Lo studio di questa materia, associato alle indispensabili verifiche nella pratica, sia su sé stessi, che su altri soggetti presi in esame, di ciò che si possa evincere dalle molteplici teorie, è molto interessante, perché sembrerebbe fornire alcune risposte a chiunque lo desideri, sulle predisposizioni esistenziali di base, sulle possibili esperienze che dovrebbero derivarne e poi, forse, anche sul perché si vive con questa forma, in questa dimensione; però quest’ultimo aspetto diviene una branca particolare, stimolante, ma non sempre ricercata da molti, dal momento che attinge a punti di vista anche mistici, metafisici.
Dalle intuizioni di quest’ultimi infatti, si potrebbe supporre di essere nati con uno scopo ben preciso ed un programma; il tutto con particolari predisposizioni, più o meno fatali.
Si dice che ciò che si potrebbe leggere nelle stelle, in prima istanza, sarebbero solo le predisposizioni di base più confacenti all’essere inteso come semplice animale.
Ad ogni buon conto, sarebbero lasciate ad ognuno, le molteplici scelte da concretizzare nelle situazioni che affrontano.
Ovvero, si tratterebbe del cosiddetto libero arbitrio che però sarebbe prima da conquistare veramente, se si volesse provare a variare lo schema prefissato.
Immaginiamo (come viene riportato spesso da molti miti, storie o leggende) che “un ipotetico soggetto” decida di scendere nella materia, da un ambiente diverso, in modo da nascere (incarnarsi) sul pianeta terra. Si troverà subito messo alla prova, in un ambiente bellissimo, sensorialmente coinvolgente, stupendo all’apparenza, ma molto particolare, perché regolato da leggi feroci, legate alla semplice e brutale capacità di sopravvivere. Quindi, avrebbe la necessità di procurarsi il cibo attraverso la soppressione di una qualsiasi altra forma di vita: vegetale, animale, ecc. con cui dovrà competere, lottare; anche con quelle piccolissime: funghi, parassiti, batteri, virus, microbi, ecc.
Si dovrà destreggiare nelle guerre necessarie, più o meno cruente, che dovrà affrontare; quelle per la conquista del territorio, del proprio gruppo sociale e soprattutto per la riproduzione della specie (che per ora, sembrerebbe l’unica via per la sopravvivenza materiale nel tempo lineare).
Il tutto all’interno della dualità non solo terrena, altalenante in un fragile equilibrio tra la vita e la morte fisica.
La necessità di sopravvivere nella materia, unita ad istinti e passioni di ogni tipo, condizionerà la personalità ed il modo di ragionare.
Così, la visuale sarà molto egocentrica e soggettiva nel valutare il bene ed il male, secondo criteri di mera convenienza, sia singolarmente, che in un gruppo sociale di appartenenza; ciò, con solo lo scopo di sopravvivere cercando di mantenere il corpo (questa macchina all’apparenza così perfetta, ma con molti difetti) in uno stato ottimale, subendo una sorta di schiavitù imposta da una attenzione esclusiva ai suoi bisogni ed alla inevitabile manutenzione.
Mantenendo questi presupposti per quell’essere incarnato, l’esistenza potrebbe sembrare un modo di vivere quasi schizoide, essendo (sempre come ipotesi fantasiosa), una entità particolare, una specie di via di mezzo (spirito unito a materia) con il compito di vivere con questa parte materiale (attraverso le sollecitazioni del corpo: passioni, piaceri, dolori, emozioni, sensazioni, ecc.), senza la quale non riuscirebbe ad esistere in quel contesto che però sembrerebbe opporsi all’altra sua parte legata ad una differente forma esistenziale; quella a cui dovrebbe essere associata la ricerca di armonia, di leggerezza, di bellezza, mentre vivrebbe l’esperienza di una particolare nostalgia. Sarebbe una percezione indefinibile, la sensazione di una perfezione perduta, che va oltre il visibile, il concreto e che lo collegherebbe a qualcosa che sembrerebbe andare al di là della situazione contingente.
Escludendo l’ipotesi che la vita sia dettata dal caso, che cosa potrebbe aver indotto questo soggetto a scendere in questo pianeta così strano e complesso?
