Lilith – Luna nera

Vorrei parlare brevemente di Lilith-Luna nera che, contrariamente al nome evocativo, non sembrerebbe corrispondere a nessun pianeta o ad asteroide come può essere ad esempio, Chirone.

Così come lo conosciamo abitualmente, è un punto di interesse astrologico, abbastanza moderno; per importanza al pari, forse, del punto di fortuna o di morte.

Quindi, dal punto di vista metafisico non è facilmente riconducibile ad una entità specifica ma ad un aspetto, ad una sfaccettatura, ad una interazione tra la deambulazione di due o più di due corpi.

In effetti si potrebbe considerarlo come una sorta del frutto di questi movimenti.

Ad ogni modo, anticamente Lilith era in realtà il nome dato a un secondo satellite naturale della Terra; non identificavano solo la Luna. Gli antichi egizi lo chiamavano Nefti; per i Greci si poteva trattare di un’anti-Terra, invisibile dal pianeta terrestre.

Alcuni astronomi a partire dal XVII secolo ma sino al XIX, sostennero di essere riusciti ad individuarlo ma essendo con una superficie molto scura, non riuscirono a seguirne il movimento, perdendone le tracce.

Abitualmente, proprio per queste caratteristiche, Lilith – Luna nera non è molto considerata e la stragrande maggioranza degli astrologici non ne fa uso per l’interpretazione.

L’ho scoperta seguendo le lezioni dell’astrologa Grazia Mirti che considera questo punto, dopo trent’anni di consulenze, insegnamento e verifiche sul campo, importante sia per l’interpretazione psicologica del tema di nascita che per la lettura successiva dei transiti.

Vorrei quindi spendere due righe su questo argomento, in base alla mia esperienza. Ho provato ad inserirlo nei temi natali e ho notato che, effettivamente, la sua valutazione mi ha reso l’interpretazione più completa.

Lilith (se non si considera il pianeta misterioso) è solo uno dei fuochi dell’ellittica lunare. La terra occupa uno dei suoi fuochi mentre l’altro fuoco sarebbe occupato da un accumulo di forze, chiamato appunto Lilith – luna nera. La sua posizione viene calcolata tenendo conto del punto più lontano (Apogeo) e di quello più vicino (Perigeo).

Forse il motivo della scarsa considerazione di questo punto astrologico deriva anche dalla “brutta fama” associabile al nome.

Le ragioni della sua immagine molto discussa vanno ricercate nella tradizione ebraica.

Ad esempio, Primo Levi ci racconta, nel suo libro Lilith, di una donna che Dio fece uguale all’uomo ma sottomessa a lui. Lilith non si volle sottomettere al suo volere e si ribellò all’uomo, trasformandosi in una sorta di demonessa, sospettata delle più grandi nefandezze e cacciata dal Paradiso Terrestre.

Nelle ipotesi di calcolo astrologico, Lilith – luna nera compie il suo cammino in circa nove anni, mentre i Nodi Lunari lo compiono in 18-19 anni. I due punti sensibili si congiungono e si oppongono con regolarità.

Il suo simbolismo, secondo alcuni, rimanderebbe al concetto del Desiderio e del Rimpianto che la caratterizza.

Un’ipotesi interpretativa del concetto simbolico è stata analizzata dallo psicanalista francese Philippe Granger che pubblicò, nella linea di Armenia “la Biblioteca di astrologia”, il libro La Luna Nera.

Individuò in questo archetipo stellare, i concetti di desiderio e rimpianto analizzati a livello della “perdita originaria”, dell’espulsione dal Paradiso Terrestre e dello sdoppiamento di quando l’oggetto desiderato diventa indispensabile.

Il desiderio/rimpianto può essere ricondotto al nostro nocciolo sconosciuto di cui ignoriamo la forza, al paradiso di cui serbiamo memoria.

Là dove si trova Lilith nella nostra carta del cielo, possiamo probabilmente notare nelle esperienze di vita, un segno di incancellabile assenza o desiderio. Può trattarsi di una spinta all’identificazione di sé o mostrare un vuoto, un’assenza, che vuole essere colmata o ampliata.

Il suo ruolo potrebbe anche corrispondere alla scelta eterna fra bene e male.

Seguendo la sua influenza, in senso positivo, saremo stimolati a scoprire debolezze, limiti e precarietà del nostro tema natale. In negativo può rappresentare il nostro lasciarsi trascinare dalla forza inconscia e istintuale coesistenti dentro di noi.

In questo senso Lilith – Luna Nera, sempre secondo alcuni, potrebbe essere collegata a: rimpianto, rimorso, nostalgia, privazione, retaggio, cicatrice, memoria, traccia, esperienza non vissuta o vissuta male.

Chiaramente l’ambito d’azione della privazione, o il campo o gli oggetti desiderati, i rimpianti o le esperienze non vissute, le possiamo intuire dalla casa occupata e dalle congiunzioni/opposizioni di Lilith con i pianeti della nostra carta del cielo.

È bene rammentare che l’astrologia, nel nostro percorso spirituale, come altre discipline interagenti con i testi liturgici, è un potente strumento di conoscenza; della conoscenza di noi stessi, prima di tutto.

