La libera muratoria quale alternativa di pensiero: il passaggio al bosco.

Nel mondo attuale, è ben difficile avere la piena consapevolezza della via iniziatica nella sua essenza di reale alternativa di pensiero e quale forma di vita. Ovviamente, è molto più agevole considerarla un complemento alla vita ordinaria, un fatto culturale e se tutto va bene, intellettuale; addirittura, se ci si accontenta di poco, un particolare rapporto sociale, come un circolo di vecchi amici o un surrogato di sapienza: una specie di bignamino.

In altre occasioni e con il potente sostegno del pensiero di Fichte, abbiamo evidenziato che il nostro scopo, ovvero “lo scopo dell’uomo saggio e virtuoso, coincide con lo scopo finale dell’umanità (…) che può venir conseguito solo uscendo dalla società e segregandosi da lei”.

Una separazione dal sociale, ricorrente, temporanea, ma indispensabile per liberarsi dal pensiero convenzionale.

Questa esigenza nasce evidentemente da una sensazione di disagio, di incompiutezza, di insoddisfazione per quanto le varie abitudini sociali, le coercizioni culturali, pretendono da noi, in cambio dell’assimilazione e del mimetismo offerti dalla massa.

Cose apprezzabili o inevitabili in una fase adolescenziale, ma inaccettabili per personalità e coscienze mature o che almeno hanno raggiunto un minimo di consapevolezza di sé.

Una delle più nette prese di posizione, in questo senso ed in tempi non dissimili, la ritroviamo in Ernst Jünger, particolarmente nel suo ‘Der Waldgang’, del 1952, (tradotto come ‘Il Ribelle’) che ci propone (hic et nunc) di “passare al bosco”, ovvero di diventare quel Ribelle:

“…il singolo, l’uomo concreto che agisce nel caso concreto. Per sapere che cosa sia giusto, non gli servono teorie, né leggi escogitate da qualche giurista di partito. Il Ribelle attinge   alle fonti della moralità ancora non disperse nei canali delle istituzioni. Qui, purché in lui sopravviva qualche purezza, tutto diventa semplice.

La grande esperienza del bosco è l’incontro con il proprio io, con il nucleo inviolabile, l’essenza di cui si nutre il fenomeno temporale e individuale. Anche sul piano morale, questo incontro così importante sia nel guarire sia nel fugare la paura, ha un valore altissimo. Porta verso quello strato sul quale poggia l’intera vita sociale e che sin dalle origini è sotteso a ogni comunità. E verso quell’essere umano che costituisce il fondamento di ogni elemento individuale e da cui s’irradiano le individuazioni. In questa zona non ritroviamo soltanto la comunanza: qui c’è l’identità”.

Sembra che in queste affermazioni, che condensano il senso dell’opera, ci siano elementi sufficienti per collegarla anche alle scelte del libero muratore ed alle peculiarità della sua via.

Il bisogno della libertà, come fine e come mezzo, la scelta istintiva tra bene e male ma senza esitazioni, la capacità di farsi carico delle responsabilità e dei rischi insiti in una presa di posizione non conformista, la riconoscibilità della diversità dei suoi comportamenti, che verranno in varia misura osteggiati.

Queste sono le stigmate del Ribelle, ma dovrebbero potersi riconoscere anche in ogni iniziato di qualsiasi epoca, come in un autentico e “libero” muratore.

Tornando a Fichte e alla temporanea separazione dalla società, sembra chiaro che si senta questa necessità a causa della “sovversione” contenuta nel pensiero comune che, in quanto espressione di una maggioranza, ha la pretesa di essere verità predominante ed esclusiva, rifiutando qualsiasi valutazione critica.

Non commentiamo nemmeno la differenza tra pretendere di essere dalla parte della ragione piuttosto che provare amore per la verità.

Tuttavia, il libero muratore non è un eremita, non vive in una torre d’avorio e guarda al suo prossimo con sincero interesse; cerca di rispecchiarsi in esso per conoscere meglio sé stesso, ma anche perché l’arte speculativa alla quale è vocato gli fa comprendere l’importanza della società umana, del vivere comune, ai quali vuole dare il giusto significato.

Oggi, per molte ragioni, questa esigenza di alternativa, addirittura di “passare al bosco”, nella generale anestesia delle coscienze, è sempre più raro che si manifesti e di conseguenza, sempre meno sono gli uomini che ne sentono la necessità irrinunciabile. Per questi ultimi, però, sarà una drammatica questione di vita: piena o priva di senso, umana o meramente zoologica.

Ed è proprio il senso della vita che ogni uomo degno di tale nome va cercando (il fichtiano “scopo finale dell’umanità”) che, anche per Santa Romana Chiesa, consiste essenzialmente

nella capacità di viverla pienamente; diremmo noi: con consapevolezza, coerenza e volontà.

Cosa dobbiamo fare nell’ambito della Loggia? Nulla, se non parlarne; proporre e sviluppare l’argomento, stimolare le intelligenze e le coscienze a considerare seriamente la questione, che però va risolta con una crescita interiore della visione del mondo.

Riprendiamo ancora:

“… L’incontro con il proprio io, con il nucleo inviolabile, (…) porta verso quello strato sul quale poggia l’intera vita sociale e (…) verso quell’essere umano (…) da cui s’irradiano le individuazioni. In questa zona non ritroviamo soltanto la comunanza: qui c’è l’identità”.

