Lo zodiaco esoterico (appunti personali)

Quando vogliamo erigere un tema natale o la carta astrologica di un determinato momento e in un determinato luogo, tracciamo un cerchio suddiviso in dodici settori di 30° che noi chiamiamo Segni Zodiacali e in dodici settori di ampiezza variabile che rappresentano la Domificazione; poi vi poniamo i pianeti del nostro sistema solare, i Nodi Lunari, la Luna Nera, ecc. secondo quanto indicato dalle Effemeridi.

Tracciamo, quindi, i 4 punti cardinali di cui il primo a est è chiamato Ascendente che dà inizio alla domificazione, a 180° da quest’ultimo il Di-scendente; il punto Nord o Medio Cielo e il punto Sud o Fondo Cielo le cui Cuspidi non sempre corrispondono esattamente al Sud e al Nord.

Tuttavia, sia lo Zodiaco che le Case non sono entità fisiche perché osservando il cielo io non vedo i segni Zodiacali ma tutta una serie di stelle che raggruppate tra loro formano le costellazioni; così come non vedo sulla superficie terrestre sezioni della sfera locale di varia ampiezza che corrispondono alle Case.

I 30 gradi di un segno zodiacale possono contenere una costellazione per intero o solo una parte di essa o l’inizio di una o la fine di un’altra. L’Ariete occupa 28°, il Toro 43°, il Cancro 22°, la Vergine 52°, lo Scorpione 48° e così via; l’asserire che i Segni zodiacali sono espressione di costellazioni di ampiezza di 30° è una convenzione che dimostra la nostra presunzione ma a volte, anche l’ignoranza sulla conoscenza del cielo stellato.

L’eclittica, invece, è una fascia invisibile originata dal percorso del Sole che con il suo moto apparente (osservazione geocentrica) si pone in determinati rapporti con l’equatore celeste (prolungamento dell’equatore terrestre) fissando i quattro punti cardinali che sono quelli equinoziali e quelli solstiziali ed entro cui si muove la corte planetaria. Inoltre, il Sole che potrebbe rappresentare dal punto di vista archetipale la Coscienza, la più alta manifestazione dello Spirito creatore, rispetto alla sua altezza sull’orizzonte invia onde magnetiche diverse, determinando il ciclo delle stagioni e il dinamismo della vita sul pianeta; dal punto di vista ascetico cadenza le tappe della palingenesi umana. L’aver raggruppato in costellazioni ammassi stellari o singole stelle, risponde ad una esigenza funzionale che vede in una specifica zona del cielo, la sorgente di determinati impulsi energetici o determinate direttive che trovano la loro realizzazione sulla terra. Ecco quindi la realizzazione di un equilibrio e di un ordine universale che non lascia nulla al caso e che procede seguendo un piano preordinato, rigoroso ed immutabile.

Oggi l’attenzione dello studio astrologico è rivolta più che altro, alla divinazione o ad ottenere informazioni atte a redigere ed interpretare oroscopi commerciali.

L’astrologia antica, invece, si occupava di tracciare la carta del cielo in un dato momento per comprendere quale influenza esercitava una particolare combinazione di stelle, allo scopo di prevedere determinati fenomeni materiali come la piena del Nilo o osservare il ritorno di vari cicli temporali governati da determinate forze sottili per scopi sacrali e religiosi.

Non si facevano oroscopi personali (almeno fino al 200 A.C., quando questa pratica fu iniziata dai Greci sulla base di conoscenze ereditate dagli Assiri e dagli Egizi) ma oroscopi che avevano lo scopo di evidenziare quelle Forze celesti che operano in modo incisivo sugli avvenimenti umani.

Riguardo alla Domificazione, ormai, si usa prevalentemente quella di Placido dal 17^ secolo, fondata su una serie di calcoli orari dal sorgere del Sole al tramonto e dal tramonto all’alba, che tracciano cerchi di divisione, partendo dai punti cardinali.

