Solstizio d’estate 2020 considerazioni varie

Se in corrispondenza della data solstiziale, così per gioco, volessimo continuare ad occuparci di argomenti già accennati, tentando di esplorare dentro e fuori noi stessi, magari assieme agli scettici ma curiosi ed ai neofiti, potremmo provare ad utilizzare ancora una volta alcuni tra i semplici criteri astrologici. Infatti, non è difficile per chiunque acquisirli come metodo; sono alla portata di tutti da millenni. Non occorre alcuna iniziazione per servirsene “intelligentemente”, però non scordando mai di riportare gli aspetti generali, macroscopici, uguali per tutti, ad interagire con le particolarità assolutamente uniche di ogni singola mappa natale.

Comprendo che quanto andrò a sviluppare, seppur in modo estremamente sintetico, sarà probabilmente più agevolmente comprensibile ed apprezzabile dagli “addetti ai lavori”. Invito però anche gli altri a leggere queste poche pagine sino alla fine. Magari si potrebbe scoprire che la realtà esistenziale è decisamente più complessa di quanto si è stati abituati a considerarla. In effetti, è almeno dal 2014 che, sistematicamente, ogni tre mesi, durante i lavori coincidenti con le nostre feste solstiziali ed equinoziali, mi permetto di suggerire, correndo il rischio di tediare qualcuno, di dotarsi del maggior numero di conoscenze idonee a capire meglio i segnali, gli indicatori che potrebbero svelare la qualità spirituale generale e conseguentemente particolare, in cui come singoli soggetti ci si troverebbe immersi in un dato periodo e forse anche dopo.

Uscendo dai soliti stereotipi simbolici che si riferiscono ad elementi stagionali, comunque validi solo per il nostro emisfero (quindi, abbastanza inutili e devianti per spaziare in modo più ampio ed universale), eviterò anche di procedere con i riferimenti mistici che di solito, in alcuni ambiti, vengono attribuiti ai “Signori” dei corpi celesti e delle stelle, presentandoli a volte, anche in modo antropomorfico, angelico, eonico, ecc. Limito i collegamenti anche per lasciare intuire la necessità di non fossilizzarsi mai su stereotipi interpretativi. È importante tentare di azzerare temporaneamente i convincimenti che possono derivare da abitudini seppur “buone”. Ognuno nell’attribuire valori e collegamenti ritenuti consolidati ai simboli, non si accorge di restringerne le potenzialità istruttive. Queste tendenze possono divenire dei limiti nel tentare d’indagare e di rettificare ciò che eventualmente lo necessita. È come sempre necessario svuotare una coppa, se si desidera riempirla con qualche cosa di nuovo. Così, prendendo semplicemente nota dei dati riportati nelle effemeridi, disponibili per chiunque, si potrebbe iniziare con l’osservazione del cielo (a Ravenna) poco prima della mezzanotte, tra il 20 ed il 21 giugno di questo anno.  

Forse incuriosirebbe qualcuno, notare che la testa del drago (nodo lunare nord) è alla fine dei Gemelli, 29° circa, in congiunzione con il Sole a 0°in Cancro.

Per alcuni, una tale, forte, coincidenza sembrerebbe forse un suggerimento epocale per provare a decodificare gli obiettivi spirituali con precisa corrispondenza con il fare materiale nel mondo degli effetti e dell’azione, che dovrebbero interessare l’umanità, almeno sino alla successiva porta solstiziale di dicembre (magari con qualche possibilità di variazioni in corrispondenza della porta equinoziale, in autunno).

Le caratteristiche dicotomiche, aeree, nervose, dinamiche, fantasiose e non sempre trasparenti, di un segno mobile come i Gemelli, unite con quelle ricettive, umide, fluttuanti, impazienti, riverberantisi nella tenacità di un segno cardinale come il Cancro, rappresenterebbero, secondo le decodificazioni più comuni, una tendenza a vivere in modo probabilmente molto “agitato”, variegato, affatto scevro da risvolti poco luminosi e da contrasti forse duri, violenti, se vogliamo tenere in considerazione anche una quadratura con Marte, a circa 25° in Pe-sci ed un’altra però molto più debole con Nettuno, circa 20° in Pesci. Però su entrambi ritornerò con qualche approfondimento.

Ad ogni modo, non possiamo ignorare anche altri pianeti che con il loro moto, sembrerebbe stiano da tempo svelando le caratteristiche delle predisposizioni generali nella scena mondiale; caratteristiche sempre più confermate da ciò che sta accadendo ogni giorno.