Le possibili risposte (sullo scopo e le finalità di questa discesa) potrebbero essere tante; forse sarebbe semplicemente derivata da una spinta dettata dalla curiosità, dal desiderio di nuove conquiste pionieristiche, verso la ricerca di una qualunque esperienza da sperimentare con un programma scelto a caso, in un luogo qualsiasi, attraverso un qualunque giorno ed ora di nascita. Ricordiamoci che secondo l’astrologia occidentale, ogni giorno dell’anno ha una sua carta del cielo specifica, variabile anche per orario e luogo. Quindi ogni soggetto risulta unico, differente da tutti gli altri.
Oppure, secondo alcune teorie di tipo “karmico”, la nascita avverrebbe con un preciso scopo e programma di apprendimento, per determinare attraverso un’evoluzione conseguente ad una scelta positiva e/o negativa nella materialità (tra il bene e il male visti anche oltre il modo soggettivo), le compensazioni per un debito pregresso, però, sempre con il rischio di un ritorno infinito a ripetere l’esperienza (se bocciati), oppure per poter accedere ad altri contesti (se promossi).
Un eventuale esame sarebbe legato ad una specie di prova, per verificare nelle esperienze concrete, nel superamento delle difficoltà, degli ostacoli accidentali o forse provocati appositamente, la capacità di riuscire a far emergere la parte positiva della propria essenza e la volontà di portare a termine il progetto scelto (quindi non sarebbe solo esclusivamente casuale) per una propria misteriosa realizzazione personale.
Potrebbe essere necessaria la perdita di memoria del passato, con lo scopo di non influenzare il libero arbitrio in quella nuova esistenza; così da poter vivere come si vuole, in modo da verificare se gli aspetti materiali, tramite cui si può sperimentare ogni tipo di esperienza (senza remore o li-miti), provocherebbero, se mal vissuti, il permanere di un’illusoria sensazione di libertà, mentre si rimarrebbe avvinghiati per sempre alla materia, ignorando che quel viaggio esistenziale, aveva un suo scopo e un termine naturale, oltre alla possibilità per lo più infausta di aumentare il carico dei debiti da compensare.
In effetti, sarebbe meglio riuscire a verificare la capacità di superare i condizionamenti materiali.
Quindi, come accennavo sopra, osservando il programma base astrologico, con cui si nasce, (derivato da giorno, luogo, data e ora dell’evento), si potrebbe notare che sono presenti i pesi e i doni con cui si sarebbe predisposti ad affrontare questa esperienza di vita.
I pianeti nei dodici segni previsti sull’eclittica, (anche nelle dodici case, però solo se si è certi dell’ora esatta di nascita, per poterle individuare correttamente), gli aspetti positivi e negativi tra loro, collocati in contesti variabili, sono molto importanti. Sembrerebbero come delle chiavi d’accesso ad energie particolari; poi le figure che si possono delineare tracciando i rapporti angolari (quadrato, triangolo, croce, stella) apparirebbero come pentacoli o talismani inseriti in un cerchio.
Per i non addetti ai lavori, corre l’obbligo sintetizzare che si dice: “quadratura” (distanza di 90° sul cerchio dell’eclittica, tra pianeti o tra entità virtuali) un aspetto ritenuto per lo più negativo: il “quadrato”, in funzione del quale, il flusso di energia esistenziale sarebbe influenzato, senza sosta, in modo pesante, faticoso, stressante.
Si dice: “opposizione” (distanza di 180°) un altro aspetto negativo ma forse meno pesante; un segmento della “croce”. L’energia sarebbe influenzata in modo opposto ma anche complementare; a volte, si potrebbe trovare una mediazione tra i due contrasti.
Si dicono: trigono (distanza di 120°) e sestile (distanza di 60°), i cosiddetti aspetti positivi: il “triangolo” ed il segmento “dell’esagramma”. Il flusso energetico, vitale, sarebbe influenzato e/o predisposto in modo armonico e positivo. Sulle congiunzioni (distanza tra 0° e 10° circa), occorre non generalizzare in merito alle possibilità positive. È necessario valutare le interazioni specifiche.