Senza approfondire l’argomento e la tecnica di questa domificazione, va sottolineato che questa ap-pare per lo più inapplicabile al di là dei circoli polari ove il Sole rimane per mesi all’orizzonte.

In altre parole, è come dire che gli Esquimesi non abbiano case astrologiche: del denaro, degli amici e tutte le altre, ma soltanto la 1^ e la 7^ casa. La domificazione potrebbe invece acquisire un carattere reale e subliminale col metodo delle Case Uguali che evidenziano il magnetismo umano, le energie fisiche e biopsichiche nei vari settori dell’esistenza umana. In questo senso, il Tema Natale non è altro che la riproduzione grafica della individualità fisica, morale, intellettuale dell’uomo, del suo destino e delle sue possibilità evolutive dal punto di vista spirituale. Queste incongruenze sono forse conseguenza della perdita del carattere religioso e filosofico dell’Astrologia, la Scienza delle Scienze che racchiude verità sulla Storia dell’uomo e dell’universo e che è presente nell’Alchimia, nella Kabbalah, nei testi religiosi egizi e indù e che è stata ridotta a rozza superstizione o a uno dei tanti metodi predittivi sull’amore, sul lavoro ed altro.

I 12 Segni Zodiacali sono simbolici: rappresentano forze universali che agiscono come influenze assolute, percorsi obbligati che qualsiasi essere deve compiere nel divenire. In questo contesto i pianeti inter-saturnini hanno le loro influenze positive o negative che condizionano il libero arbitrio; normalmente il soggetto schiavo dei loro influssi ne subisce la fatalità ma liberandosene attraverso l’iniziazione ed il conseguente corretto cammino, può condizionare diversamente il proprio destino. I tre pianeti trans-saturnini, oltre che incidere sull’inconscio collettivo, sembrano influenzare prevalentemente il Karma.

Le Stelle Fisse comprendono tutti gli oggetti celesti visibili ad occhio nudo e nelle antiche tradizioni misteriche sono state inserite come manifestazione dello Spirito.

L’Albero della Vita, l’Astrologia e i Tarocchi sono tre aspetti di uno stesso sistema iniziatico o auto-iniziatico; tuttavia, l’Astrologia rimane sempre su un piano materiale e divinatorio perché chi la pratica spesso non è un iniziato. L’Astrologo iniziato fa sempre riferimento ai quattro mondi della Kabbalah e ai quattro elementi dell’Alchimia, discerne le forze spirituali interessate in qualsiasi avvenimento e ne coglie il carattere mistico e religioso. Nel Sefer Ha-Zohar c’è scritto: “… In alto nel firmamento che copre tutte le cose, sono incisi SEGNI in cui sono fissate cose nascoste e segrete.

Questi Segni sono quelli delle costellazioni e dei pianeti.” La lettera ebraica Alef א potrebbe rappresentare simbolicamente la soglia tra il manifesto e l’inconoscibile; essa è composta da due punti (due Yod) e una linea (Vav). Il punto in alto secondo la tradizione, rappresenterebbe le Acque Superiori, ossia Conoscenza pura e illuminata; il punto in basso le Acque Inferiori, l’insieme dell’emotività, della affettività e dell’istintualità umana. La Vav sarebbe il segreto del Firmamento da cui è possibile comprendere come stelle, pianeti e lo Zodiaco sono lettere che Dio ha posto in cielo celando misteri superiori.

Ogni manifestazione sensibile è riconducibile all’Uno, inconoscibile nella sua essenza, ignoto allo stato di consapevolezza normale per gli esseri umani.

Questo è conoscibile solo attraverso le sue Emana-zioni per cui la Natura, nella sua complessità fenomenica, non sarebbe altro che l’espressione di Idee o Archetipi divini che si rendono manifesti nella nostra coscienza tramite vari Sim-boli.

