Allorché si intraprenda un percorso di ricerca della “conoscenza”, ci si imbatte inevitabilmente in suggerimenti tradizionali che spingono ad osservare prima di tutto sé stessi e poi ogni cosa ci circondi.
Per riuscirci, viene messo a disposizione uno sconfinato deposito di metodi e di resoconti che si sono accumulati nei secoli con caratteristiche, linguaggi, punti di vista, correlati alle genti che dovevano usufruirne in tempi e luoghi specifici.
Da ciò, si potrebbe dedurre che se si voglia veramente “conoscere”, ben poco possa o debba essere acquisito in modo superficialmente letterale. Sarebbe così opportuno evitare di trasformare ciò che in realtà sia raffinatissimo e complicato, in qualche cosa di grossolanamente semplice, schematico ma lontanissimo dall’essenza pregiata che lo caratterizza come strumento straordinario per accedere ad una porzione di quella conoscenza che si afferma di agognare, magari solo perché necessiti oltre al desiderio, anche d’impegno, concentrazione, volontà.
Entrando nel merito di alcuni punti vista particolari di determinate branche di ricerca, come ad esempio l’astrologia, accade abbastanza frequentemente, soprattutto per i neofiti, chiedersi il perché a fronte di una qualsiasi carta del cielo che si presenti apparentemente bella e armonica (magari con un solo aspetto negativo e con tutti gli altri positivi), poi nella vita quotidiana si manifesti una serie d’inciampi di disturbi che rendono molte cose non facili d’affrontare.
Credo che tra le varie cause, potrebbe risultare di un certo interesse focalizzare l’attenzione sui pianeti in transito sull’eclittica.
Prima di procedere con le spiegazioni di questo mio pensiero, mi permetto di evidenziare per coloro che conoscono poco questa disciplina, che in occidente i temi natali derivati da un’osservazione riguardante un punto di vista geocentrico, proiettato su una fascia stellare abbastanza ristretta, spesso nota come eclittica, si presentano per lo più focalizzando 10 pianeti nei 12 segni e nelle 12 case.
Tra i tanti approcci per la decodificazione di ciò che si osserva, alcuni immaginano di avere 12 elementi simbolici (i Segni), come se fossero l’illustrazione, la trama di 12 diverse rappresentazioni teatrali (la vita dei singoli soggetti sarebbe la somma complessiva di tali rappresentazioni).
In tal modo, in ognuna di esse, avremo 12 differenti scenografie (le 12 case), e la possibile presenza, distribuita in ognuna (sempre in funzione della data/ora di nascita) di 10 attori (da soli od in gruppo) il cui ruolo sarà rappresentato dalle molteplici caratteristiche dei pianeti.
Questi (i pianeti) rappresenterebbero in tal modo l’energia dinamica che alimenterebbe le nostre capacità, le varie parti che compongono la nostra personalità che si potrebbero riassumere in maniera molto sintetica, grossolana (gli esperti mi perdoneranno la rappresentazione di tutto ciò, in effetti multifunzionale, nella riduzione comunque più semplice e nota): il Sole alimenterebbe la nostra energia attiva, la Luna la sensibilità ricettiva, Marte la combattività, Venere la sensualità, Giove l’espansività, Mercurio l’intelligenza, l’interazione dinamica, Saturno la concretizzazione; per i restanti tre, si potrebbe enunciare: Urano la dinamicità ciclica dei cambiamenti, Nettuno la medianità imperscrutabile delle profondità e Plutone la forza primordiale, sotterranea, istintiva.
Le funzioni dei 10 pianeti come si può dedurre dai nomi, sono spesso associate ai miti delle divinità greche. Per alcuni si trasformerebbero così in forme archetipali, tramite cui individuare le personali virtù, ma anche il loro contrario, ovvero gli eccessi, i vizi, le distonie; quindi, le dicotomie proprie della personalità di ognuno.