Ad esempio, Plutone, Giove e Saturno mantengono lo “stellium”, ovvero, la vicinanza ristretta in una zona dell’eclittica, tra la fine del Capricorno e l’inizio dell’Acquario. Secondo gli stereotipi astrologici più usuali, si tratterebbe dell’unione di energie spirituali con forti problemi di armonizzazione tra loro; poi come sempre, le conseguenze si riverbererebbero, sia sull’umanità in generale, che su ogni singolo, particolare, soggetto.

Sempre secondo le sintesi di decodificazione più convenzionali, sarebbero interazioni tra l’energia svelata o collegata a Plutone, profonda, tellurica, primordiale, magmatica, distruttiva e contemporaneamente creativa in un ciclo di rinnovamento continuo, con quella di Giove collegata al principio della crescita, dell’espansione, della generosità, della giustizia nel senso più elevato e con quella di Saturno collegata alla concretezza, al rigore, al taglio di ogni cosa superficiale, al restringimento, al dovere, alla rigidità, alla logica. Da circa due anni, quella vicinanza si configurerebbe come una situazione difficilmente armonizzabile, con variazioni interattive, soprattutto per Saturno e Plutone.

Giove, essendo più veloce (più o meno un anno per il transito attraverso un segno, sull’eclittica), si è aggiunto dopo, però, viste le sue caratteristiche peculiari, amplificando gli eventuali problemi.

Credo che sia sotto gli occhi di tutti il ribollire delle situazioni a livello mondiale con “stranezze ovunque anche in ogni ambito religioso, ma poi anche locale, da prima del 2018 ad oggi.

Ad ogni modo, occorre non scordare Urano che in questa data solstiziale, sembrerebbe più innocuo (però, opportunità e guai ne avrebbe già svelati o procurati prima, in abbondanza ed avrà occasioni di ripetersi a breve), ma anche Marte e Nettuno.

Per approfondire, sarà opportuno ricordarsi delle caratteristiche degli anelli di sosta, ovvero di quell’apparente moto, avanti ed indietro nei segni, che sembrerebbe caratterizzare soprattutto i pianeti lenti, osservati da una posizione geocentrica.

Secondo le rilevazioni empiriche più comuni, le conseguenze pratiche, concrete, sul piano materiale delle predisposizioni spirituali in campo, svelate da quei transiti particolari, vedrebbero sempre alcune fasi ben precise. È però importante che le deduzioni di ognuno siano conseguenti a riscontri sperimentali, riportati statisticamente per studiare bene, anche solo a posteriori, gli avvenimenti collegati alle posizioni planetarie; al contrario, i semplici citazionismi di autori seppur celebri, sono da prendere sempre con le molle. Potrebbero essere solo proiezioni fantasiose, per lo più prese avventatamente a prestito da altri.

In estrema sintesi, la prima situazione contemplerebbe l’inizio di un moto diretto che svelerebbe la qualità delle predisposizioni, degli intenti, verso precise direzioni, con possibilità ancora abbastanza aperte di operare scelte in sintonia spirituale con luce intellettiva, spirituale, oppure con l’ombra (non sarebbe male riuscire ad agire sempre più in coscienza, già in questa fase). La seconda, durante un movimento retrogrado, in cui le scelte, auspicabilmente le migliori, le più elevate, dovrebbero essere compiute e messe in pratica; la non scelta, sarebbe comunque una scelta, forse affatto buona. La terza, sarebbe conseguente al nuovo movimento diretto, dove ogni cosa si manifesterebbe in modo ormai fatale secondo quelle direzioni, magari con le soluzioni peggiori, quelle che erano individuabili sin dall’inizio del primo moto diretto in un anello temporale e che le azioni più o meno passionali o le non scelte, hanno confermato con tutte le conseguenze ormai inevitabili nella concretizzazione esistenziale. Eventuali decisioni coscienti ma tardive in questa fase, avrebbero effetti veramente limitati sulle possibilità di far deviare o semplicemente “addolcire” gli avvenimenti.

Quindi, le scelte generali, somma di quelle personali (sarebbe bene ricordarselo; nel camino dell’umanità nessuno si può, si deve, sentire mai “fuori”), continuano ad avere un peso fondamentale per favorire l’interazione dall’alto con ciò che è in basso e poi viceversa, in una sorta di andirivieni di influenze, di scelte, di conseguenze concrete.

Ciò mi porterebbe a ricordare il sogno di Giacobbe in cui si visualizza una scala tramite cui forme angeliche scendono da cielo e risalgono dalla terra, in un ciclo continuo.

Ora osserviamo anche le caratteristiche di Urano, nome della divinità primordiale identificata anche in Grecia come il “cielo stellato”. Sono quelle dell’imprevedibilità, del cambiamento drastico, improvviso, dell’elettro-dinamicità, della rivolta, dell’indipendenza più o meno egocentrica.