Riconoscendo il simbolo e meditando su di esso, noi tentiamo di risalire all’Archetipo corrispondente che si esprime su tutti i piani dell’esistenza, dal più materiale al più spirituale.

Il Cielo non si sottrae a questa legge.

Secondo la tradizione Egizia, l’uomo sarebbe composto da nove corpi, o meglio, da nove stati di coscienza che compongono nel loro insieme la sua individualità, dal corpo fisico all’involucro spirituale che circonda la scintilla divina; ma questi stati di coscienza sono per lo più dormienti perché l’uomo, sempre più avvinto nelle spire del materialismo e dell’ignoranza, non progredisce nella scala evolutiva. Eppure, riflettere sul complesso Cielo Stellato come manifestazione di Archetipi, potrebbe illuminarci su come le Stelle e lo Zodiaco abbiano una preminenza dal punto di vista spirituale, mentre il sistema planetario rappresenterebbe l’anima sensitiva-energetica.

Secondo gli insegnamenti della Kabbalah, l’Albero della Vita costituirebbe una tra le varie rappresentazioni grafiche, di un programma secondo il quale si sarebbe svolta la creazione dei mondi; è il cammino di discesa lungo il quale le anime e le creature hanno raggiunto la forma attuale. Ma è anche il sentiero di risalita attraverso le preghiere e le forme di coscienza di coloro che cercano Dio. Le dieci Sephirot sono interi settori dell’esistenza, sia nel mondo fisico, sia in quello psicologico, sia in quello spirituale.

Un esempio di ciò nel mondo fisico ci viene dalla struttura stessa del sistema solare; la prima Sephirah, Kether, è la prima emanazione dal “Non Manifesto” alla prima manifestazione, la prima luce che riempie e vitalizza tutte le altre. La seconda Sephirah che si emana dalla prima è Chokhmah, la Sapienza che illumina l’intelletto, il punto in cui il Super-conscio tocca il Cosciente, il pensiero interiore.

La Kabbalah insegna, inoltre che esistono quattro mondi o quattro universi distinti, uno solo dei quali fatto anche di sostanza materiale, mentre altri tre sono di sostanza spirituale; sono quattro insiemi diversi di coordinate spazio-temporali, quattro tipi di realtà anche se fra di loro esistono corrispondenze precise. Senza addentrarci nella metafisica dei quattro mondi che ci porterebbe molto lontano, è necessario soffermarci sul mondo di Asiyah o mondo del fare, degli effetti, dell’azione; è il mondo del continuo divenire, dei cicli, la stazione finale ove occorre arrestare la discesa e ricominciare la risalita sotto la spinta della Volontà e del Desiderio. Il mondo (Atzilut) di Chokhmah sarebbe, secondo alcuni, formato dallo Zodiaco metafisico mentre nelle altre Sephirot (distribuite anche in Briyah e Yetzirah) sarebbe rappresentato dai Pianeti. Asiyah è il mondo del continuo divenire, dei cicli, del cambiamento, del predominio dell’azione nel mondo inferiore.

Non basta fare meditazione, né studiare o pensare a Dio, né amarlo o sentirsi attaccati a Lui con le emozioni del cuore, ma bisogna “fare”, agire di conseguenza con la Volontà.

Esiste un testo egizio, Il Libro delle Porte, che sembrerebbe descrivere la vita nell’aldilà dopo la morte, ma forse è invece la descrizione delle varie sezioni solari, dello Zodiaco subliminale che si manifesta in modo metafisico ma la cui azione si concretizza nella manifestazione. È un viaggio che compie il disco solare con tutte le sue implicazioni spirituali che vi sono a monte, portatore dell’infinita potenza dell’Uno con tutte le sue emanazioni che vengono riecheggiate da Porta in Porta, ossia da Segno in Segno. La descrizione e la disposizione delle 12 Porte, mostrano in modo evidente come esse si susseguono l’una all’altra secondo un cammino circolare. È la disposizione classica dello Zodiaco come appare nel Tema Astrologico con la suddivisione in 30°, ove la parte inferiore rimane sotto la linea dell’orizzonte e rappresenta la notte, mentre la superiore indica il giorno.