Da altri punti di vista che evidenzierebbero in tal modo la complessità della rappresentazione simbolica, si potrebbe osservare: Il Sole energia calda, positiva; in eccesso brucia e distrugge, mentre fluidifica ogni cosa. La Luna sensibilità ricettiva; la concretizzazione in eccesso crea freddo, passività, inerzia, ma la forte compressione potrebbe generare una fiammata esplosiva con la creazione di nuove situazioni.
Venere, il mito dea della bellezza, dell’armonia; al contrario creerebbe vanità, lussuria. Marte dio della guerra, forza, coraggio; al contrario rappresenterebbe violenza e brutalità.
Mercurio messaggero degli dei, comunicazione, movimento ma sa-rebbe anche portatore di frode e di furbizia.
Giove dio dell’olimpo portatore di ricchezza e potere regale ma al contrario, sarebbe anche dispotico e tiranno.
Saturno o Cronos (il tempo), la concretezza, la razionalità, la responsabilità ma sarebbe an che la vecchiaia e la misantropia. Come accennavo, queste predisposizioni funzionali (i 10 pianeti) a seconda dei segni e delle case zodiacali che li ospitano, sembrerebbero favorire, sia in modo generale, che particolare per ognuno, il manifestarsi delle molteplici caratteristiche di base molto particolari.
Sempre per i neofiti di questa disciplina, mi permetto una scarna e grossolana definizione delle 12 case riferendomi ad un’interazione esistenziale anche sociale.
Ad esempio, osservandole in sequenza numerica e per lo più da un punto di vista egocentrico: 1) il mondo dell’io, il personale modo d’essere, la maniera in cui si esterna la personalità, la conformazione fisica, l’aspetto, ecc. Parole chiave: Aspetto, Temperamento, Disponibilità, IO.
2) le potenzialità personali, la mentalità con cui si considerano le questioni economiche, gli oggetti che si hanno o si desiderano, le predisposizioni imprenditoriali, ecc. Parole chiave: Talento, Denaro, Generosità, Avarizia.
3) le relazioni vicine, l’educazione intellettuale, la curiosità che spinge ad apprendere, l’intrattenere rapporti con le altre persone, la parola con cui ci si esprime, la socievolezza e per estensione i legami con i fratelli e le sorelle, con i vicini,
i tipi di comunicazione, i piccoli viaggi, il traffico, il pettegolezzo, lo scambio di opinioni, nonché i mezzi di trasporto e di comunicazione rapidi (viaggi di spostamento, telefono, telegrafo, radio). Quindi l’attitudine all’apprendimento, la capacità d’inserimento ambientale. Parole chiave: Educazione, Comunicazione, Movimento. 4) le origini ancestrali, la famiglia natale, le pareti domestiche, le prime esperienze, il bisogno di sicurezza, di protezione. Per estensione indica il rapporto con il paese e l’ambiente natale, nonché la il legame con le origini e le tradizioni, ma anche il modo di completare il ciclo vitale. In essa troviamo delle indicazioni riguardanti le proprietà terriere, i beni immobiliari. Indica anche l’atteggiamento nei confronti della casa in senso materiale, il trovarsi più o meno a proprio agio tra le pareti domestiche, il gusto dell’arredamento, le possibilità di comfort. Parole chiave: Radici, Ereditarietà, Famiglia, Focolare.
5) la creatività, il piacere, il gioco, le inclinazioni ludiche e quelle emotive; anche le possibilità di eccessi che si manifestano quando la vitalità è prorompente o mal orientata, ovvero: piaceri disordinati o troppo dominanti, sempre più intensi e pericolosi, nonché il gioco d’azzardo. Più normalmente la vita mondana, il divertimento, lo sport e le espressioni della vitalità. Rappresenta anche la “qualità” del rapporto generazionale; può indicare la fecondità o la sterilità, i dispiaceri o le gioie procurate dalla prole nonché l’atteggiamento nei confronti di essa.
Per estensione, può indicare anche le capacità didascaliche, l’attitudine all’insegnamento. Più raramente indica una carica proiettata verso la spiritualità. Parole chiave: Creatività, Gioco, Figli, Piacere.