Negli ultimi sette anni, il suo cammino, caratterizzato da anelli di sosta, non è certo stato ininfluente rispetto alle interazioni con i pianeti di cui ho già fatto cenno, nel coincidere con situazioni, avvenimenti generali e personali. Oppure si è solo limitato a svelarne i movimenti spirituali.

Ad esempio, nella primavera del 2013, si era manifestato un anello di sosta in Ariete, interagente sino alla primavera del 2014 con un anello di sosta di Plutone in Capricorno. Ognuno può andare a ricercare in particolare, tra i molteplici avvenimenti a livello mondiale, gli eventuali: attentati, catastrofi, elezioni, rivolte, riunioni politiche, invenzioni, ecc. Per quanto ci riguarda come Ordine e Rito, non è certo stato un periodo di poco conto per la lacerazione improvvisa dei rapporti con strutture, soggetti esistenti e con la contemporanea, diversa, evoluzione degli ambiti eggregorici, tramite la creazione di nuovi rapporti, la conferma di alcuni esistenti e con la rettifica dei cammini.

Sarebbe poi utile, con il procedere degli anni fino alla data solstiziale del 2020, osservare, spaziare, sia a livello mondiale, che con focalizzazioni più ristrette (sino a quelle personali), lo sviluppo dinamico di eventi connessi ai successivi anelli abbastanza lunghi come durata temporale, che sarebbe opportuno riguardare anche in funzione del movimento di Giove con caratteristiche amplificatorie per ogni cosa. Infatti, dalla seconda decade del Cancro, nella primavera 2014, procedendo a sua volta con anelli di sosta, è arrivato alla terza decade del Capricorno di oggi e quindi da mesi, si trova in piena interazione da congiunzione, con Plutone e poi con Saturno.

Continuerà a farlo con una certa incisività sino alla fine dell’inverno 2021, ma relazionandosi in quadratura con Urano il quale manterrà successivamente anche con Saturno questo rapporto affatto armonico per lungo tempo e con tutto ciò che ne potrà conseguire, in funzione delle rispettive caratteristiche, dirompenti tra loro, già accennate sopra.

Sarà poi opportuno osservare Nettuno che potrebbe apparire in condizione tranquilla e magari favorevole alle predisposizioni riguardanti l’interazione con il Nodo Lunare nord (gli obiettivi evolutivi). È generalmente collegato alla profondità delle acque reali o spirituali, ai sogni, alle illusioni, ai voli di fantasia, alla fuga dalla realtà, sino alle condizioni estreme di alterazione psichica ma anche al culto del diverso, non sempre necessariamente positivo, bello, buono. È pure collegato alle difese immunitarie, alle cose nascoste ed a tutto ciò che è difficile da individuare.

Nel mese di Settembre 2019, durante un suo anello di sosta in Pesci, si è trovato ad interagire in quadratura sino a Novembre, con le amplificazioni, in questo caso affatto benevole, di Giove in Sagittario. C’è stata una strana coincidenza temporale con la manifestazione iniziale, assolutamente poco osservata od ancora nascosta, della pandemia virale che ci sta affliggendo.

Sempre in tema di coincidenze potrebbe essere interessante notare, ad esempio, il rapporto angolare tra gli anelli di sosta di Saturno e quelli di Nettuno a partire dall’autunno 2015 ma poi a seguire per buona parte del 2016. Si sono osservate manifestazioni terroristiche ovunque. Problemi affatto trasparenti riguardante l’organizzazione sociale ed economica in Grecia. Fibrillazioni (continuando il rapporto di quadratura) nel Regno Unito che sono culminate in giugno 2016 con il referendum sulla “brexit”, ecc.

Però se andiamo indietro nel tempo, potremmo notare che a fine 2002 un rapporto di opposizione tra anelli di sosta di Nettuno nella prima decade dell’Acquario e quelli Giove nella seconda del Leone, coincisero con l’inizio della pandemia della S.A.R.S.

Ora se osserviamo il rapporto angolare di Nettuno con lo stellium in Capricorno, il problema non è forse individuabile nello scambio dei flussi interattivi che secondo le convenzioni dovrebbe essere senza intoppi, positivo, essendo in sestile, ma bensì, proprio nel collegamento con le caratteristiche dello stellium, a mio avviso abbastanza inquietanti, come ho già accennato sopra e che forse il rapporto favorevole di sestile, non migliorerà più di tanto.

Su tutto questo si è esercitato da Gennaio, un transito di Marte che con le sue caratteristiche ci accompagnerà per vari mesi.