Da notare che i Segni che vanno da Ariete a Vergine sono posti in declinazione Nord, ove il Sole, nel nostro emisfero, oltrepassata la linea degli Equinozi, garantisce il periodo di maggiore insolazione e il risveglio della Natura. Viceversa il secondo arco che va da Bilancia a Pesci è posto in declinazione Sud. Nelle Porte e per esteso nello Zodiaco metafisico la situazione sembrerebbe rovesciata e lo Zodiaco si collocherebbe su di un piano diverso e speculare al primo. In esoterismo la sequenza dei piani che concorrono a costituire un individuo si presenterebbero speculari l’uno rispetto all’altro, per cui lo Zodiaco in esame si collocherebbe sul piano astrale rispetto al piano fisico. Esso rappresenta delle tappe della palingenesi dell’essere umano che prenderebbe coscienza con la prima Porta o Ariete dell’impulso primo, espandente, creativo del Fuoco primordiale; con Toro della Natura e della materialità. Con Gemelli si prenderebbe coscienza del Tempo e della sua suddivisione, dell’Aria e dell’anima; Il Cancro, segno della Luna, sede del profondo inconscio collettivo, sarebbe la passività della femminilità ma motore agente e Grande Madre dell’esistenza su tutti i piani.

Il Leone sarebbe la Porta del Cuore, del cuore della Natura, del divenire e delle Trasformazioni; la Vergine rappresenterebbe la logica ma anche le dipendenze. La Bilancia sarebbe la giustizia, i contatti sociali ma anche la capacità di influenzare o di farsi influenzare; lo Scorpione sarebbe la aggressività ma anche la trasformazione. Il Sagittario sarebbe la magia, ossia la conoscenza dei principi superiori e il senso di religiosità; il Capricorno sarebbe il rigore, l’interiorizzazione ma anche la possessività. L’Acquario rappresenterebbe le relazioni amicali e la capacità di aprirsi al nuovo e al diverso; i Pesci rappresenterebbero il misticismo e le sofferenze spirituali ma anche il mondo confuso e incoerente.

Per colui che segue la via dell’iniziazione e che cerca di sfuggire alla legge della dodecade, i Segni sono tappe da percorrersi con umiltà e con profonda introspezione. Sono anche tappe dell’Opera alchemica attraverso quelle al Nero, Bianco e Rosso fino a giungere allo stato di illuminazione e di Adepto o Mago che conosce i misteri della Natura e dell’Universo.

Il punto Gamma o Vernale che coincide con l’Equinozio di Primavera, dà inizio al ciclo animico-spirituale e poi con il segno di Ariete, governato da Marte/volontà e dal Sole/spiritualità, Segno di Fuoco, segna il passaggio dal tempo del corpo fisico e del buio a quello dell’anima e dello spirito e della Luce.

È l’inizio di un cammino che si snoda attraverso i dodici Segni che porta ad un nuovo stato dell’essere, ad una nuova dimensione, come è sottolineato da un certo simbolismo egizio con la figura della pelle di Ariete quale nascita a nuova vita, simbolismo poi ripreso nei grembiuli massonici.

Tale tempo termina con l’Equinozio di Autunno, nel segno della Bilancia governato da Venere e Saturno con l’immergersi dello Spirito e dell’Anima nella corporeità. L’Ariete diventa quindi, dopo aver completato il cammino dei 12 Segni e sperimentato il misticismo dei Pesci, la vera Pasqua di Resurrezione, l’inizio del cammino nella luce della verità.

L’articolo è contenuto nel numero di Aprile 2023 della nostra rivista Alla Ricerca del Sé. Scarica tutto il numero.