6) il quotidiano, i rapporti con i superiori ed i dipendenti, l’atteggiamento rispetto agli oggetti ed agli animali, i problemi derivati dalle condizioni della salute, i punti deboli del nostro corpo, la cura che gli dedichiamo, il livello di pulizia personale e di eleganza. Qui osserviamo anche le condizioni sociali che tutelano la “norma” e la normalità; troviamo dunque qui la burocrazia, nella dimensione spicciola della vita. Parole chiave: Lavoro, Salute, Servizio.
7) le associazioni, l’incontro/scontro con gli altri, i legami, i rapporti ed anche il matrimonio, le associazioni, i contratti, ma anche i divorzi, separazioni, vedovanze, dispute, processi, rotture di associazioni ed anche dei nemici dichiarati. Le vicende matrimoniali. Parale chiave: Associazioni, Matrimonio, Contratti, Nemici palesi.
8) le eredità, il trapasso, la perdita e l’acquisto di beni patrimoniali avuti in eredità. Per estensione del concetto, la tendenza a maneggiare il denaro altrui (banchieri o finanzieri), ma anche le modificazioni che ogni distacco materiale o spirituale può apportare. Sono qui da considerare le pulsioni sessuali più profonde, l’abilità speculativa, l’atteggiamento rispetto a quell’ultimo definitivo passo che è la morte. Parole chiave: Rinnovamento, Sperimentalismo, Eredità, Sensualità.
9) l’elevazione della maturazione, in cui l’esperienza volge all’astratto, in cui il vissuto si trasforma in opinione. È la casa dei “viaggi” e per estensione, rappresenta ciò che è lontano, che differisce dalla mentalità corrente. L’esplorazione, l’atteggiamento verso l’estero, i rapporti con le persone d’altri luoghi e di altre lingue, la religione e la religiosità ne fanno parte.
È associata con l’educazione nella sua forma più alta.
Il “lontano” geografico e/o mentale. Parole chiave: Viaggi dello spirito e del corpo, Idealismo.
10) la carriera, il compimento individuale; in particolare la sua espressione, lo status sociale e professionale, la realizzazione, l’ambizione ed il successo, l’eccezionalità, talvolta la fama, l’indipendenza, la misura in cui ad essa si tiene, il modo in cui si è portati a realizzarla. Parole chiave: Carriera, Reputazione, Successo.
11) le amicizie, i rapporti interpersonali in tutti i loro aspetti, il tatto, la diplomazia, l’intesa o la rottura, l’equilibrio psichico, le vie possibili e quelle congeniali per raggiungerlo. Indica, il modo in cui la nostra vitalità si modifica a contatto con l’esperienza. Può corrispondere all’autocontrollo, politicamente all’attività diplomatica. Parole chiave: Socievolezza, Equilibrio, Amicizia, Diplomazia.
12) le grandi prove, ciò che si è diventati, ciò che la vita ha portato ad essere, ma anche la fatica, il dolore e forse quello che è rimasto inattuato, che non si è saputo o potuto raggiungere. Nello stesso tempo indica ciò che sfugge alla dimensione immediata o contingente. Tradizionalmente viene considerata come la casa che rappresenta gli ospedali, le prigioni, l’esclusione, la segregazione, l’isolamento. Si collega ai nemici segreti, alle rivalità nascoste, alla rinuncia, all’espiazione, alla resistenza, al coraggio, alle crisi, al recupero. Parole chiave: Solitudine, Sublimazione, Crisi, Bilancio, Ricerche interiori ed esoteriche, Nemici nascosti, Karma.
Si aggiungono poi a completare il racconto della vita di ognuno, gli aspetti tra i pianeti; quelli cosiddetti positivi: i doni, la fortuna, la gioia di vivere, gli aiuti anche spirituali (trigoni, sestili, ecc.) e quelli negativi: (quadrature, opposizioni ecc..) i pesi, le prove, le fatiche, le lotte, le malattie, la malvagità. Essendo inseriti in relazione tra di loro nelle 12 case interagenti con i 12 segni, ci indicano in quali settori si sarà agevolati e in quali invece ci saranno contrasti.
