Destra e sinistra (Brevi appunti e curiosità)

Lo spazio, di per sé, non ha direzioni privilegiate.

Destra e sinistra, sopra e sotto, davanti e dietro, sono tutti concetti antropocentrici, indispensabili all’uomo per orientarsi nello spazio neutrale, strutturarlo e renderlo conoscibile. Ciascuno di essi, inoltre, presuppone l’esistenza di un osservatore, la cui posizione attribuisce, di volta in volta, una destra ed una sinistra alle cose.

Come scriveva Robert Hertz (antropologo e sociologo francese): “Secondo alcuni autori, la differenziazione fra la destra e la sinistra si spiegherebbe interamente con le leggi dell’orientamento religioso e del culto solare. La posizione dell’uomo nello spazio non è né indifferente né arbitraria. Il fedele, nelle sue preghiere e cerimonie, guarda naturalmente verso la regione del levante, fonte di ogni vita. La maggior parte degli edifici sacri, nelle diverse religioni, sono rivolti ad Oriente. Data questa direzione fissa, le parti del corpo si ripartiscono da sé tra i punti cardinali: l’Ovest si trova dietro, il Sud a destra ed il Nord a sinistra. I caratteri delle regioni celesti si riflettono perciò sul corpo umano. Il pieno sole del mezzogiorno illumina il nostro lato destro, mentre l’ombra funesta del Nord si proietta sulla nostra sinistra.

Lo spettacolo della natura, il contrasto fra luce e tenebre, tra il caldo ed il freddo, avrebbero insegnato all’uomo a riconoscere e ad opporre la sua destra alla sua sinistra.”

Il primo e più naturale riferimento dell’uomo, quindi, per discriminare fra la destra e la sinistra, oltre al suo stesso corpo, è il corso del sole.

La destra appare, per lo più filosoficamente, come il lato del coraggio, della giustizia, della rettitudine, mentre la sinistra diventa, non di rado, sinonimo di inganno, di tradimento, di un percorso irto di pericoli e subdole minacce.

La lettera Y sintetizza perfettamente la scelta fra destra e sinistra. Essa rappresenta il liberum arbitrium dell’esistenza.

Dai rami di questo allegorico albero della vita, penderebbero i simboli delle diverse sorti che attendono l’uomo. A sinistra i simboli della perdizione, a destra i segni della sapienza. Passando ad un punto di vista antropologico, il primo materiale simbolico offerto alla riflessione dell’uomo è il suo stesso corpo.

Dall’insieme delle riflessioni fatte su di esso, sono nate le teorie esplicative locali, che rispondono agli interrogativi essenziali sulla nostra natura e sul nostro posto nel mondo.

Tutti poggiano sulla medesima base: la differenza dei sessi, che è il fondamento del tema, senza dubbio più arcaico di ogni riflessione, e cioè l’opposizione fra identico e diverso. Ciò è alla base di tutte le opposizioni di ordine astratto o di ordine concreto che si trovano, sia nel discorso colto, che nelle rappresentazioni popolari.

Questa opposizione che ha le sue origini nel corpo, si riveste anche di connotazioni religiose, ideologiche, sociali e morali.

I motivi di queste classificazioni particolari, operate dalle società, possono variare; da una parte il basso sarà superiore all’alto, ma poco importa. Ciò che si evidenzia è la dicotomia e la classificazione gerarchica che associa in uno stesso ambito, una serie di caratteri apparentemente disparati.

L’opposizione di destra e di sinistra è una categoria mentale, praticamente sprovvista di qualsiasi supporto fisiologico; concretamente dimostra che anche se vi è un leggero vantaggio della destra, questo è coltivato socialmente.

In alcune società, si gioca su queste opposizioni dualistiche che strutturano il nostro campo mentale.

Esse strutturano quindi non soltanto il campo della rappresentazione ma anche quello dello spazio sociale e geografico.

Per avere un quadro più chiaro di quanto già scritto, è necessario guardare un attimo ad Oriente, dove, FU XI e NU WA, i creatori dell’universo, per metà esseri umani e per metà serpenti, si stringono intrecciando i loro corpi. Per alcuni, marito e moglie, per altri sorella e fratello, rappresentano i principi complementari che unendosi, generano tutte le cose.

Nella coppia, l’uomo Jang si dispone a sinistra mentre la donna Jin si colloca a destra. Esattamente l’opposto di ciò che accade di solito in Occidente.

Restando in Occidente, il pensiero religioso attribuisce spesso positività alla destra e negatività alla sinistra.

Siederai alla destra del Padre” e San Pietro appare sempre alla destra del Cristo. Nelle rappresentazioni poi del Giudizio Universale, la destra del Signore rivolta in genere verso l’alto, indica la dimora degli eletti, mentre la sinistra mostra ai

dannati la bocca dell’Inferno.

Nella strutturazione dello spazio sociale, anche destra e sinistra hanno la loro importanza e pertanto, è giusto un accenno che evidenzi questa dicotomia la quale se può apparire a prima vista solo politica, in realtà è anche essa rappresentazione dell’uomo.