DESCRIZIONE ARTICOLO:

I 12 Segni Zodiacali sono simbolici: rappresentano forze universali che agiscono come influenze assolute, percorsi obbligati che qualsiasi essere deve compiere nel divenire. In questo contesto i pianeti inter-saturnini hanno le loro influenze positive o negative che condizionano il libero arbitrio; normalmente il soggetto schiavo dei loro influssi ne subisce la fatalità ma liberandosene attraverso l’iniziazione ed il conseguente corretto cammino, può condizionare diversamente il proprio destino.

CATEGORIE:

Attorno all’Ara dei Giuramenti, nel cuore del Tempio, sono disposti strumenti simbolici che rappresentano tappe e funzioni del lavoro interiore. Ogni attrezzo muratorio richiama un’azione da compiere su sé stessi, nel percorso di trasformazione spirituale.
Il Filo a Piombo orienta verso l’equilibrio interiore: invita a calarsi nel proprio asse verticale per discernere ciò che è saldo da ciò che è instabile, essenziale per ogni cammino iniziatico.
Il Mazzuolo rappresenta la forza volontaria, la spinta risoluta che segue una scelta consapevole e virtuosa.
Lo Scalpello simboleggia il discernimento e la precisione: senza di esso, ogni colpo rischia di essere cieco, danneggiando invece di perfezionare.
La Livella esorta a costruire con misura, portando armonia tra le parti, sia interiori che esteriori. È lo strumento dell’equilibrio raggiunto.
Il Regolo permette di valutare proporzioni, coerenza, giustizia. Invita a confrontare la propria opera con un modello superiore di ordine.
La Leva allude all’azione ponderata: forza che muove ciò che è pesante, ma solo se guidata dalla coscienza e da un punto di appoggio ben compreso.
La Cazzuola è simbolo della volontà costruttiva in chiave altruistica: unisce, armonizza, cementa legami su basi spirituali.
La Pietra Grezza, posata a terra, rappresenta l’uomo nella sua condizione naturale, ancora da lavorare, dominato da istinti e automatismi (Nefesh).
La Pietra Cubica a punta, scolpita e orientata, simboleggia l’iniziato che ha compiuto un cammino reale, innalzando la propria anima verso Neshamah, la coscienza superiore.

Al centro dell’Ara dei Giuramenti viene deposto il Libro della Legge Sacra, aperto sul Vangelo di San Giovanni. È il punto focale della cerimonia in cui si compie il Mistero del Rito Sacrificale: rappresenta il Verbo Divino e le leggi ineffabili della Creazione, che l’iniziato è chiamato a intuire e, per quanto possibile, comprendere.
Sopra di esso si collocano, incrociati, la Squadra e il Compasso: strumenti fondamentali del Lavoro interiore.
La Squadra indica la necessità di precisione etica e coerenza: invita a misurare ogni pensiero, scelta, parola e azione, avviando l’immersione cosciente nella Nigredo, prima fase dell’Opera alchemica.
Il Compasso, simbolo della coscienza attiva, orienta la connessione tra cuore e mente. Serve a purificare la parte ricettiva dell’anima, rendendola degna di ricevere la Luce e permettendo allo Spirito di prevalere sull’Io materiale.

L’Ara del Giuramento, al centro del Tempio, ha forma quadrata, simboleggiando la stabilità e il mondo manifestato. Il rivestimento in tessuto azzurro, proprio del Grado di Apprendista, evoca il cielo originario e lo stato potenziale della Creazione.
Su di essa si compiono gli atti fondanti del Lavoro rituale: si prestano i giuramenti, si depone il Libro della Legge Sacra, sovrapposto dalla Squadra incrociata al Compasso, e si accendono le Luci della Menorah, il candelabro a sette bracci della Tradizione ebraica. Le sue fiamme possono essere lette in chiave cabalistica come le sette Sephirot inferiori, oppure associate ai sette giorni della Creazione, ai sette chakra o alle scale armoniche.

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