Occorre fare chiarezza nei confronti della Spagyria e dell’Alchimia. Sono materie sconosciute ai più e non solo alle persone comuni ma anche, se non soprattutto, ai più colti.
È l’Alchimia stessa che rifugge la divulgazione. Uno dei problemi deriva dal fatto che spesso nel pensiero comune, il termine Alchimia diviene sinonimo di trasmutazione. O peggio sinonimo di Magia. L’alchimista può produrre tutto l’oro che vuole, trasmutare qualsiasi metallo vile, può curare qualsiasi tipo di malattia, conoscere qualsiasi cosa passata, presente e futura, ecc. La confusione è facile da fare. È piuttosto facile credere che l’atto magico rituale o di altra natura, possa coincidere e non semplicemente avere a che fare con l’Alchimia.
Ecco che a questo punto, ci si domanderà perché l’Alchimia stessa rifugge la divulgazione offrendo il fianco a mistificazioni e sofisticazioni. Così facendo, l’alchimia diviene una chimera; per qualcuno è un processo psicologico, per altri la chimica di altri tempi, per altri la magia, per altri ancora una menzogna, ecc. Perché dunque gli alchimisti non parlano e non scrivono in chiaro e con terminologie comprensibili? Perché sarebbe una semplificazione riduttiva di argomenti metafisici che richiedono una adeguata preparazione mentale e spirituale. In realtà, sono esistiti contatti molto stretti tra alcuni alchimisti e la magia (vedi Tritemio e Agrippa per esempio); contatti tra l’astrologia e la Spagyria sono fondamentali, tanto che non si può fare Spagyria senza astrologia e viceversa. Non mancano accenni ai testi sacri delle più svariate mistiche; alchimisti-medici, come Arnaldo da Villanuova e alchimisti-monaci, come Basilio Valentino, costruttori di cattedrali, ecc.
L’alchimia è: l’arte di produrre la Pietra Filosofale. Si dice “adepto” il Filosofo o Alchimista che ha ottenuto questo risultato. I pochi adepti conosciuti ne hanno descritto gli effetti con precisione ma non hanno mai svelato in chiaro, i processi e le materie necessari per produrla.
Questa Pietra Filosofica è come una “Medicina Universale” per qualunque disfunzione in qualunque regno di Natura. Riporta allo “stato di perfezione” qualunque “individuo di natura”.
L’alchimista cerca di perfezionare sé stesso e i processi della Natura. È evidente che per fare questo, era necessario conoscere quei profondi processi della Natura ovvero essere “Filosofi” (Gli alchimisti erano spesso filosofi, matematici, astronomi, astrologi, medici, artisti in varie discipline, frati, teologi, ecc.).
L’alchimista non cerca facili guadagni o arricchimenti, né si presta a mistificazioni. Lo scopo è la rigenerazione dell’essere per una “evoluzione” interiore, come lo Yoga o molte altre discipline, ma non ha niente a che fare con queste. L’alchimista studia, osserva, medita e applica in laboratorio. L’alchimia non è riducibile a un semplice processo psicologico; spesso si nasconde sotto la simbolica religiosa, specie Cristiana ma non è mistica.
Anzi, spesso, gli alchimisti sono stati perseguitati dalle religioni. L’accusa più diffusa che ricevevano era quella di volersi paragonare a Dio, di pretendere, a ragione o a torto, di voler incarnare Dio, facendo “miracoli” contro il Suo volere.
L’alchimia è un’arte che non può essere pienamente insegnata, ma lascia a ogni ricercatore, ogni porta possibile, in modo che il risultato della ricerca dipenda dallo sforzo personale e dal proprio merito.
Nel regno della pianta, la Pietra del Filosofo rende possibile la palingenesi, una serie di processi curiosi, tra i quali c’è un corpo che può rinascere dalle proprie ceneri. Nel regno minerale conduce i metalli allo stato di perfezione, che in questo ambito corrisponde allo stato aureo; cioè trasmuta i metalli in oro, metallo nobile che, tra le sue varie qualità, ha il pregio di non deteriorare, non ossidarsi, né degradarsi in carbonato come il rame. È il metallo del sole per eccellenza.
Nell’uomo, tale medicina agisce come un cammino verso una profonda trasformazione. Grazie alle sue proprietà rigeneranti, fornisce uno stato di piena salute curando e riequilibrando eventuali cambiamenti nelle funzioni vitali del corpo. Agisce sull’anima elevandola a uno stato di beatitudine e di conoscenza assoluta.
Porta allo stato angelico: uno stato di coscienza superiore che consente all’Adepto di attraversare e di viaggiare attraverso tutte le dimensioni dell’essere.
