Scusate ma sono un po’ stanco di scrivere delle bassezze del mondo.
Ecco perché torno ai miei veri interessi, quelli spirituali.
Troverete che il discorso, ben lungi dal rimanere teorico e meramente speculativo, sarà comunque attinente alla società contemporanea e alla comune vita quotidiana.
Cercherò di dimostrare, in modo spero inequivocabile, che la nostra cultura è talmente intrinsecamente satanista da ispirare costernazione e disperazione, due effetti collaterali tipici dell’influenza demoniaca.
Curioso che, dopo le inascoltate di allarme provenienti dal grande Benedetto, moltissimi soggetti di rilievo sociale e culturale abbiano accettato di vivere in questa brodaglia puzzolente di fetore infero, accettandola come normale ed avanzata espressione della società occidentale.
I Saggi dicono che “il sigillo di Dio è la Verità”, poiché le lettere finali delle tre parole che concludono il racconto della creazione, ovvero בָּרָא אֱלהִים לַעֲשׂוֹת, bara Elohim la’asot (Dio creò per fare, Genesi 2:3), formano la parola emet, verità appunto.
In altre parole, Dio ha creato la realtà “per fare” (la’asot), il che è stato interpretato dai Saggi nel senso che è nostra responsabilità, in quanto creature di D-o, completare il “fare” della Sua Creazione (tikkun Olam). La verità riguarda il fare, non l’essere …
Questo concetto è stato pervertito ed equivocato negli ultimi trent’anni, a partire da un gruppo di intellettuali attivisti appartenenti alla sinistra ebraica americana che dal socialismo sono apparentemente tornati alla fede.
Apparentemente, perché il tikkun ha Olam non lo si fa abbracciando le cause e facendo gli attivisti sia in strada che alla tastiera.
Il tikkun innanzi tutto lo si deve fare nella sfera personale; infatti, due modi diffusi per praticare il tikkun Olam sono fare tzedakah (carità) e compiere atti di gentilezza nei confronti del prossimo.
Questo perché il lavoro di riparazione del mondo inizia con la riparazione della propria anima, il tikkun Hanefesh.
Il tikkun Olam e il tikkun Hanefesh sono strettamente interconnessi. Quando ci prendiamo spiritualmente cura di noi stessi, possiamo riparare il mondo, e quando ripariamo il mondo contribuiamo a riparare noi stessi.
Praticando il tikkun Hanefesh, ovvero prendendoci spiritualmente cura di noi stessi, saremo in grado di agire nel mondo e aiutare gli altri.
Ecco una prova importante di satanismo intrinseco nel mondo.
Grazie alla pressione culturale esercitata da ambienti ispirati e dominati dai satanisti, in primo luogo i media, lo star system e l’accademia, il tikkun ha Olam è stato usato quale strumento di controllo sociale ed è stato diffuso a livello globale, in versione distorta e pervertita.
Come si è detto, i media mainstream sono stati fondamentali nel diffondere questi miasmi satanici.
Dallo star system abbiamo ricevuto decenni di vampiri buoni e luccicanti, preti demoniaci, serial killers giustificabili etc.
Quasi ogni trama comportava l’inversione dei parametri classici di definizione di bene e male. Chissà perché.
A fronte delle poche flebili proteste i dementi posseduti dello spettacolo si giustificavano con l’inclusività. Il vampiro buono come esempio di discriminazione a causa del pregiudizio.
Un inganno sottile, come spesso è tipico del Satan.
Non c’era bisogno di ribaltare tutti i parametri tradizionali in campo etico per conseguire questo risultato.
Al contrario c’è tutta una generazione che, nel sentir parlare di D-o, del sacro e delle Scritture, pensa automaticamente che tu sia maligno e al contrario è pronta a giustificare ogni nefandezza per proteggere il poverino discriminato di turno.
I casi Weinstein, Epstein e P Diddy hanno rivelato che questi soggetti difendevano in larga parte la loro depravazione e la loro condizione di ricattati dal potere che, con tutta evidenza, richiedeva espressamente uno sforzo coordinato nell’attuazione del programma della Famiglia.
In realtà ciò che è stato accuratamente sdoganato è stato il Male in tutte le sue forme.