Così, si potrebbe riuscire ad individuare le predisposizioni per i vizi e gli eccessi di un modo di vivere sbagliato (ovviamente tale, se si volesse tendere verso la Luce), attraverso la visione dei pianeti con aspetti negativi del tema natale con quadrature, opposizioni ecc. e in quali case agiscono. Di solito, queste sono cose che molti, per sé stessi, tendono a non voler guardare, approfondire, privilegiando magari scioccamente solo le opportunità migliori, minimizzando le personali inclinazioni alle ingiustizie, in cui si potrebbe essere la vittima o il provocatore di una situazione, perdendo anche l’opportunità di capire l’indicazione e la portata delle possibili prove a cui si ha la predisposizione ad essere sottoposti.
Ritornando alla nostra Obbedienza, se vogliamo fare riferimento al primo suggerimento che abbiamo ricevuto, entrandovi come Apprendiste, tramite la cerimonia rituale d’accettazione, sarà opportuno ricordarci sempre dell’acronimo V.I.T.R.I.O.L.: …visita interiora… e rectificando….. Si potrebbe dedurre che la sintesi del “conoscersi” tenda alla necessità di riscoprire l’origine del personale stato dell’essere, degli eventuali traumi, quindi di accettare la situazione con il peso da portare; poi tentare di riequilibrare ogni cosa, effettuando le indispensabili scelte necessarie a continuare il percorso e conseguentemente anche a vivere meglio.
Credo che attraverso il libero arbitrio riguardante la scelta tra ciò che soggettivamente, in coscienza, si identifica come il bene e il male, si possa mitigare in parte, il fatale influsso negativo, configurato alla nascita, sintetizzabile nell’eccesso, nel vizio, nel continuare a sbagliare, nell’essere soggetti a malanni (per lo più dello stesso tipo e nelle stesse zone corporee), ecc.
Qualcuno teorizza anche una sorta di “moksa” svincolante da queste predisposizioni negative, attraverso un’azione contraria alle stesse, sia su sé stessi, che su gli altri. Ad esempio, ci si potrebbe costringere, soprattutto se faticoso ed oneroso, a preoccuparsi di aiutare a risolvere un’eventuale situazione (analogica con l’afflizione di qualche proprio pianeta distonico) per una persona che subisca soprusi (simili ai personali) nel caso di influenze magari violente, Marziane, oppure per questioni economiche nel caso di Giove, forse per malattie misteriose di Nettuno, ecc.
Sempre secondo alcuni, è probabile che si venga in questa vita con un determinato scopo, con una predisposizione a dover subire, affrontare, accettare determinati compiti, per essere messi alla prova attraverso gli ostacoli, per osservare i nostri comportamenti (in particolare quando si è stretti all’angolo) e soprattutto per divenire capaci di effettuare le nostre scelte, non solo in modo istintivo, reattivo (come un qualsiasi animale) ma attraverso l’utilizzazione cosciente del libero arbitrio (da conquistare progressivamente), per capire e acquisire conoscenza, attraverso la mutazione del proprio stato dell’essere, della personalità.
La nostra carta del cielo di nascita ci racconta le nostre propensioni ed inclinazioni, ma quello che poi le mette in moto, quello che accende le circostanze, sono i pianeti in transito (nei vari periodi) interagendo proprio con le predisposizioni natali, ma anche in funzione delle scelte e delle non scelte (così si ritorna al problema dello stato dell’essere e ad un eventuale percorso iniziatico).
Giusto per farmi capire meglio dai neofiti di questa disciplina, se si prendono in considerazione soprattutto i pianeti lenti, quelli che nell’apparente movimento sull’eclittica, sostano molti anni o mesi, quando si avvicinano già di 5 gradi a delle posizioni interagenti con quelli di nascita, si percepisce tramite tutta una serie di avvenimenti nella personale esistenza, la loro forte influenza soprattutto se è negativa nel favorire il realizzarsi delle predisposizioni. È interessante osservare quando poi sono in perfetta relazione (coincidenza angolare) con i pianeti natali e finalmente quando si spostano di almeno qualche grado, lasciando liberi dalla loro ipotetica influenza.
