Un’Idea d’Ascesa Stabile, Lineare

Il filo a piombo o “Perpendicolare” è l’elemento dell’equilibrio interiore e suggerisce l’idea dell’ascesa stabile, lineare, disegnando una linea verticale idealmente infinita in quanto conduce alla perfezione.

A questo punto la domanda che si pone è chi sostiene questo filo a piombo che sembra scendere dall’infinito stesso, la risposta è in ognuno di noi, perché solo lo scalare il filo a piombo ci darà la risposta. Infatti si allude con il filo a piombo alla ricerca del trascendente e quindi anche all’elevazione spirituale, indispensabili entrambe per una costruzione che si innalzi per quanto possibile verso la dimensione superiore.

La Perpendicolare è lo strumento che serve al Massone per la verifica della “verticalità” di qualsiasi elemento costruttivo di cui disponga; è l’emblema stesso della “vita interiore” e della “vita dello Spirito”. Ognuno di noi ha una sua propria perpendicolare, che rappresenta il filo a piombo con cui si deve misurare quotidianamente per la verifica dei progressi e dei passaggi compiuti.

La perpendicolare è sempre attratta dal centro della terra ma uniche sono le direzioni individuali verso il medesimo punto di attrazione, a rappresentare che ognuno percorre una diversa strada per acquisire il proprio stato di coscienza interiore; si deve perseguire la rettitudine di giudizio che nessun affetto di interesse o di famiglia possano stornare. Questo strumento determina la verticale che indirizza il nostro spirito a discendere e a salire e questo doppio del salire e dello scendere pone in noi le capacità della decisione libera e della libera ricerca. Il giovane muratore “operativo” ha la possibilità di assicurare la corretta verticalità della costruzione, al giovane massone attuale essa consente di raggiungere la profondità dell’animo e di rendere la propria pietra, un elemento inseribile nella costruzione comune dell’officina.

Analizzandola sotto un’altra luce possiamo attribuirgli il significato allegorico di “profondità nell’osservazione” ed è per questo motivo che la si associa al 2° Mistagogo, preposto al controllo della colonna del Settentrione e perciò al lavoro degli Apprendisti.

Approfondendo i nostri difetti ed elevandoci al di sopra della comune insulsaggine scuseremo i difetti altrui, come il buon 2° Mistagogo sa scusare gli errori giustificabili dei giovani apprendisti.

La livella, che si accompagna come strumento al filo a piombo è destinato alla designazione della perpendicolarità, dell’orizzontale rispetto al verticale, significa la capacità di costruirsi un sistema di riferimento, e perciò l’arricchimento spirituale, mentre per altri versi simboleggia il comune destino della Morte, ed ammonisce gli uomini a prepararsi alla Grande Livellatrice.

Quando l’apprendista è promosso al grado di compagno si dice che “è passato dalla perpendicolare alla livella”.

La livella è formata da una squadra giusta, cioè con bracci uguali e angolo di 90°. Nel gioiello massonico è presentata come un triangolo equilatero dal cui vertice scende un filo a piombo che incontra una barra graduata; il tutto anticamente era detto archipendolo.

Alla Perpendicolare corrisponde la Livella, strumento che richiama l’orizzontalità e quindi la polarità dell’inerzia e del riposo che si contrappone a quella dell’azione e del movimento. Questo strumento è di forma più complessa del precedente, in quanto, nel simbolismo massonico, viene formato da una Squadra al cui vertice è fissato un filo a piombo. Se la Perpendicolare è il simbolo della profondità della Conoscenza e della rettitudine, prevenendo ogni direzione obliqua, la Livella insegna che la Conoscenza deve essere riferita al piano, è solo partendo da basi solide e stabili che il Massone può e deve lavorare in vista della sua elevazione spirituale. Ma un noto Figlio della Vedova ci ha indicato come la Livella raffiguri anche l’Uguaglianza, intesa non come livellamento dei valori ma come capacità di relazione con gli altri, cercando di inserire la propria personalità nella serena armonia dei lavori e agendo sì ha che la propria operatività divenga uno strumento di crescita dell’intera Loggia. La Livella ci ricorda che dobbiamo considerare tutte le cose con uguale serenità, siano esse cattive o buone. Questo strumento ha anche il significato allegorico della “messa in opera delle conoscenze” ed è per questo motivo che lo vedete raffigurato nel gioiello del 1° Mistagogo. Se la Squadra e il Compasso ci ricordano l’indissolubile legame fra Materia e Spirito, fra Terra e Cielo, lo stretto legame fra macrocosmo e microcosmo; se il Maglietto e lo Scalpello ci indicano come la combinazione fra l’azione e il pensiero sia la strada per il compimento dell’Opera; la Perpendicolare e la Livella ci consentono di verificare il lavoro svolto e di armonizzarlo con quello dei nostri Fratelli. Se il Massone vive fra la Squadra e il Compasso e lavora con Maglietto e Scalpello, controlla e armonizza con Perpendicolare e Livella.