Il misterioso materiale di partenza per la medicina universale è chiamato Mercurio dei Filosofi e può essere teoricamente trovato ovunque in qualsiasi regno della natura ed è presente anche in noi. Questa materia, chiamata anche Anima Mundi o Spirito Universale, è la materia più sottile di tutte le sostanze, incorruttibile e immutabile nella sua essenza, il soffio divino del principio vitale.
Bisogna saper cercare e si troverà.
Dall’alchimia questo Spirito può essere reso tangibile e visibile dai Saggi che conoscono la separazione naturale e sanno liberare, per via filosofica, il puro dell’impuro.
La parola “Spagyria” viene impiegata per la prima volta dagli adepti della scuola di Paracelso e significa “estrarre ciò che vi è di divino”. Gli Spagyristi vorrebbero quindi elaborare un ente di natura estraendone i doni divini. Si vuole estrarre da questo o quell’Individuo di Natura, ciò che Paracelso definisce “Archeus”; non un “principio attivo” della pianta in senso chimico, ma la sua anima, la sua forza vitale, l’Archetipo che sta dietro alla manifestazione fisica e che conduce la manifestazione stessa.
Il termine Spagiria, talvolta viene utilizzato come sinonimo di Alchimia, ma in realtà si riferisce solo alla tecnica con cui estraggono delle “quintessenze” vegetali e minerali, in accordo con principi astrologici (e alchemici). Le piante e i minerali che sono stati preparati con tecniche spagiriche, trovano impiego in Medicina specialmente per riequilibrare pianeti in squilibrio, segnalati in un Tema Natale oroscopico o di Rivoluzione o di Transito.
L’Alchimia, specialmente quella medievale, riprendendo antichi concetti egizi, ben occultati nel simbolismo geroglifico, afferma che la composizione della Natura, ossia dell’Universo, dell’uomo e di tutto ciò che esiste, si riassume nel ternario Zolfo-Mercurio-Sale.
L’individuo che intende cominciare questo percorso iniziatico, lo dovrà compiere con “vigilanza” per non percorrere false strade e “perseveranza”, ossia con una ferrea forza di volontà, e con la comprensione del significato esoterico dei tre Principi. Questo imperativo vale, sia se si vuole seguire l’Alchimia cosiddetta spirituale, che l’alchimia operativa e spagirica; sia sul piano materiale oppure animico o spirituale, secondo il piano di coscienza raggiunto.
Sul piano spagirico lo Zolfo-Spirito è rappresentato dall’olio essenziale della pianta, il Mercurio-Anima dall’alcool che si ottiene dagli zuccheri della pianta, il Sale-Terra dai Sali minerali che si ottengono dalla putrefazione e calcinazione della pianta.
Da questi Principi nascono i quattro Elementi basilari, cardini di tutto l’Universo: Fuoco, Aria, Acqua, Terra.
La via dell’ascesi è formata da queste quattro strade perché è da questo punto che inizia il lavoro dell’Arte, ovvero il principio conoscitivo alchemico che deve produrre la Pietra Filosofale.
La Terra rappresenta non solo il Corpo fisico formato da atomi, molecole e dalle energie fisiche, magnetiche che lo governano. Esso in campo alchemico, è quello da cui si estrae il sale Filosofico mediante l’azione del Fuoco attraverso la calcinazione. È la prima e fondamentale opera che l’iniziando deve compiere all’inizio del suo cammino palingenetico. È un viaggio che deve compiersi all’interno del proprio Essere; è ben simboleggiato dall’acronimo VITRIOL e dalla comprensione del significato di spazio-tempo (clessidra, falce). Il corpo deve simbolicamente morire con tutte le costellazioni formate dagli istinti, desideri, bisogni.
L’elemento Acqua corrisponde all’animo. Relativamente all’essere umano, rappresenta il sentimento che non è percepito attraverso i sensi, ma attraverso il corpo emotivo. Conoscerlo, significa conoscere le proprie acque; disciplinare questo corpo, significa “stare al di sopra delle proprie acque”, purificarsi, non essere sommerso dal mare dei sentimenti ed emozioni che travolgono il proprio Io.
L’Aria rappresenta la sfera del pensare. È fuori dubbio che se il pensiero è al servizio della volontà, la spiritualità si eleva; se è al servizio della sentimentalità scende verso il corpo, verso il sentimento che ha sede nel corpo, verso la materialità. È nella sfera dell’Aria che risiedono le Idee Archetipali che si sostanzializzano nella Materia e che gli antichi iniziati identificarono con gli Dei.