Per un neofita alle prime armi, a mio modo di vedere, sarebbe opportuno agevolare la lettura della carta del cielo di nascita, preferendo sfrondare un poco le troppe linee che si potrebbero venire a formare nel tracciare gli aspetti; soprattutto se si usa un programma informatico, non opportunamente “settato” (ormai ad operare a mano, sono solo i perfezionisti della vecchia scuola) che indichi contemporaneamente tutte le possibilità derivate da elementi non solo di primaria importanza.
Si potrebbero lasciare momentaneamente da parte anche i rapporti angolari con l’ascendente e con il “medium coeli”. Sono molto importanti, ma occorre avere sempre l’ora esatta di nascita per delineare anche le case che come sappiamo, rappresentano le scenografie dei dodici settori della vita in cui le influenze si manifestano con precise predisposizioni dinamizzate dai pianeti. Quindi sempre per gli apprendisti, gli aspetti con tanti altri punti sensibili (nodi lunari, punto di fortuna, di morte, Chirone, la luna nera ecc.) sono da tralasciare per concentrarsi, in una prima fase, soprattutto sui pianeti nei segni e sugli aspetti positivi e negativi tra loro.
Nelle loro prerogative sintetiche, i 7 pianeti del settenario classico (forse anticamente, oltre non essere visibili gli altri con i mezzi di quei tempi, erano già numericamente perfetti così, senza i tre che si sono aggiunti da qualche secolo) descrivono subito la caratteristica macroscopica, necessaria per la completezza di definizione di un carattere; ad esempio, sempre in estrema sintesi, il Sole e la Luna (il maschile e il femminile), Venere e Marte (l’armonia sensuale, ricettiva e l’aggressività attiva) Mercurio e Saturno (l’intelligenza e la concretizzazione), Giove (la giovialità e l’espansione).
Ovviamente, è scontato che tutti vorrebbero ritrovarsi in un oroscopo perfetto (con la fortuna negli affetti, nella salute e nei soldi) mentre in realtà, ognuno nasce con le predisposizioni per i personali pesi e con i nodi da sciogliere; chi sembra fortunato, forse può esserlo solo in alcuni settori o per certi periodi.
Per chiunque ritenga importante “conoscersi”, diviene essenziale capire le predisposizioni attive con cui realizzarsi, ma conoscere soprattutto gli aspetti negativi, non averne paura, (se capiti, accettati); infatti, ci stimolano, ci mettono alla prova per migliorare.
Si dice che la carta del cielo possa modificarsi attraverso una ricerca di conoscenza ed evoluzione interiore. Si sostiene anche che si possa cambiare (la fatalità di un aspetto negativo) con la messa in campo di una azione positiva. Mi spiego meglio: a volte può essere a tal fine importante, la scelta di una professione o un’assunzione di responsabilità, di un impegno piacevole o pesante verso qualcuno bisognoso di aiuto (ad esempio una amicizia, un parente, un figlio, un compagno, un genitore, una associazione ecc.) proprio nel settore per il quale esiste un problema nel proprio tema.
Con un Saturno afflitto, si procederebbe aiutando degli anziani, con un Nettuno “leso”, un etilista, con un Marte dissonante, qualcuno che subisce maltrattamenti fisici, con un Giove disturbato, qualcuno con problemi di cibo o economici ecc.
Il libero arbitrio e la scelta cosciente (in presenza di aspetti negativi), avviene quando si decide di migliorare (attivando la volontà) o di peggiorare (restando sempre più oscuri e/o arrabbiati).
Nella non scelta non c’è evoluzione; per non rinunciare a certi privilegi provvisori, in cui la lotta vitale è quella di non essere perdenti, si permane nella fatalità della materia, si resta materia grezza all’interno delle regole di questo pianeta fondato sulla predazione, a vantaggio di chi è alla lunga, più furbo o più forte.
Certe crisi (forse non causali) ci mettono con le spalle al muro, stretti all’angolo con una malattia, un danno economico o altro; ci fermano, ci costringono ad una pausa.
A mio modo di vedere, è interessante, importante, intraprendere un percorso di conoscenza di sé stessi. Intuirne l’esistenza e poi anche affidarsi alle forze superiori, aiuta moltissimo a capire, perché ci succedono certe cose, perché siamo nati e viviamo in una certa famiglia, in un paese, in un determinato contesto, il perché di certe esperienze.