Il marchio demoniaco è evidentissimo relativamente all’attivismo falsamente soteriologico (gender, green etc.) che va, con la complicità dei borgoglisti e di tanti altri complici, a sostituire i percorsi tradizionali di salvezza come quello giudaico-cristiano.
E’ tipico del satanismo effettuare l’inversione di una pratica spirituale corretta e santa nel suo opposto; è proprio così che agisce l’altra parte, il sitra achra, il lato oscuro, la controiniziazione.
Così il tikkun non rappresenta più una pratica spirituale individuale salvifica, ma una sterile e sguaiata adesione apodittica alla causa del momento: green, gender, aborto, eutanasia.
Si fa tikkun in quanto si è attivisti e così facendo si alimenta la bugia del momento.
Si tralascia invece l’azione diretta nel proprio ambiente, l’unico ove è possibile esercitare realmente la nostra influenza.
Si è buoni e santificati poiché si aderisce alla causa, non perché concretamente si sia compiuta qualche azione meritoria.
La perversione dei concetti tradizionali è completa.
Ho parlato degli ebrei americani, ma i nostri cattocomunisti sono fra i più degni campioni della trasformazione dalla sfera individuale di responsabilità comune a tutte le creature, alla sfera collettiva globale che garantirebbe meriti spirituali basati sull’adesione alla crociata di turno.
Se c’è il riscaldamento globale, a noi rubano la Panda, magari ibrida, ma gli attorucoli come Di Caprio volano sui loro jet privati per fare propaganda alla crociata green.
Loro sono “buoni” e tu, anche se salvi una vita al giorno, sei “cattivo” perché non vuoi sposare la causa corrente come strombazzata dai megafoni del Satan.
I quali quasi sempre non si rendono neppure conto di esserlo, perché semplicemente si fanno comprare.
Il livello più gretto e basilare del satanismo, l’adorazione degli idoli rappresentati dal denaro, dal potere, dai piaceri più bassi.
Tornando in alto, si noti che il “Sigillo di Dio” non è solo una questione di sincerità.
È piuttosto una questione di essere veri nel senso che la Verità la si vive, la si sente dentro, se ne fa parte.
Si deve vivere all’interno di questa Verità percependo sé stessi come un fuoco di passione bruciante e questa Verità deve influenzare tutte le decisioni che si prendono nella vita ad iniziare dal matrimonio,.
Il grande Rabbi Akiva insegnò: “Se marito e moglie sono meritevoli, la Presenza di D-o dimora in mezzo a loro. Se non sono meritevoli, il fuoco li divora.”
“Perché”, disse Rabbi Akiba, “la parola ebraica per uomo è Ish, che si scrive aleph, yud, shin. Togliete la yud e vi rimane aleph, shin o esh, che significa fuoco.
La parola ebraica per donna è ishah, scritta aleph, shin he. Togliete la he e, ancora una volta, otterrete esh, che significa fuoco.
Da questo apprendiamo che c’è un fuoco divorante nel cuore di ogni uomo e donna. Quando si sposano, si uniscono due fuochi che sono in grado di distruggere interi mondi, se non adeguatamente controllati.
Spegnere quel fuoco è impossibile, perché esso genera la vita del mondo.
Ma lasciare il fuoco così com’è è altrettanto impossibile, perché genera anche il male.
Cosa fece D-o? Mise una delle lettere del Suo nome, la prima lettera del Nome Divino, yud, tra l’aleph e la shin per formare il nome ebraico per “uomo”.
E ha preso la seconda lettera del Nome Divino, la he, e l’ha inserita dopo l’aleph e la shin per formare la parola ebraica che significa “donna”.
In questo modo, sia l’uomo che la donna conservano nei loro nomi la parola “fuoco”, ma quando si sposano, la Presenza Divina dimora in mezzo a loro, nella combinazione dei loro nomi.
Ovunque dimori la presenza di D-o, quel fuoco dona calore e tepore, ma non divora né consuma.
Se marito e moglie non rendono sgradita la Presenza Divina, la Sua benedizione riposa sul lavoro delle loro mani ed essi diventano compartecipi dell’atto della Creazione Divina.