La visione assiale della politica nasce dal conflitto dualistico di idee contrapposte.

Dalla rivoluzione francese in poi, i due termini di questa visione sono destra e sinistra. L’origine di questa terminologia sta nella collocazione delle due parti contrapposte in un’aula rispetto alla tribuna della presidenza.

Storicamente, il significato della diade destra-sinistra si è venuto fissando e stabilizzando in particolare, con la nascita del movimento operaio e dei partiti che ne sono stati1’espressione politica.

Come tutte le parole del linguaggio politico, anche destra e sinistra hanno un significato assiologico, rispettivamente positivo o negativo, secondo i diversi punti di vista. Nella visione assiale di un determinato universo, le due parti di

cui questo è composto sono descrittivamente esaustive, ma anche assiologicamente opposte.

Ipoteticamente il superamento del concetto di destra e di sinistra si avrebbe con la creazione di un centro, ma questo discorso non riguarda solo la politica.

In conclusione queste metafore potranno scomparire solo quando

la politica non sarà un universo solo conflittuale; ma questa forse solo utopia.

Se la politica è l’arte del governare, l’estetica è la capacità di interpretare per lo più l’arte, che sia pittorica, figurativa, architettonica, ecc. Neanche questo campo è indenne dalla dicotomia: destra sinistra. Ogni volta che alla dominanza destra si sostituisce la sinistra, appare in pieno un disagio e ovviamente anche viceversa a seconda dei punti di vista e delle abitudini. Però, nella maggior parte dei casi, siamo portati a considerare la destra come prevalente sulla sinistra ed a considerare l’opposto come una anomalia.

Questo, sia quando ci capita di vedere qualcuno scrivere con la sinistra, che quando guardiamo un celebre dipinto nel senso invertito, dunque identico all’originale, ma con direzione esecutiva direzione opposta. Poiché in Occidente si è abituati a leggere da sinistra a destra, lo sviluppo rappresentativo verso destra si percepisce come più agevole. Se la visione avviene al contrario, sembra che la percezione delle figure rappresentate debbano superare una resistenza maggiore.

Ma andando oltre, l’uomo non sarebbe quello che è se non avesse due occhi, due mani, due gambe, ossia se non potesse contare su due parti del suo corpo che appartengono alla destra e alla sinistra. Ma quello che è più sorprendente ed inquietante è perché mai questa presenza di una destra e di una sinistra sia così ineguale; ossia perché non esista un assoluto equilibrio tra le due metà del nostro corpo e del nostro organismo. Perché in definitiva, il nostro atteggiamento verso le due parti sia così ambiguo ed equivoco.

Come sarebbe, infatti, la nostra visione del mondo ed il nostro rapporto con la visualità se non esistesse alcun divario fra le due parti in questione?

Probabilmente ci farebbe difetto un importantissimo mezzo di contrasto e di discriminazione.

La prevalenza così evidente di destra su sinistra e la presenza di relativamente poche eccezioni, non fanno che asseverare il concetto che sia istintivamente presente nell’uomo una esigenza di differenza sostanziale. Pertanto, sarebbe necessario spiegare come si debba far ricorso alla asimmetria per dar vita e vitalità.

Come si spiega il fatto che la simmetria nel senso di un equilibrio assoluto fra la due parti ci trasmetta in varie situazioni un senso di noia, di fastidio?

Fra le molteplici ragioni, la più interessante potrebbe riguardare la tendenza dell’uomo a forzare ogni situazione di totale stasi.

Nel movimento architettonico del secolo scorso, sia l’art nouveau, che il liberty, hanno avuto un loro peso nel disequilibrare i canoni dell’architettura tradizionale, il loro essere sbilanciate rispetto alla norma, costituisce la ragione del loro fascino. Liberarci dalla stasi, dalla monotonia e dall’immobilità potrebbe quindi essere il presupposto per una evoluzione creativa.

Ma ritornando all’uomo, l’asimmetria cerebrale è una sua caratteristica.

Tutti gli animali infatti, hanno emisferi cerebrali che sono come specchi uno dell’altro. La metà destra e sinistra del cervello umano sembrerebbero avere funzioni per lo più note abbastanza diverse (però, nonostante le innumerevoli scoperte che a volte hanno azzerato quelle precedenti, non se ne sa ancora molto).

Se ciascun emisfero sembrerebbe avere consapevolezza delle sue specifiche sensazioni, è pur vero che i due emisferi riuscirebbero arrivare alla soluzione esatta dei problemi utilizzando diverse strategie e diversi modi di elaborazione.

Dal cervello, scendiamo più giù, ed ecco che ritroviamo la dicotomia destro sinistro.

Universalmente è noto che il maschio della specie umana ha di solito, due ghiandole che spesso possono evidenziarsi con la sinistra più grossa della destra.

Allacciandoci all’Orfismo, l’uovo sarebbe il principio del mondo e quindi della vita; non è solo genesi ma rinascita continua. La nascita dell’uomo è legata alle forme ovoidali sia dell’uomo che della donna: testicoli ed ovaie.