Credo sia indispensabile, trovare una mediazione, una attenzione, anche con la parte spirituale (uno spazio, un modo, un tempo) affinché la nostra vita non sia solo dedicata a risolvere problemi materiali, che comunque si presenteranno di continuo per sottometterci, nel determinare le nostre scelte.
Andando oltre al suggerimento per un primo approccio di cui sopra, anche i pianeti congiunti ai nodi lunari possono indicare una scelta. Si dice che il nodo sud indichi oltre ai carichi karmici, anche una conoscenza acquisita in altra vita; da questo si partirebbe, cercando di trovare una mediazione con gli aspetti e le esperienze future rivolte al traguardo indicato dal nodo nord.
Una carta del cielo con molti aspetti positivi, non indica affatto una fortuna continua. I pianeti in transito, possono essere anche per un certo tempo in aspetto negativo e quindi limitare molto quelle predisposizioni che potrebbero configurarsi come buone.
I pianeti (10 pianeti principali nell’eclittica attuale) si dicono in transito quando con il loro movimento, visto da un punto di osservazione geocentrico, sono in aspetto con quelli della carta natale di nascita.
Secondo gli autori classici, si percepirebbe la loro influenza positiva o negativa (scatenante) sulle predisposizioni natali, specialmente se uno o anche più di uno, si ritrovassero già con 5° di tolleranza, nell’avvicinamento di congiunzione (meno interessanti altri rapporti angolari), poi quando fossero proprio sopra al pianeta natale ed infine, quando si allontanassero di alcuni gradi.
Se vogliamo dare una sbirciatina ai pianeti lenti in transito (Plutone, Urano, Nettuno), possiamo notare che sostano molti anni con influenze persistenti; anche i semi-lenti (Giove e Saturno) sono interessanti, sostando pochi anni, mentre (il sole, Marte, Mercurio, Venere) sostano giorni, mesi; la luna è velocissima solo qualche ora o giorno. I veloci però possono essere le scintille che fanno deflagrare in modo determinante ciò che hanno predisposto i transiti dei lenti.
Infatti, è per me preferibile guardare nei transiti i pianeti lenti e semi-lenti, perché diventa palese la loro influenza, mentre per gli altri occorre una osservazione mensile o giornaliera.
Dall’osservazione geocentrica, si può osservare che il moto levogiro dei pianeti sull’eclittica, sembra andare avanti e indietro, costruendo degli anelli di grandezza variabile (sono noti come anelli di sosta) Consultando le effemeridi, si può leggere che il movimento retrogrado è individuabile con la lettera “R”, mentre quello diretto, con la “D”. Lo studio di queste situazioni è intrigante, perché consente di valutare statisticamente, come, quando e quanto, possono influire le scelte coscienti e la conseguente messa in pratica delle conseguenti azioni, nell’alterare più o meno, le predisposizioni natali.
Ovviamente ci sono tanti metodi per cercare di comprendere come si possano essere concretizzate determinate predisposizioni. Lo si può fare quindi, andando avanti ed indietro nel tempo, utilizzando tecniche come quelle delle rivoluzioni, dei molteplici tipi di direzioni, ecc. Però è spesso indispensabile avere l’ora esatta di nascita.
Ho accennato a tutto ciò per evidenziare come ciò che viene pubblicato tramite i media, sia per lo più impreciso e grosso lano, limitandosi per lo più ai movimenti
solari. Mi ripeto: ogni tema natale è unico e vibra con migliaia di variabili, in modo affatto comune rispetto quello degli altri.
L’astrologia è quindi molto complessa, se affrontata al fine di consentire conoscenza di sé ma non solo; si intreccia a tanti studi scientifici e/o metafisici (dalla medicina, alla psicologia, all’alchimia, alla religione, la kabbalah, ecc.) ed a tantissime altre indagini particolari. Però forse non è per tutti; occorre volontà per uno studio di ricerca e un interesse molto personale della materia.
