, nera/nuova, crescente), di sette giorni ciascuna per un totale di 28, si specchiano in mestruazioni, pre-ovulazione, ovulazione e fase premestruale; da qui i primi calendari lunari a 13 mesi e l’evidenza in gestazione e parto. Ogni fase modula corpo e psiche; corrisponde anche a quattro archetipi (vergine, madre, incantatrice, strega). Riconoscere questo ritmo evita di subirlo e permette di viverlo consapevolmente.

CATEGORIE:

Attorno all’Ara dei Giuramenti, nel cuore del Tempio, sono disposti strumenti simbolici che rappresentano tappe e funzioni del lavoro interiore. Ogni attrezzo muratorio richiama un’azione da compiere su sé stessi, nel percorso di trasformazione spirituale.
• Il Filo a Piombo orienta verso l’equilibrio interiore: invita a calarsi nel proprio asse verticale per discernere ciò che è saldo da ciò che è instabile, essenziale per ogni cammino iniziatico.
• Il Mazzuolo rappresenta la forza volontaria, la spinta risoluta che segue una scelta consapevole e virtuosa.
• Lo Scalpello simboleggia il discernimento e la precisione: senza di esso, ogni colpo rischia di essere cieco, danneggiando invece di perfezionare.
• La Livella esorta a costruire con misura, portando armonia tra le parti, sia interiori che esteriori. È lo strumento dell’equilibrio raggiunto.
• Il Regolo permette di valutare proporzioni, coerenza, giustizia. Invita a confrontare la propria opera con un modello superiore di ordine.
• La Leva allude all’azione ponderata: forza che muove ciò che è pesante, ma solo se guidata dalla coscienza e da un punto di appoggio ben compreso.
• La Cazzuola è simbolo della volontà costruttiva in chiave altruistica: unisce, armonizza, cementa legami su basi spirituali.
• La Pietra Grezza, posata a terra, rappresenta l’uomo nella sua condizione naturale, ancora da lavorare, dominato da istinti e automatismi (Nefesh).
• La Pietra Cubica a punta, scolpita e orientata, simboleggia l’iniziato che ha compiuto un cammino reale, innalzando la propria anima verso Neshamah, la coscienza superiore.

Al centro dell’Ara dei Giuramenti viene deposto il Libro della Legge Sacra, aperto sul Vangelo di San Giovanni. È il punto focale della cerimonia in cui si compie il Mistero del Rito Sacrificale: rappresenta il Verbo Divino e le leggi ineffabili della Creazione, che l’iniziato è chiamato a intuire e, per quanto possibile, comprendere.
Sopra di esso si collocano, incrociati, la Squadra e il Compasso: strumenti fondamentali del Lavoro interiore.
La Squadra indica la necessità di precisione etica e coerenza: invita a misurare ogni pensiero, scelta, parola e azione, avviando l’immersione cosciente nella Nigredo, prima fase dell’Opera alchemica.
Il Compasso, simbolo della coscienza attiva, orienta la connessione tra cuore e mente. Serve a purificare la parte ricettiva dell’anima, rendendola degna di ricevere la Luce e permettendo allo Spirito di prevalere sull’Io materiale.

L’Ara del Giuramento, al centro del Tempio, ha forma quadrata, simboleggiando la stabilità e il mondo manifestato. Il rivestimento in tessuto azzurro, proprio del Grado di Apprendista, evoca il cielo originario e lo stato potenziale della Creazione.
Su di essa si compiono gli atti fondanti del Lavoro rituale: si prestano i giuramenti, si depone il Libro della Legge Sacra, sovrapposto dalla Squadra incrociata al Compasso, e si accendono le Luci della Menorah, il candelabro a sette bracci della Tradizione ebraica. Le sue fiamme possono essere lette in chiave cabalistica come le sette Sephirot inferiori, oppure associate ai sette giorni della Creazione, ai sette chakra o alle scale armoniche.

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