Tralascerò di dissertare sugli anelli di sosta (per altro, straordinariamente importanti), ma è necessario considerare che esiste anche il fenomeno delle retrogradazioni
(i pianeti sembrano tornare indietro durante il loro incedere).
Sempre per alcuni studiosi, proprio attraverso i fenomeni degli anelli di sosta, sarebbe possibile tramite scelte concrete, mitigare (se non annullare) la predisposizione ai danni di una circostanza, almeno sino a che il moto non torni finalmente diretto, unitamente ad un nuovo modo d’essere, conseguente alle scelte.
I pianeti lenti in transito sembra che preparino il terreno ed i veloci diano poi la spinta a velocizzare una situazione preesistente.
Ad ogni modo, al di là dei punti di vista e delle teorie, se osserviamo attentamente gli avvenimenti che caratterizzano la vita di un soggetto, possiamo notare che per quanto attiene alle cosiddette inclinazioni positive, le cose si manifestano fluidamente, quasi da sole, senza nessun sforzo, tanto che non di rado non si ha piena consapevolezza del momento favorevole sul quale al contrario sarebbe opportuno concentrarsi per ottenere molte più cose; per quelle negative ci sono sempre intoppi, lungaggini, ostacoli, sbagli di valutazione negli accadimenti, un rallentamento di determinati tempi, finché il loro transito sia passato. Così magari ci si incaponisce a reagire come se le cose fossero più favorevoli.
Quando ci sono i pianeti in transito ostili, le situazioni sono stressanti, è come essere in una barca che fa acqua, in cui occorre bloccare continuamente la falla che si è determinata affinché il contesto non diventi eccessivamente distruttivo.
Il pensare o sperare di avere una esistenza sempre facile o semplice in un ambito di sopravvivenza materiale, regolata dalla dicotomia di forze opposte, è una pura utopia.
L’arrivo di un periodo sfavorevole è abbastanza leggibile in una carta del cielo, ma quanto sarà poco o molto distruttivo è complesso da decifrare.
Le cause sono forse nella somma finale di un gioco di incroci di influenze, sia positive che negative dei 10 pianeti in transito sui 10 pianeti natali (a loro volta nelle 12 case e nei 12 segni). La quantità dei danni sarà comunque correlata alle scelte messe in campo. Infatti, non è affatto ininfluente la presa di coscienza su come affrontare le situazioni; più si è grezzi, ignavi, a volte schiavi delle passioni per propria scelta, più si è vittime indifese, inconsapevoli delle predisposizioni fatali.
Se si resta pietra grezza, non c’è evoluzione, non c’è contatto luminoso col mondo spirituale e quindi non c’è nessun aiuto, si è soli a lottare con le pastoie e gli attorcigliamenti del mondo materiale. Però sarebbe eccessivo supporre che anche con un intervento della Provvidenza, non si realizzi almeno solo in parte il disegno del nostro tema natale, visto che siamo sempre materia deperibile e mortale e che con la materia si dovrà comunque interagire. Alcuni, a tal proposito, teorizzano addirittura che forse il programma sia stato deciso o scelto prima di nascere e questo riporterebbe tutto sulla necessità di avere maggiore conoscenza di ciò che possa esistere oltre la semplice materia.
Concludo con qualche semplice considerazione personale, mutuata da molti anni d’osservazione. Se una persona ha una carta del cielo con molti aspetti positivi, durante la sua esistenza, a causa dei pianeti in un transito non favorevole (in quadratura, opposizione ecc.), può trovarsi comunque immersa in periodi esistenziali sgradevoli, fino a che il transito non sia passato; a volte poiché è abituata alle cose che sino ad allora le erano andate sempre bene, potrebbe sembrarle una situazione molto grave, ma in effetti non lo è.