Concludo raccontando che sono sempre stata affascinata dalla “Porta Magica” detta anche porta alchemica, ermetica oppure Porta dei cieli (l’unica sopravvissuta delle cinque porte di villa Palombara). È un monumento edificato orientativamente nel 1680, dal Marchese di Pietraforte Massimiliano Savelli Palombara, nella sua villa di residenza, sita nella campagna orientale di Roma sul colle Esquilino, più o meno in corrispondenza dell’odierna piazza Vittorio Emanuele II, nei cui giardini è dopo vari spostamenti, stata collocata.
Ci sono alcune leggende legate alla storia di questa porta, riguardanti la possibilità che sia un vero e proprio portale per accedere ad altre dimensioni.
È comunque interessante studiarla per tutte le simbologie legate all’alchimia, all’astrologia che sono rappresentate nei bassorilievi incisi nei suoi marmi.
Però queste sono altre storie che forse accennerò in diversa occasione.
Per ora mi limito a suggerire di prendere in considerazione la possibilità di “conoscersi”, utilizzando anche le tecniche astrologiche, come supporto e/o punto d’appoggio per altre.
L’articolo è contenuto nel numero di Aprile 2022 della nostra rivista Alla Ricerca del Sé. Scarica tutto il numero.
I pianeti nei dodici segni previsti sull’eclittica, (anche nelle dodici case, però solo se si è certi dell’ora esatta di nascita, per poterle individuare correttamente), gli aspetti positivi e negativi tra loro, collocati in contesti variabili, sono molto importanti. Sembrerebbero come delle chiavi d’accesso ad energie particolari; poi le figure che si possono delineare tracciando i rapporti angolari (quadrato, triangolo, croce, stella) apparirebbero come pentacoli o talismani inseriti in un cerchio.
Attorno all’Ara dei Giuramenti, nel cuore del Tempio, sono disposti strumenti simbolici che rappresentano tappe e funzioni del lavoro interiore. Ogni attrezzo muratorio richiama un’azione da compiere su sé stessi, nel percorso di trasformazione spirituale.
• Il Filo a Piombo orienta verso l’equilibrio interiore: invita a calarsi nel proprio asse verticale per discernere ciò che è saldo da ciò che è instabile, essenziale per ogni cammino iniziatico.
• Il Mazzuolo rappresenta la forza volontaria, la spinta risoluta che segue una scelta consapevole e virtuosa.
• Lo Scalpello simboleggia il discernimento e la precisione: senza di esso, ogni colpo rischia di essere cieco, danneggiando invece di perfezionare.
• La Livella esorta a costruire con misura, portando armonia tra le parti, sia interiori che esteriori. È lo strumento dell’equilibrio raggiunto.
• Il Regolo permette di valutare proporzioni, coerenza, giustizia. Invita a confrontare la propria opera con un modello superiore di ordine.
• La Leva allude all’azione ponderata: forza che muove ciò che è pesante, ma solo se guidata dalla coscienza e da un punto di appoggio ben compreso.
• La Cazzuola è simbolo della volontà costruttiva in chiave altruistica: unisce, armonizza, cementa legami su basi spirituali.
• La Pietra Grezza, posata a terra, rappresenta l’uomo nella sua condizione naturale, ancora da lavorare, dominato da istinti e automatismi (Nefesh).
• La Pietra Cubica a punta, scolpita e orientata, simboleggia l’iniziato che ha compiuto un cammino reale, innalzando la propria anima verso Neshamah, la coscienza superiore.
L’Ara del Giuramento, al centro del Tempio, ha forma quadrata, simboleggiando la stabilità e il mondo manifestato. Il rivestimento in tessuto azzurro, proprio del Grado di Apprendista, evoca il cielo originario e lo stato potenziale della Creazione.
Su di essa si compiono gli atti fondanti del Lavoro rituale: si prestano i giuramenti, si depone il Libro della Legge Sacra, sovrapposto dalla Squadra incrociata al Compasso, e si accendono le Luci della Menorah, il candelabro a sette bracci della Tradizione ebraica. Le sue fiamme possono essere lette in chiave cabalistica come le sette Sephirot inferiori, oppure associate ai sette giorni della Creazione, ai sette chakra o alle scale armoniche.
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