Per inciso, Marte è normalmente collegato alla violenza, alla distruzione, alle passioni sfrenate, al ferro, ai traumi, alle ferite sanguinanti da taglio, alle infiammazioni, alle manifestazioni, colleriche, brutali, pericolose, alle aggressioni violente con le conseguenze anche nefaste, ecc. Il suo transito su questo rapporto tra Nettuno e lo stellium costituito dalla congiunzione non certo armonica tra Plutone, Giove e Saturno, sembrerebbe aver svelato il manifestarsi di un’ondata spirituale assolutamente violenta, affatto luminosa, con conseguenze drastiche: dolori, impennata delle malattie, morti, restrizione oggettiva delle libertà sociali, delle frequentazioni religiose, ecc. Insomma, una drastica modifica degli equilibri in tutto il pianeta.

Quello che però incuriosisce di più, sono due suoi anelli di sosta che a partire dal 29 giugno lo vedranno permanere in modo straordinariamente lungo, sino al 6 gennaio 2021, in Ariete, dove secondo le decodificazioni convenzionali ha la sua dimora. Verso la fine di questo periodo si metterà in relazione disarmonica di quadratura, con Giove, Saturno e con Plutone, senza tralasciare una congiunzione dirompente con Urano. Cose su cui sarà forse opportuno tenere gli occhi puntati, guardandosi attorno, perché a livello, sia personale che mondiale, i segnali di qualche cosa in forte cambiamento, dovrebbero potersi osservare abbastanza facilmente, per chi li vorrà vedere.

Non ho certo dimenticato Sole e Luna che sono i più veloci a muoversi sull’eclittica; poi, però anche su Mercurio e Venere occorrerebbero ulteriori approfondimenti particolari.

Ad ogni modo, lo scopo non era quella di sviluppare un trattato riguardante le scienze astrologiche.

Tutte queste cose sembrerebbero volerci riportare a prendere in considerazione concetti macroscopici di predisposizioni dicotomiche, più o meno fatali, conseguenti a flussi spirituali di cui i pianeti e le stelle, come simboli, archetipi, ecc. potrebbero svelarne la dinamicità con le ricadute nel mondo dell’azione, degli effetti, del fare sempre più materiale. Ovviamente, da un punto di vista mistico, i valori in campo si arricchirebbero di ben altri elementi su cui un iniziato in qualsiasi percorso spirituale, farebbe bene concentrarsi.

Però come accennavo all’inizio, chiunque potrebbe cercare di riportare nel microcosmo della propria mappa natale, gli eventuali svelamenti concettuali degli stessi flussi generali, cercando di comprendere come interagiscano con le predisposizioni natali, assolutamente uniche per ognuno. Quindi riuscendo a conoscersi progressivamente sia nel fisico, che nell’interiorità più nascosta.

Se le teorie e le sperimentazioni empiriche degli anelli di sosta, attraversati continuamente da corpi celesti veloci, possono avere un minimo di validità, si potrebbe dedurre ancora una volta, anche con questi tipi di strumenti d’osservazione, che la cosciente consapevolezza di come e di cosa si pensa, si pronuncia, si compie, non sia affatto ininfluente nei riguardi di sé stessi e di tutta l’umanità. A maggior ragione sono necessari molteplici strumenti di conoscenza e non certo inutili orpelli, medaglie, grembiuli, fasce dai molteplici cromatismi, titoli più o meno roboanti di gradi, ecc. se sono esibiti solo per pavoneggiarsi, per compensare la consapevolezza di non “conoscere” veramente alcunché.

Al fine tentare quei mutamenti, quelle rettifiche di ciò che al contrario, senza coordinamento di mente ed anima, progressivamente più liberi dalle cupidità passionali, non vedrebbero gli stati dell’essere diretti verso obiettivi luminosi, ma si si manterrebbero solo all’interno di quei progetti fatali, buoni o meno buoni per ogni cosa esistente, che sembrerebbero comunque armonizzarsi con l’eterna “musica delle sfere”, è necessaria quella conoscenza empirica, interiore ed esteriore che non va mai confusa con la cultura, soprattutto se presa in prestito.

Quelle “sfere”, indicherebbero i ritmi ed i tempi di una sequenza esistenziale definita sin dall’origine di ogni cosa, contenente comunque le infinite opzioni di cambiamento interagente con le leggi della creazione, così come si potrebbe dedurre osservandole, allorché sia necessario rigenerare ciò che non sia perfettamente in linea con l’ineffabile progetto divino. L’umanità in generale ed i singoli, potrebbero avere come sempre, un’opportunità di essere attori attivi, partecipando con la volontà e con le scelte concrete, se la conoscenza di sé stessi e di tanto altro, sarà stata conseguita, almeno un poco, senza escludere la liberazione dalle abitudini, dagli automatismi mentali, spesso conseguenti alla comune formazione educativa, consentendo al Sé più luminoso di emergere sempre più libero dalla “prigione passionale” e dalle esigenze, dai condizionamenti carnali. Così potrà armonizzarsi con lo Spirito per il bene di tutti.