Ma se rendono sgradita la Presenza Divina, così che Essa non dimori in mezzo a loro, rimangono solo i loro due fuochi individuali che divorano tutto e producono caos nella società.
Ogni casa della tradizione giudaico-cristiana dovrebbe essere concepita come un santuario, come una Chiesa Domestica.
Coloro che vi dimorano devono essere come sacerdoti, le funzioni che vi si svolgono sono sacre come il servizio sull’altare. E tutto deve essere fatto be emet, nella Verità.
È l’Apostolo Paolo nelle sue lettere a descrivere teologicamente tale concetto, fondamentale, poiché costituì anche il nucleo di base delle prime comunità cristiane.
Noi, quindi, dobbiamo incarnare la Verità e seguire la Sua voce con tutte le nostre forze.
In questo senso per i cristiani Gesù il Mashiach cristiano incarna la Verità, poiché in Lui non c’era alcuna discrepanza tra chi era e ciò che diceva.
Egli è assolutamente affidabile.
Le sue azioni e le sue parole sono una cosa sola e sono del tutto degne della massima fiducia.
Gesù, Kadosh Baruch Hu incarnato, rappresenta il “Sigillo di Dio”, colui che domina con autorità tutta la creazione che è Verità, e i suoi seguaci dovrebbero inseguire perennemente il Suo modello per tutta la vita.
In ebraico, la parola che significa verità, emet (אֱמֶת), contiene la prima, la centrale e l’ultima lettera dell’alfabeto ebraico, indicando che la verità abbraccia tutte le cose e dura dall’inizio (א) alla fine (ת).
Ma notate che, se rimuoviamo la lettera Aleph da questa parola, ci rimane la parola “morto” (met: מֵת), l’opposto di “vita” (chayim: חַיִּים).
La lettera Aleph è la lettera ineffabile che rappresenta l’unicità e la gloria preminente di D-o. Pertanto, se cerchiamo di ignorare o sopprimere D-o nella nostra comprensione della verità, finiamo con la morte.
E poiché Gesù ci ha detto: “Io sono la via (הַדֶּרֶךְ), la verità (הָאֱמֶת) e la vita (הַחַיִּים); nessuno viene al Padre se non attraverso di me” (Giovanni 14:6), coloro che negano la Sua realtà si trovano in uno stato di morte spirituale.
Poiché la Verità è onnicomprensiva, c’è sempre un posto dove praticarla; non c’è letteralmente nessun luogo o esperienza che sia esente dalla sua presenza e quindi c’è sempre la necessità di vivere nella sua Luce.
Infatti, D-o stesso è chiamato lo Spirito della Verità (τὸ Πνεῦμα τῆς ἀληθείας o Ruach Ha’emet) (Giovanni 14:17, 15:26, 16:13).
Ma non vi è vera identità tra emet e ἀληθεία. Li traduciamo con verità, ma vengono da due mondi differenti.
Aletheia è un disvelamento, una rivelazione e rimando volentieri al grande Heidegger e ai suoi commentatori su tale concetto.
La parola emet deriva da un verbo (aman) che significa sostenere o rendere saldo, ed esprime l’immagine delle braccia forti di un genitore che sostiene il bambino indifeso. La Verità è in relazione attiva con colui che dovrebbe conoscerla e “supporta il peso”, per così dire, essendo il fondamento dell’esistenza di una persona nel creato.
Anche la Gloria di D-o, la Kavod ha a che fare con il peso, la gravità e quindi, con la Verità.
Dei tredici attributi del Signore elencati nella Torah, due sono uniti insieme.
Si dice che il Signore sia rav chesed ve-emet, abbondante in amorevole benignità e verità, anche nei momenti che ci mettono alla prova nella vita.
Pertanto, Egli è anche indicato come Dayin Ha’emet, il Giudice Giusto, poiché solo Lui è Colui che decide cosa deve vivere, muoversi ed esistere nella Sua creazione.
Barukh atah Adonai …. Dayan HaEmet è la benedizione di sottomissione alla Divina Volontà pronunciata in un momento di lutto per gli ebrei.