Siamo portati a non notare o vedere i limiti e i blocchi che sono insiti in noi. Tali limiti sono determinati da svariati motivi che possono andare dalla genetica, all’educazione o agli schiaffi della vita.

Lilith, in questo senso, sembrerebbe importante perché è capace di concentrare, nella sua simbologia, alcune nostre manchevolezze, ciò che vorremmo e difficilmente riusciremmo ad essere.

Può risultare anche d’aiuto sul piano fisico oltre che su quello inconscio, ovvero indicare fragilità di organo a seconda delle sue congiunzioni e dei segni che la ospitano.

Con l’astrologia, imparando a leggere attraverso i suoi simbolismi, possiamo provare ad interpretare noi stessi con più obiettività.

Lilith potrebbe essere una nuova variabile e offrire all’interpretazione, nuove opportunità di indagine.

Per esempio, il punto del Tema Natale in cui Lilith si trova a transitare, indica spesso la questione che ci preoccupa in quel determinato momento della nostra vita.

Ovviamente, prima di addentrarsi nello studio di nuovi punti sensibili, è necessario avere una buona conoscenza dei simboli dei segni zodiacali, delle case e dei pianeti che le abitano.

Altrimenti si crea confusione anziché i presupposti per un miglioramento della conoscenza.

L’articolo è contenuto nel numero di Ottobre 2021 della nostra rivista Alla Ricerca del Sé. Scarica tutto il numero.

DESCRIZIONE ARTICOLO:

Lilith (se non si considera il pianeta misterioso) è solo uno dei fuochi dell’ellittica lunare. La terra occupa uno dei suoi fuochi mentre l’altro fuoco sarebbe occupato da un accumulo di forze, chiamato appunto Lilith – luna nera. La sua posizione viene calcolata tenendo conto del punto più lontano (Apogeo) e di quello più vicino (Perigeo).

CATEGORIE:

Attorno all’Ara dei Giuramenti, nel cuore del Tempio, sono disposti strumenti simbolici che rappresentano tappe e funzioni del lavoro interiore. Ogni attrezzo muratorio richiama un’azione da compiere su sé stessi, nel percorso di trasformazione spirituale.
• Il Filo a Piombo orienta verso l’equilibrio interiore: invita a calarsi nel proprio asse verticale per discernere ciò che è saldo da ciò che è instabile, essenziale per ogni cammino iniziatico.
• Il Mazzuolo rappresenta la forza volontaria, la spinta risoluta che segue una scelta consapevole e virtuosa.
• Lo Scalpello simboleggia il discernimento e la precisione: senza di esso, ogni colpo rischia di essere cieco, danneggiando invece di perfezionare.
• La Livella esorta a costruire con misura, portando armonia tra le parti, sia interiori che esteriori. È lo strumento dell’equilibrio raggiunto.
• Il Regolo permette di valutare proporzioni, coerenza, giustizia. Invita a confrontare la propria opera con un modello superiore di ordine.
• La Leva allude all’azione ponderata: forza che muove ciò che è pesante, ma solo se guidata dalla coscienza e da un punto di appoggio ben compreso.
• La Cazzuola è simbolo della volontà costruttiva in chiave altruistica: unisce, armonizza, cementa legami su basi spirituali.
• La Pietra Grezza, posata a terra, rappresenta l’uomo nella sua condizione naturale, ancora da lavorare, dominato da istinti e automatismi (Nefesh).
• La Pietra Cubica a punta, scolpita e orientata, simboleggia l’iniziato che ha compiuto un cammino reale, innalzando la propria anima verso Neshamah, la coscienza superiore.

Al centro dell’Ara dei Giuramenti viene deposto il Libro della Legge Sacra, aperto sul Vangelo di San Giovanni. È il punto focale della cerimonia in cui si compie il Mistero del Rito Sacrificale: rappresenta il Verbo Divino e le leggi ineffabili della Creazione, che l’iniziato è chiamato a intuire e, per quanto possibile, comprendere.
Sopra di esso si collocano, incrociati, la Squadra e il Compasso: strumenti fondamentali del Lavoro interiore.
La Squadra indica la necessità di precisione etica e coerenza: invita a misurare ogni pensiero, scelta, parola e azione, avviando l’immersione cosciente nella Nigredo, prima fase dell’Opera alchemica.
Il Compasso, simbolo della coscienza attiva, orienta la connessione tra cuore e mente. Serve a purificare la parte ricettiva dell’anima, rendendola degna di ricevere la Luce e permettendo allo Spirito di prevalere sull’Io materiale.

L’Ara del Giuramento, al centro del Tempio, ha forma quadrata, simboleggiando la stabilità e il mondo manifestato. Il rivestimento in tessuto azzurro, proprio del Grado di Apprendista, evoca il cielo originario e lo stato potenziale della Creazione.
Su di essa si compiono gli atti fondanti del Lavoro rituale: si prestano i giuramenti, si depone il Libro della Legge Sacra, sovrapposto dalla Squadra incrociata al Compasso, e si accendono le Luci della Menorah, il candelabro a sette bracci della Tradizione ebraica. Le sue fiamme possono essere lette in chiave cabalistica come le sette Sephirot inferiori, oppure associate ai sette giorni della Creazione, ai sette chakra o alle scale armoniche.

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