È l’azione con cui si intraprende il primo degli innumerevoli passi sulla Via del Rito in cui si auspica di cominciare l’esplorazione di sé stessi nelle quattro direzioni: in avanti, talvolta senza averne sollecita coscienza; indietro, quando l’ego e la mente prendono il sopravvento; all’interno, difficoltosi, cauti, dolorosi; forse verso l’alto, quali inverosimili e sorprendenti attimi nella vaga percezione del celeste sublime.
L’intento che, attraverso incontri e percorsi, ha condotto innanzi allo Spazio Sacro, indica quale sia il primo segno attivo: l’azione di bussare, di farci sentire, sia fisicamente, che intimamente; chiedere materialmente di iniziare a camminare in una strada che, nonostante si possa avere letto testi e nozioni storiche, si scoprirà sconosciuta perché esclusivamente e intimamente soggettiva.
Poi, in occasione dei primi passi, si viene sollecitati a porre una minuziosa osservazione e studio per ogni simbolo e archetipo presente oltre che nei testi liturgici, anche nell’arredo dello spazio sacro del Tempio; questo, auspicabilmente, al fine di introiettarlo in quanto è il codice basilare per accostarsi al progetto della costruzione dello spazio intimo, cosciente e idoneo a ricevere e ad analizzare quanto viene percepito, di volta in volta, sorretti spiritualmente dall’Eggregora.
Prima di intraprendere il cammino però, viene chiesto di stipulare una sorta di impegno riguardante quanto di più radicalmente e profondamente importante si farà nella propria esistenza; si tratta di un atto a cui è opportuno portare estrema attenzione perché, in pochi istanti (nei diversi gradi), tramite il Giuramento, si stringerà un Patto di impegno e di connessione nei piani sottili con i Maestri passati nella Coscienza luminosa, ma anche di rispettosa, attenta e prudente richiesta di aiuto.
Innanzitutto, sarà con noi stessi un patto di volontà, di coerenza e di onestà.
Un passo di un Rituale recita: “Dovete essere irreprensibili verso il Signore, …non pronunciare mai qualche cosa per presunzione o per interesse personale…”; quindi, è fondamentale osservare spassionatamente le caratteristiche e i bisogni profondi del nostro essere per valutare obiettivamente cosa si stia chiedendo.
Diventa fondamentale usare il filtro prudente dell’umiltà che può essere di sostegno; ad esempio, nell’individuare la quotidiana manipolazione esterna ed interna della propria mente, assistendoci nell’osservazione spassionata e attenta della nostra oscurità umana.
A livello energetico, siamo attraversati da uno stato vibratorio “confusionale”; riguarda un marasma di sensazioni non definibili e difficilmente identificabili, sommersi dai pensieri e dai sentimenti che si generano a causa della presenza di nuove resistenze.
Diventa inevitabile il maremoto interiore (Acqua Inferiore) che orienta i nostri passi e che fa crollare gli argini che avevamo fissato nel tempo come punti fermi.
Questo stato enigmatico, questa inquietudine interna disorientante, non di rado impedisce di focalizzare e di ritrovare un punto di riferimento; così, può indurre la perdita della centratura dell’Anima.
Potrebbe significare discostarsi concretamente da ciò che meglio rispecchia le caratteristiche e i bisogni profondi del nostro essere; è necessario definire uno spazio all’interno del quale trovare stabilità personale e vibratoria.
È opportuno per trovare anche l’indispensabile risolutezza utile all’azione di bussare, di chiedere con onesta e ferma volontà, quello che può soccorrere e contribuire per l’osservazione obiettiva di sé stessi.
È possibile che nel tempo, con tenace costanza nell’analizzare il personale ambito passionale ed emotivo, unitamente alle azioni conseguenti alle auspicabili nuove scelte, si manifesti un progressivo miglioramento della lucidità mentale per iniziare a intuire e poi a comprendere quali possano essere gli ostacoli (spesso differenti per ognuno) che impediscono di poterci “centrare” interiormente.
Vivendo anche duramente, l’intimo l’impegno assunto innanzitutto con la propria anima, è naturale chiedere tenacemente aiuto nel tentare di equilibrare le forze insite nell’ascolto del Silenzio; così, forse si potrebbe manifestare la percezione dell’attimo sottile in cui potremmo essere nel fulcro dell’equilibrio della dualità.
L’articolo è contenuto nel numero di Ottobre 2024 della nostra rivista Alla Ricerca del Sé. Scarica tutto il numero.
Prima di intraprendere il cammino però, viene chiesto di stipulare una sorta di impegno riguardante quanto di più radicalmente e profondamente importante si farà nella propria esistenza; si tratta di un atto a cui è opportuno portare estrema attenzione perché, in pochi istanti (nei diversi gradi), tramite il Giuramento, si stringerà un Patto di impegno e di connessione nei piani sottili con i Maestri passati nella Coscienza luminosa, ma anche di rispettosa, attenta e prudente richiesta di aiuto.
Attorno all’Ara dei Giuramenti, nel cuore del Tempio, sono disposti strumenti simbolici che rappresentano tappe e funzioni del lavoro interiore. Ogni attrezzo muratorio richiama un’azione da compiere su sé stessi, nel percorso di trasformazione spirituale.
• Il Filo a Piombo orienta verso l’equilibrio interiore: invita a calarsi nel proprio asse verticale per discernere ciò che è saldo da ciò che è instabile, essenziale per ogni cammino iniziatico.
• Il Mazzuolo rappresenta la forza volontaria, la spinta risoluta che segue una scelta consapevole e virtuosa.
• Lo Scalpello simboleggia il discernimento e la precisione: senza di esso, ogni colpo rischia di essere cieco, danneggiando invece di perfezionare.
• La Livella esorta a costruire con misura, portando armonia tra le parti, sia interiori che esteriori. È lo strumento dell’equilibrio raggiunto.
• Il Regolo permette di valutare proporzioni, coerenza, giustizia. Invita a confrontare la propria opera con un modello superiore di ordine.
• La Leva allude all’azione ponderata: forza che muove ciò che è pesante, ma solo se guidata dalla coscienza e da un punto di appoggio ben compreso.
• La Cazzuola è simbolo della volontà costruttiva in chiave altruistica: unisce, armonizza, cementa legami su basi spirituali.
• La Pietra Grezza, posata a terra, rappresenta l’uomo nella sua condizione naturale, ancora da lavorare, dominato da istinti e automatismi (Nefesh).
• La Pietra Cubica a punta, scolpita e orientata, simboleggia l’iniziato che ha compiuto un cammino reale, innalzando la propria anima verso Neshamah, la coscienza superiore.
L’Ara del Giuramento, al centro del Tempio, ha forma quadrata, simboleggiando la stabilità e il mondo manifestato. Il rivestimento in tessuto azzurro, proprio del Grado di Apprendista, evoca il cielo originario e lo stato potenziale della Creazione.
Su di essa si compiono gli atti fondanti del Lavoro rituale: si prestano i giuramenti, si depone il Libro della Legge Sacra, sovrapposto dalla Squadra incrociata al Compasso, e si accendono le Luci della Menorah, il candelabro a sette bracci della Tradizione ebraica. Le sue fiamme possono essere lette in chiave cabalistica come le sette Sephirot inferiori, oppure associate ai sette giorni della Creazione, ai sette chakra o alle scale armoniche.
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