Nel vangelo di Giovanni la famosa domanda di Pilato, “Che cos’è la verità?”, è un errore di categoria, poiché la verità non riguarda “cosa” ma “chi”.
Cioè, la Verità non è qualcosa di oggettivo e statico, una cosa da conoscere e studiare a distanza. Ecco un’altra connotazione intrinsecamente satanista della nostra cultura.
Noi per verità indichiamo quella scientifica.
È un gravissimo errore di classificazione e deriva dalle fratture avvenute nel pensiero olistico europeo a cominciare dal XVII secolo, proseguite con l’Illuminismo e finite con il vero padrone del logos attuale, lo stupido Positivismo, il forcone del demonio.
Osservate bene, per quanto in teoria confutata anche da pensatori laici e materialisti, l’idea positivista è alla base del transumanesimo.
Spiegata a tutti è la teoria del: “facciamo tutto da soli, grazie!”
La Verità spirituale è vicina e personale e non coincide con quella scientifico-razionale come Al Arabi spiegò ad Averroè.
Intesa in questo modo, la Verità si traduce in modo di vivere, in una categoria esistenziale e relazionale.
È un errore gravissimo pensare a D-o come a un “oggetto” da studiare.
No, D-o non è una cosa statica, ma piuttosto una Persona dinamica e potente.
A differenza dell’approccio filosofico classico che, sin dall’antichità tendeva a considerare D-o in modo meccanicistico, cioè come Macchina Supremamente Potente che faceva “funzionare” l’universo, il D-o di Israele, anche e soprattutto nella Sua incarnazione in Gesù, si mostra intensamente personale, sensibile, emotivo, compassionevole, irascibile e così via.
La visione giudaico-cristiana di D-o è quella di una Persona vivente, una Parola pronunciata e un Soffio ardente che aleggia sugli eventi del mondo fisico.
La Verità, analogamente alla Pace promessa da Gesù, costituisce un concetto ellittico che va vissuto, non spiegato.
Vorrei terminare con l’ultima prova della natura intrinsecamente diabolica della nostra società.
La menzogna, anche completamente maligna, non è più oggetto di alcun tipo di riprovazione sociale.
Ciò risulta incomprensibile in una società digitalizzata nella quale certe bugie hanno le gambe cortissime. Basta un video o un post a sbugiardare chiunque.
Ormai si è stabilito un radicato diritto alla menzogna quale espressione incontestabile della propria vita relazionale.
Mentĭor ergo sum!
Tra un po’ lo metteranno nella Costituzione e negli statuti dell’ONU, il diritto irrinunciabile alla bugia.
I fabbricanti su scala industriale di menzogne invece di essere presi a calci nel sedere e additati al pubblico ludibrio, vengono strapagati e osannati: li chiamano Spin Doctors.
Personaggi pubblici di ogni categoria, colti in pieno mendacio, invece di scusarsi e nei casi più gravi di dimettersi, insistono pervicaci e rimangono al loro posto.
Gran parte della filosofia della menzogna tipica della sinistra americana si basa sull’operetta di Saul Alinsky, Rules for Radicals, un invito all’uso rivoluzionario della bugia e delle distorsioni delle regole del vivere civile.
Opera dedicata a Lucifero. La malafede assoluta come mezzo di lotta.
Abbiamo così svelato anche il tallone d’Achille della sinistra occidentale: la disonestà intellettuale, la malafede rivoluzionaria e la mancanza totale di vergogna e di considerazione del proprio onore.
Eppure, sia il retaggio giudaico cristiano che l’eredità confuciana in Asia ci dicono l’esatto contrario.
Mentire è male, è il Male, è un’azione abietta, incompatibile con qualsiasi incarico pubblico o di pubblica rilevanza.
1 Re 22-21 “Allora si fece avanti uno spirito, il quale si presentò davanti al Signore e disse: “Lo ingannerò io”. 22 Il Signore gli disse: “E come?” Quello rispose: “Io uscirò e sarò spirito di menzogna in bocca a tutti i suoi profeti”. Il Signore gli disse: “Sì, riuscirai a ingannarlo; esci e fa’ così”. 23 E ora ecco, il Signore ha messo uno spirito di menzogna in bocca a tutti questi tuoi profeti; ma il Signore ha pronunciato del male contro di te.”