Sopra a tutti gli elementi citati, la maggiore importanza è data al Fuoco, il campo spirituale che permea tutto il Creato e che fa sì che le cose siano. È il “deus ex machina” che agendo sulla Materia ne provoca la metamorfosi, scopo finale dell’Alchimia, ma specialmente nell’uomo che ha intrapreso il cammino iniziatico nella sua interiorità. Il lavoro sulla Natura è simile al lavoro sull’uomo perché entrambi obbediscono alle stesse leggi universali.
Nella quadruplicità degli elementi è contenuto il ternario dei tre principi e in essi la dualità espressione dell’Uno.
Voglio concludere con quanto ho letto e meditato su alcune affermazioni scritte in un testo alchemico:
La Materia prima degli ermetisti è all’inizio del processo (alchemico) caotica ed è simboleggiata da un cerchio, il Caos Elementare. Con il processo di dissoluzione che si compie tramite l’Arte si formano i quattro elementi che possono essere rappresentati da un quadrato che contiene il cerchio della sostanza caotica. Il triangolo che contiene il quadrato rappresenta i tre elementi ed è un triangolo isoscele con gli angoli alla base di 72° (come le pulsazioni cardiache) e l’angolo al vertice di 36° (Come due atti del respiro).
La somma 72+72 è uguale a 144 e rappresenta l’Apertura dei Cieli.
Su questo triangolo si può costruire un cerchio che contiene in sé il triangolo, il quadrato e il 1° cerchio.
Il rapporto tra la superficie del primo cerchio e il secondo è da 1 a 8. Simbolicamente la conclusione è: L’Adepto è superiore di un’ottava dell’uomo non iniziato che vive nell’ignoranza e nella materialità.
Al di là di queste considerazioni, è evidente che il cerchio rappresenta l’inizio e la conclusione dell’Opera.
La pietra grezza, informe, iniziale, si è trasformata in ORO.
L’articolo è contenuto nel numero di Aprile 2021 della nostra rivista Alla Ricerca del Sé. Scarica tutto il numero.
L’alchimista cerca di perfezionare sé stesso e i processi della Natura. È evidente che per fare questo, era necessario conoscere quei profondi processi della Natura ovvero essere “Filosofi” (Gli alchimisti erano spesso filosofi, matematici, astronomi, astrologi, medici, artisti in varie discipline, frati, teologi, ecc.).
Attorno all’Ara dei Giuramenti, nel cuore del Tempio, sono disposti strumenti simbolici che rappresentano tappe e funzioni del lavoro interiore. Ogni attrezzo muratorio richiama un’azione da compiere su sé stessi, nel percorso di trasformazione spirituale.
• Il Filo a Piombo orienta verso l’equilibrio interiore: invita a calarsi nel proprio asse verticale per discernere ciò che è saldo da ciò che è instabile, essenziale per ogni cammino iniziatico.
• Il Mazzuolo rappresenta la forza volontaria, la spinta risoluta che segue una scelta consapevole e virtuosa.
• Lo Scalpello simboleggia il discernimento e la precisione: senza di esso, ogni colpo rischia di essere cieco, danneggiando invece di perfezionare.
• La Livella esorta a costruire con misura, portando armonia tra le parti, sia interiori che esteriori. È lo strumento dell’equilibrio raggiunto.
• Il Regolo permette di valutare proporzioni, coerenza, giustizia. Invita a confrontare la propria opera con un modello superiore di ordine.
• La Leva allude all’azione ponderata: forza che muove ciò che è pesante, ma solo se guidata dalla coscienza e da un punto di appoggio ben compreso.
• La Cazzuola è simbolo della volontà costruttiva in chiave altruistica: unisce, armonizza, cementa legami su basi spirituali.
• La Pietra Grezza, posata a terra, rappresenta l’uomo nella sua condizione naturale, ancora da lavorare, dominato da istinti e automatismi (Nefesh).
• La Pietra Cubica a punta, scolpita e orientata, simboleggia l’iniziato che ha compiuto un cammino reale, innalzando la propria anima verso Neshamah, la coscienza superiore.
L’Ara del Giuramento, al centro del Tempio, ha forma quadrata, simboleggiando la stabilità e il mondo manifestato. Il rivestimento in tessuto azzurro, proprio del Grado di Apprendista, evoca il cielo originario e lo stato potenziale della Creazione.
Su di essa si compiono gli atti fondanti del Lavoro rituale: si prestano i giuramenti, si depone il Libro della Legge Sacra, sovrapposto dalla Squadra incrociata al Compasso, e si accendono le Luci della Menorah, il candelabro a sette bracci della Tradizione ebraica. Le sue fiamme possono essere lette in chiave cabalistica come le sette Sephirot inferiori, oppure associate ai sette giorni della Creazione, ai sette chakra o alle scale armoniche.
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