S⸫G⸫ H⸫ S⸫ G⸫ M⸫ Renato Salvadeo

L’articolo è contenuto nel numero di Giugno 2020 della nostra rivista Alla Ricerca del Sé. Scarica tutto il numero.

DESCRIZIONE ARTICOLO:

Uscendo dai soliti stereotipi simbolici che si riferiscono ad elementi stagionali, comunque validi solo per il nostro emisfero (quindi, abbastanza inutili e devianti per spaziare in modo più ampio ed universale), eviterò anche di procedere con i riferimenti mistici che di solito, in alcuni ambiti, vengono attribuiti ai “Signori” dei corpi celesti e delle stelle, presentandoli a volte, anche in modo antropomorfico, angelico, eonico, ecc.

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Attorno all’Ara dei Giuramenti, nel cuore del Tempio, sono disposti strumenti simbolici che rappresentano tappe e funzioni del lavoro interiore. Ogni attrezzo muratorio richiama un’azione da compiere su sé stessi, nel percorso di trasformazione spirituale.
• Il Filo a Piombo orienta verso l’equilibrio interiore: invita a calarsi nel proprio asse verticale per discernere ciò che è saldo da ciò che è instabile, essenziale per ogni cammino iniziatico.
• Il Mazzuolo rappresenta la forza volontaria, la spinta risoluta che segue una scelta consapevole e virtuosa.
• Lo Scalpello simboleggia il discernimento e la precisione: senza di esso, ogni colpo rischia di essere cieco, danneggiando invece di perfezionare.
• La Livella esorta a costruire con misura, portando armonia tra le parti, sia interiori che esteriori. È lo strumento dell’equilibrio raggiunto.
• Il Regolo permette di valutare proporzioni, coerenza, giustizia. Invita a confrontare la propria opera con un modello superiore di ordine.
• La Leva allude all’azione ponderata: forza che muove ciò che è pesante, ma solo se guidata dalla coscienza e da un punto di appoggio ben compreso.
• La Cazzuola è simbolo della volontà costruttiva in chiave altruistica: unisce, armonizza, cementa legami su basi spirituali.
• La Pietra Grezza, posata a terra, rappresenta l’uomo nella sua condizione naturale, ancora da lavorare, dominato da istinti e automatismi (Nefesh).
• La Pietra Cubica a punta, scolpita e orientata, simboleggia l’iniziato che ha compiuto un cammino reale, innalzando la propria anima verso Neshamah, la coscienza superiore.

Al centro dell’Ara dei Giuramenti viene deposto il Libro della Legge Sacra, aperto sul Vangelo di San Giovanni. È il punto focale della cerimonia in cui si compie il Mistero del Rito Sacrificale: rappresenta il Verbo Divino e le leggi ineffabili della Creazione, che l’iniziato è chiamato a intuire e, per quanto possibile, comprendere.
Sopra di esso si collocano, incrociati, la Squadra e il Compasso: strumenti fondamentali del Lavoro interiore.
La Squadra indica la necessità di precisione etica e coerenza: invita a misurare ogni pensiero, scelta, parola e azione, avviando l’immersione cosciente nella Nigredo, prima fase dell’Opera alchemica.
Il Compasso, simbolo della coscienza attiva, orienta la connessione tra cuore e mente. Serve a purificare la parte ricettiva dell’anima, rendendola degna di ricevere la Luce e permettendo allo Spirito di prevalere sull’Io materiale.

L’Ara del Giuramento, al centro del Tempio, ha forma quadrata, simboleggiando la stabilità e il mondo manifestato. Il rivestimento in tessuto azzurro, proprio del Grado di Apprendista, evoca il cielo originario e lo stato potenziale della Creazione.
Su di essa si compiono gli atti fondanti del Lavoro rituale: si prestano i giuramenti, si depone il Libro della Legge Sacra, sovrapposto dalla Squadra incrociata al Compasso, e si accendono le Luci della Menorah, il candelabro a sette bracci della Tradizione ebraica. Le sue fiamme possono essere lette in chiave cabalistica come le sette Sephirot inferiori, oppure associate ai sette giorni della Creazione, ai sette chakra o alle scale armoniche.

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