Nel centro della Loggia, nello spazio tra squadra e compasso, può verificarsi la coincidenza di tutte queste cose, la loro comprensione, il riconoscimento dell’archetipo del Libero Muratore. Sul piano sovra-individuale, abbiamo già affermato che, per le Logge consapevoli della propria essenza, sia applicabile il principio di indiscernibilità, ovvero “due cose, indiscernibili fra di loro, sono una e medesima cosa”. Non confusione, ma identità.

Se si ammettono queste valutazioni, viene infine da chiedersi come conciliare queste problematiche, eminentemente personali ed elitarie, con le istanze e le esigenze tipiche dell’associazionismo, quali il prevalere delle qualità individuali e uno sviluppo numerico e quantitativo. Ovvero, come far crescere la qualità (sempre più scarsa) di Logge e liberi muratori, insieme alla quantità dell’Istituzione: una fatica di Sisifo e una coperta che si fa ogni giorno più corta.

Suggeriamo una riflessione seria, sulla qualità in generale e sulle qualità particolari di cui stiamo parlando, perché lì è il punto discriminante.

L’articolo è contenuto nel numero di Maggio 2023 della nostra rivista Alla Ricerca del Sé. Scarica tutto il numero.

DESCRIZIONE ARTICOLO:

La grande esperienza del bosco è l’incontro con il proprio io, con il nucleo inviolabile, l’essenza di cui si nutre il fenomeno temporale e individuale. Anche sul piano morale, questo incontro così importante sia nel guarire sia nel fugare la paura, ha un valore altissimo. Porta verso quello strato sul quale poggia l’intera vita sociale e che sin dalle origini è sotteso a ogni comunità. E verso quell’essere umano che costituisce il fondamento di ogni elemento individuale e da cui s’irradiano le individuazioni. In questa zona non ritroviamo soltanto la comunanza: qui c’è l’identità”.

CATEGORIE:

Attorno all’Ara dei Giuramenti, nel cuore del Tempio, sono disposti strumenti simbolici che rappresentano tappe e funzioni del lavoro interiore. Ogni attrezzo muratorio richiama un’azione da compiere su sé stessi, nel percorso di trasformazione spirituale.
• Il Filo a Piombo orienta verso l’equilibrio interiore: invita a calarsi nel proprio asse verticale per discernere ciò che è saldo da ciò che è instabile, essenziale per ogni cammino iniziatico.
• Il Mazzuolo rappresenta la forza volontaria, la spinta risoluta che segue una scelta consapevole e virtuosa.
• Lo Scalpello simboleggia il discernimento e la precisione: senza di esso, ogni colpo rischia di essere cieco, danneggiando invece di perfezionare.
• La Livella esorta a costruire con misura, portando armonia tra le parti, sia interiori che esteriori. È lo strumento dell’equilibrio raggiunto.
• Il Regolo permette di valutare proporzioni, coerenza, giustizia. Invita a confrontare la propria opera con un modello superiore di ordine.
• La Leva allude all’azione ponderata: forza che muove ciò che è pesante, ma solo se guidata dalla coscienza e da un punto di appoggio ben compreso.
• La Cazzuola è simbolo della volontà costruttiva in chiave altruistica: unisce, armonizza, cementa legami su basi spirituali.
• La Pietra Grezza, posata a terra, rappresenta l’uomo nella sua condizione naturale, ancora da lavorare, dominato da istinti e automatismi (Nefesh).
• La Pietra Cubica a punta, scolpita e orientata, simboleggia l’iniziato che ha compiuto un cammino reale, innalzando la propria anima verso Neshamah, la coscienza superiore.

Al centro dell’Ara dei Giuramenti viene deposto il Libro della Legge Sacra, aperto sul Vangelo di San Giovanni. È il punto focale della cerimonia in cui si compie il Mistero del Rito Sacrificale: rappresenta il Verbo Divino e le leggi ineffabili della Creazione, che l’iniziato è chiamato a intuire e, per quanto possibile, comprendere.
Sopra di esso si collocano, incrociati, la Squadra e il Compasso: strumenti fondamentali del Lavoro interiore.
La Squadra indica la necessità di precisione etica e coerenza: invita a misurare ogni pensiero, scelta, parola e azione, avviando l’immersione cosciente nella Nigredo, prima fase dell’Opera alchemica.
Il Compasso, simbolo della coscienza attiva, orienta la connessione tra cuore e mente. Serve a purificare la parte ricettiva dell’anima, rendendola degna di ricevere la Luce e permettendo allo Spirito di prevalere sull’Io materiale.

L’Ara del Giuramento, al centro del Tempio, ha forma quadrata, simboleggiando la stabilità e il mondo manifestato. Il rivestimento in tessuto azzurro, proprio del Grado di Apprendista, evoca il cielo originario e lo stato potenziale della Creazione.
Su di essa si compiono gli atti fondanti del Lavoro rituale: si prestano i giuramenti, si depone il Libro della Legge Sacra, sovrapposto dalla Squadra incrociata al Compasso, e si accendono le Luci della Menorah, il candelabro a sette bracci della Tradizione ebraica. Le sue fiamme possono essere lette in chiave cabalistica come le sette Sephirot inferiori, oppure associate ai sette giorni della Creazione, ai sette chakra o alle scale armoniche.

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