È il gioiello distintivo che pende dal collare del Sublime Cavaliere Della Volta Di Perfezione, per alcuni anche simbolo dell’eguaglianza sociale su cui si fonda il diritto naturale. Contro possibili equivoci, è da tenere presente che in Massoneria l’uguaglianza sociale non implica affatto il livellamento dei valori di ognuno. La livella comprende il verticale, già presente nella perpendicolare, ma anche l’orizzontale. Richiama la profondità della conoscenza ma la riporta al piano terrestre, che è la quotidiana esistenza dell’uomo.

Faino

L’articolo è contenuto nel numero di ottobre 2016 della nostra rivista Alla Ricerca del Sé. Scarica tutto il numero.

DESCRIZIONE ARTICOLO:

La perpendicolare è sempre attratta dal centro della terra ma uniche sono le direzioni individuali verso il medesimo punto di attrazione, a rappresentare che ognuno percorre una diversa strada per acquisire il proprio stato di coscienza interiore; si deve perseguire la rettitudine di giudizio che nessun affetto di interesse o di famiglia possano stornare.

CATEGORIE:

Attorno all’Ara dei Giuramenti, nel cuore del Tempio, sono disposti strumenti simbolici che rappresentano tappe e funzioni del lavoro interiore. Ogni attrezzo muratorio richiama un’azione da compiere su sé stessi, nel percorso di trasformazione spirituale.
Il Filo a Piombo orienta verso l’equilibrio interiore: invita a calarsi nel proprio asse verticale per discernere ciò che è saldo da ciò che è instabile, essenziale per ogni cammino iniziatico.
Il Mazzuolo rappresenta la forza volontaria, la spinta risoluta che segue una scelta consapevole e virtuosa.
Lo Scalpello simboleggia il discernimento e la precisione: senza di esso, ogni colpo rischia di essere cieco, danneggiando invece di perfezionare.
La Livella esorta a costruire con misura, portando armonia tra le parti, sia interiori che esteriori. È lo strumento dell’equilibrio raggiunto.
Il Regolo permette di valutare proporzioni, coerenza, giustizia. Invita a confrontare la propria opera con un modello superiore di ordine.
La Leva allude all’azione ponderata: forza che muove ciò che è pesante, ma solo se guidata dalla coscienza e da un punto di appoggio ben compreso.
La Cazzuola è simbolo della volontà costruttiva in chiave altruistica: unisce, armonizza, cementa legami su basi spirituali.
La Pietra Grezza, posata a terra, rappresenta l’uomo nella sua condizione naturale, ancora da lavorare, dominato da istinti e automatismi (Nefesh).
La Pietra Cubica a punta, scolpita e orientata, simboleggia l’iniziato che ha compiuto un cammino reale, innalzando la propria anima verso Neshamah, la coscienza superiore.

Al centro dell’Ara dei Giuramenti viene deposto il Libro della Legge Sacra, aperto sul Vangelo di San Giovanni. È il punto focale della cerimonia in cui si compie il Mistero del Rito Sacrificale: rappresenta il Verbo Divino e le leggi ineffabili della Creazione, che l’iniziato è chiamato a intuire e, per quanto possibile, comprendere.
Sopra di esso si collocano, incrociati, la Squadra e il Compasso: strumenti fondamentali del Lavoro interiore.
La Squadra indica la necessità di precisione etica e coerenza: invita a misurare ogni pensiero, scelta, parola e azione, avviando l’immersione cosciente nella Nigredo, prima fase dell’Opera alchemica.
Il Compasso, simbolo della coscienza attiva, orienta la connessione tra cuore e mente. Serve a purificare la parte ricettiva dell’anima, rendendola degna di ricevere la Luce e permettendo allo Spirito di prevalere sull’Io materiale.

L’Ara del Giuramento, al centro del Tempio, ha forma quadrata, simboleggiando la stabilità e il mondo manifestato. Il rivestimento in tessuto azzurro, proprio del Grado di Apprendista, evoca il cielo originario e lo stato potenziale della Creazione.
Su di essa si compiono gli atti fondanti del Lavoro rituale: si prestano i giuramenti, si depone il Libro della Legge Sacra, sovrapposto dalla Squadra incrociata al Compasso, e si accendono le Luci della Menorah, il candelabro a sette bracci della Tradizione ebraica. Le sue fiamme possono essere lette in chiave cabalistica come le sette Sephirot inferiori, oppure associate ai sette giorni della Creazione, ai sette chakra o alle scale armoniche.

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