Volendo concludere gli appunti, il concetto di destra e di sinistra è probabilmente uno dei più antichi, esso può essere considerato un universale, linguistico. Concetto che implica una strutturazione di un mondo che viene reso discernibile partendo da parametri umani e non sempre naturali.

Come ho già accennato, i connotati di questa coppia, almeno in Occidente, danno una prevalenza alla destra, l’aggettivo sinistro ha la connotazione di infausto anche se è l’emisfero sinistro del nostro cervello ad essere preposto alla creatività. Il nostro occidentale sembrerebbe quindi un mondo orientato a destra, almeno nel suo aspetto direzionale. Ma considerando l’estetica cioè i valori della deviazione, la sinistra assume una particolare connotazione: i mancini sono geniali ed imprevedibili. Però nella foresta ci si smarrisce forse perché nell’incertezza del cammino spesso si devia verso sinistra. Per seguitare a sentire la sensazione dello smarrimento, insomma, mentre a destra potrebbe esserci il giusto a sinistra starebbe, almeno dal punto di vista psico-fisico, il piacevole.

L’articolo è contenuto nel numero di Maggio 2026 della nostra rivista Alla Ricerca del Sé. Scarica tutto il numero.

DESCRIZIONE ARTICOLO:

Per avere un quadro più chiaro di quanto già scritto, è necessario guardare un attimo ad Oriente, dove, FU XI e NU WA, i creatori dell’universo, per metà esseri umani e per metà serpenti, si stringono intrecciando i loro corpi. Per alcuni, marito e moglie, per altri sorella e fratello, rappresentano i principi complementari che unendosi, generano tutte le cose.

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Attorno all’Ara dei Giuramenti, nel cuore del Tempio, sono disposti strumenti simbolici che rappresentano tappe e funzioni del lavoro interiore. Ogni attrezzo muratorio richiama un’azione da compiere su sé stessi, nel percorso di trasformazione spirituale.
Il Filo a Piombo orienta verso l’equilibrio interiore: invita a calarsi nel proprio asse verticale per discernere ciò che è saldo da ciò che è instabile, essenziale per ogni cammino iniziatico.
Il Mazzuolo rappresenta la forza volontaria, la spinta risoluta che segue una scelta consapevole e virtuosa.
Lo Scalpello simboleggia il discernimento e la precisione: senza di esso, ogni colpo rischia di essere cieco, danneggiando invece di perfezionare.
La Livella esorta a costruire con misura, portando armonia tra le parti, sia interiori che esteriori. È lo strumento dell’equilibrio raggiunto.
Il Regolo permette di valutare proporzioni, coerenza, giustizia. Invita a confrontare la propria opera con un modello superiore di ordine.
La Leva allude all’azione ponderata: forza che muove ciò che è pesante, ma solo se guidata dalla coscienza e da un punto di appoggio ben compreso.
La Cazzuola è simbolo della volontà costruttiva in chiave altruistica: unisce, armonizza, cementa legami su basi spirituali.
La Pietra Grezza, posata a terra, rappresenta l’uomo nella sua condizione naturale, ancora da lavorare, dominato da istinti e automatismi (Nefesh).
La Pietra Cubica a punta, scolpita e orientata, simboleggia l’iniziato che ha compiuto un cammino reale, innalzando la propria anima verso Neshamah, la coscienza superiore.

Al centro dell’Ara dei Giuramenti viene deposto il Libro della Legge Sacra, aperto sul Vangelo di San Giovanni. È il punto focale della cerimonia in cui si compie il Mistero del Rito Sacrificale: rappresenta il Verbo Divino e le leggi ineffabili della Creazione, che l’iniziato è chiamato a intuire e, per quanto possibile, comprendere.
Sopra di esso si collocano, incrociati, la Squadra e il Compasso: strumenti fondamentali del Lavoro interiore.
La Squadra indica la necessità di precisione etica e coerenza: invita a misurare ogni pensiero, scelta, parola e azione, avviando l’immersione cosciente nella Nigredo, prima fase dell’Opera alchemica.
Il Compasso, simbolo della coscienza attiva, orienta la connessione tra cuore e mente. Serve a purificare la parte ricettiva dell’anima, rendendola degna di ricevere la Luce e permettendo allo Spirito di prevalere sull’Io materiale.

L’Ara del Giuramento, al centro del Tempio, ha forma quadrata, simboleggiando la stabilità e il mondo manifestato. Il rivestimento in tessuto azzurro, proprio del Grado di Apprendista, evoca il cielo originario e lo stato potenziale della Creazione.
Su di essa si compiono gli atti fondanti del Lavoro rituale: si prestano i giuramenti, si depone il Libro della Legge Sacra, sovrapposto dalla Squadra incrociata al Compasso, e si accendono le Luci della Menorah, il candelabro a sette bracci della Tradizione ebraica. Le sue fiamme possono essere lette in chiave cabalistica come le sette Sephirot inferiori, oppure associate ai sette giorni della Creazione, ai sette chakra o alle scale armoniche.

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