Lo Spirito di menzogna viene usato come un’arma per punire Acab, governante indegno, perché contro di lui è stato pronunciato un terribile verdetto.
Per ebrei e cristiani mentire sulla propria fede era cosa pessima, come insegna la menzogna di Pietro Apostolo.
Per l’aristocrazia europea, la parla d’onore era sacra, il mentire cosa bassa e servile.
La borghesia ereditò questo valore, nobile e religioso assieme, facendolo suo.
La società contemporanea, fondata non sul popolo ma sulla plebaglia, esalta la furbizia, la falsità e il capovolgimento della Verità.
Ecco perché il relativismo, il frazionamento della Verità in innumerevoli false verità individuali, è un prodotto sicuramente proveniente dal Satan, come avvertì Benedetto XVI.
Ogni bugia che esce dalle nostre labbra rappresenta atto di adorazione del Signore della Menzogna. Almeno che se ne sia consapevoli appieno.
L’articolo è contenuto nel numero di Aprile 2026 della nostra rivista Alla Ricerca del Sé. Scarica tutto il numero.
In realtà ciò che è stato accuratamente sdoganato è stato il Male in tutte le sue forme.
Il marchio demoniaco è evidentissimo relativamente all’attivismo falsamente soteriologico (gender, green etc.) che va, con la complicità dei borgoglisti e di tanti altri complici, a sostituire i percorsi tradizionali di salvezza come quello giudaico-cristiano.
E’ tipico del satanismo effettuare l’inversione di una pratica spirituale corretta e santa nel suo opposto; è proprio così che agisce l’altra parte, il sitra achra, il lato oscuro, la controiniziazione.
Attorno all’Ara dei Giuramenti, nel cuore del Tempio, sono disposti strumenti simbolici che rappresentano tappe e funzioni del lavoro interiore. Ogni attrezzo muratorio richiama un’azione da compiere su sé stessi, nel percorso di trasformazione spirituale.
• Il Filo a Piombo orienta verso l’equilibrio interiore: invita a calarsi nel proprio asse verticale per discernere ciò che è saldo da ciò che è instabile, essenziale per ogni cammino iniziatico.
• Il Mazzuolo rappresenta la forza volontaria, la spinta risoluta che segue una scelta consapevole e virtuosa.
• Lo Scalpello simboleggia il discernimento e la precisione: senza di esso, ogni colpo rischia di essere cieco, danneggiando invece di perfezionare.
• La Livella esorta a costruire con misura, portando armonia tra le parti, sia interiori che esteriori. È lo strumento dell’equilibrio raggiunto.
• Il Regolo permette di valutare proporzioni, coerenza, giustizia. Invita a confrontare la propria opera con un modello superiore di ordine.
• La Leva allude all’azione ponderata: forza che muove ciò che è pesante, ma solo se guidata dalla coscienza e da un punto di appoggio ben compreso.
• La Cazzuola è simbolo della volontà costruttiva in chiave altruistica: unisce, armonizza, cementa legami su basi spirituali.
• La Pietra Grezza, posata a terra, rappresenta l’uomo nella sua condizione naturale, ancora da lavorare, dominato da istinti e automatismi (Nefesh).
• La Pietra Cubica a punta, scolpita e orientata, simboleggia l’iniziato che ha compiuto un cammino reale, innalzando la propria anima verso Neshamah, la coscienza superiore.
L’Ara del Giuramento, al centro del Tempio, ha forma quadrata, simboleggiando la stabilità e il mondo manifestato. Il rivestimento in tessuto azzurro, proprio del Grado di Apprendista, evoca il cielo originario e lo stato potenziale della Creazione.
Su di essa si compiono gli atti fondanti del Lavoro rituale: si prestano i giuramenti, si depone il Libro della Legge Sacra, sovrapposto dalla Squadra incrociata al Compasso, e si accendono le Luci della Menorah, il candelabro a sette bracci della Tradizione ebraica. Le sue fiamme possono essere lette in chiave cabalistica come le sette Sephirot inferiori, oppure associate ai sette giorni della Creazione, ai sette chakra o alle scale armoniche.
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