Ad ogni modo, è assodato che nessuno nella vita è esente dal dover affrontare prima o poi le sue problematiche (poche o tante che siano) che come ho già accennato, sono già scritte nelle variabili probabili, abbastanza prevedibili e strettamente correlate al personale stato dell’essere; quindi, lo ripeto, dipendenti da come si pensa, si parla, si agisce.
Chi intraprende un percorso come il nostro, nel tema natale si ritrova spesso con dei pianeti nelle case 8 (morte rinascita), e nella casa 12 (prove), quindi, dovrebbe essere più predisposto degli altri ad intuire la necessità d’affrontarsi ed a non voler subire passivamente gli eventi e le conseguenze. Infatti, se si permane nell’ignoranza e nell’incoscienza con le normali reazioni istintive passionali, quelle predisposizioni oltre che già scritte, saranno inevitabilmente realizzate e se si reagirà maldestramente, guidati solo dall’emotività più animale, potrebbero essere anche amplificate.
La materia è plumbea, pesante, mentre il contatto con la bellezza e la gioia spirituale, attraverso la conoscenza, libera almeno in parte dalla propria prigione materiale.
Sarà opportuno tenerne conto, prima di bussare alla porta di un Tempio.
L’articolo è contenuto nel numero di Marzo 2019 della nostra rivista Alla Ricerca del Sé. Scarica tutto il numero.
La nostra carta del cielo di nascita ci racconta le nostre propensioni ed inclinazioni, ma quello che poi le mette in moto, quello che accende le circostanze sono i pianeti in transito (nei vari periodi) interagendo proprio con le predisposizioni natali, ma anche in funzione delle scelte e delle non scelte (così si ritorna al problema dello stato dell’essere e ad un eventuale percorso iniziatico).
Attorno all’Ara dei Giuramenti, nel cuore del Tempio, sono disposti strumenti simbolici che rappresentano tappe e funzioni del lavoro interiore. Ogni attrezzo muratorio richiama un’azione da compiere su sé stessi, nel percorso di trasformazione spirituale.
• Il Filo a Piombo orienta verso l’equilibrio interiore: invita a calarsi nel proprio asse verticale per discernere ciò che è saldo da ciò che è instabile, essenziale per ogni cammino iniziatico.
• Il Mazzuolo rappresenta la forza volontaria, la spinta risoluta che segue una scelta consapevole e virtuosa.
• Lo Scalpello simboleggia il discernimento e la precisione: senza di esso, ogni colpo rischia di essere cieco, danneggiando invece di perfezionare.
• La Livella esorta a costruire con misura, portando armonia tra le parti, sia interiori che esteriori. È lo strumento dell’equilibrio raggiunto.
• Il Regolo permette di valutare proporzioni, coerenza, giustizia. Invita a confrontare la propria opera con un modello superiore di ordine.
• La Leva allude all’azione ponderata: forza che muove ciò che è pesante, ma solo se guidata dalla coscienza e da un punto di appoggio ben compreso.
• La Cazzuola è simbolo della volontà costruttiva in chiave altruistica: unisce, armonizza, cementa legami su basi spirituali.
• La Pietra Grezza, posata a terra, rappresenta l’uomo nella sua condizione naturale, ancora da lavorare, dominato da istinti e automatismi (Nefesh).
• La Pietra Cubica a punta, scolpita e orientata, simboleggia l’iniziato che ha compiuto un cammino reale, innalzando la propria anima verso Neshamah, la coscienza superiore.
L’Ara del Giuramento, al centro del Tempio, ha forma quadrata, simboleggiando la stabilità e il mondo manifestato. Il rivestimento in tessuto azzurro, proprio del Grado di Apprendista, evoca il cielo originario e lo stato potenziale della Creazione.
Su di essa si compiono gli atti fondanti del Lavoro rituale: si prestano i giuramenti, si depone il Libro della Legge Sacra, sovrapposto dalla Squadra incrociata al Compasso, e si accendono le Luci della Menorah, il candelabro a sette bracci della Tradizione ebraica. Le sue fiamme possono essere lette in chiave cabalistica come le sette Sephirot inferiori, oppure associate ai sette giorni della Creazione, ai sette chakra o alle scale armoniche.
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